NEWS 2004/05
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  ARCHIVIO NEWS 2003

 

16- 05-2005
RICEVUTI DAL RETTORE STUDENTI E LAUREATI DELL'ATENEO MESSINESE BRILLANTI PROTAGONISTI DI UN PROGETTO ONU A NEW YORK

10- 05-2005 RICONOSCIMENTI DELL'UNESCO AL CENTRO BOSIO E AI PREMI NOSSIDE DI REGGIO CALABRIA

07- 03-2005 Pasquale Amato e Tonino Perna al Sindaco e alla città: “Dedichiamo a Nicola Calipari Piazza Indipendenza”

17-11-2004 Giovedì 18 novembre Reggio Calabria ricorda la Rivolta di Varsavia del 1944 con una conferenza di Pasquale Amato una Mostra e un Annullo Postale

26-10-2004
L’OMAGGIO DI MESSINA E REGGIO AL GRANDE POETA E PATRIOTA CUBANO JOSÉ MARTÍ.
“Yo soy un hombre sincero / de donde crece la palma...”: molti italiani conoscono almeno questi primi due versi di “Guantanamera”, la più famosa canzone cubana di tutti i tempi. Sono invece in pochi a sapere che questi e gli altri versi musicati nel 1920 da Joselito Fernandez sono tratti da un capolavoro della letteratura latino-americana e universale: l’eccezionale raccolta poetica “Versos Sencillos” di José Martí, un vero e roprio testamento del più grande interprete dell'identità cubana.

18-10-2004

Università di Messina - Rapporti con America Latina - Centro Studi Bosio
Martedì 19 ottobre nell'Area dello Stretto - Omaggio al poeta cubano José Martí
Mercoledì 20 ottobre Facoltà di Scienze Politiche ore 14.00
Seminario di Studi "America Latina dalla vecchia alla nuova colonizzazione" - proiezione del film "QUEIMADA" di Gillo Pontecorvo con Marlon Brando


15-10-2004
AL CIRCOLO DEL TENNIS “R.POLIMENI” DI REGGIO CITTÀ DEL BERGAMOTTO ECCEZIONALE SUCCESSO PER LA CONFERENZA MULTIMEDIALE DI PASQUALE AMATO SULLA FONDAZIONE DI REGGIO NEL 730 A.C.
“QUELLA CALDA GIORNATA DI LUGLIO
QUANDO NACQUE LA POLIS REGHION
E REGALÒ ALLA PENISOLA IL NOME ITALIA”

01-10-2004
Pasquale Amato:
“Il Bergamotto deve tornare ai reggini”
Ho provato un sentimento di profonda rabbia civica nel leggere le notizie sui miliardi persi per il Bergamotto per colpa della Regione. Una rabbia che si è aggiunta all’amarezza di vedere ancora inattuato il Marchio DOP Bergamotto di Reggio Calabria perché non si è costituito il Consorzio di Tutela, organismo di gestione indispensabile.

16-09-2004
Pasquale Amato concorda e rilancia: "Villa Zerbi è l'idea più felice di Scopelliti. Ma deve essere acquistata. Così potrà divenire uno dei luoghi fissi della nostra crescita culturale"

02-09-2004 Lunedì 6 settembre alle dieci della sera presso il Circolo del Tennis “R.Polimeni”
Conferenza multimediale di Pasquale Amato sullafondazione di Reggio nel 730 a.C.
"Quella calda giornata di luglio quando nacque la Polis Reghion e regalò alla penisola il nome Italia”

01-09-2004
Consegnati a GAMBARIE I PREMI AICS-ALTIS 2004 “OSCAR CALABRESI DELLO SPORT “
Premiati Enza Sant’Ambrogio,Alessandra Lucchino,Giuseppe Laganà, Santi Trimboli,Tonno Callipo, Canottieri Reggio, Reggina UIC

09-08-2004
Il prof. Pasquale Amato nella squadra di governo del Rettore Tomasello all’Università di Messina con una delega per le Relazioni Internazionali

03-08-2004

Parte il 4 agosto l’Estate AICS Gambarie 2004 con appuntamenti di cultura, ambiente e sport
4, 10 e 13 i XIX Té Letterari con Bevilacqua, Profazio e Marcianò
Mercoledì 18 la XXIX Marcialonga Aics Verdaspromonte
Lunedì 23 la IX Edizione dei Premi Aics Altis per lo Sport


27-07-2004
NOTTE MAGICA per il XX Premio Internazionale di Poesia Nosside Unico concorso globale per inediti, plurilinguistico e multimediale
Sabato 31 luglio alle 20.30 nello stupendo ed eccezionale scenario di Pentedattilo, la Montagna incantata dalle cinque dita sulle falde dell'Aspromonte in territorio di Melito Porto Salvo.

29-06-2004
Il Centro Studi Bosio, nell'ambito del Progetto Bergamotto, ha deciso di riprendere la Campagna per "Reggio Calabria Città del Bergamotto" tramite lo Stand della Festa del Lavoro della CGIL (Lungomare Falcomatà di Reggio da domenica 27 giugno a domenica 4 luglio 2004).

28-06-2004 Pasquale Amato chiede al Sindaco di dare priorità assoluta alla realizzazione dell’Istituto Superiore di Profumeria.

03-05-2004
Giovedì 6 maggio alle cinque della sera nell’Università per Stranieri di Reggio Calabria Città del Bergamotto Presentazione del Numero 1-2004 di "Historica" con Conferenza di Pasquale Amato sulla Storia del Bergamotto di Reggio Calabria. Il Principe degli Agrumi che ha profumato il mondo, preceduta da un Workshop.

27-04-2004
Centro Studi Bosio Aics e Circolo Allende Italia-Cuba - Giovedì 29 aprile, alle cinque e mezza della sera, nell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria Città del Bergamotto - Incontro sul tema "Dove il Primo Maggio è ancora un'utopia. Il caso delle fabbriche maquiladoras in Messico".

21-04-2004
Giovedì 22 aprile, Reggio Calabria Città del Bergamotto, nel Salone “Nosside” di Viale Libertà, 30/c, alle cinque e mezza della sera, Quinto Incontro “Il Brasile di Lula” - Relazioni di Ines Cabral Alves, - Renata Giongo e Anahi Ravagnani - Concluderà Pasquale Amato

01-04-2004
Centro Studi Bosio Aics e Circolo Allende Italia-Cuba - Incontri 2004 sul tema “Cuba e Brasile - Due Paesi, due storie dell’America Latina” - Venerdì 2 aprile, alle cinque della sera, al Bosio - Terzo Incontro su Cuba e Brasile “Cuba colonia degli States” (1898-1958).

31-03-2004
Pasquale Amato:“Il Ministro Urbani vuole inviare un Bronzo originale ad Atene? Bene. Si accomodi pure. Però si assuma tutte le responsabilità di un eventuale disastro.
Se invece l’obiettivo del Conte Zio è un ricatto per convincerci a cedere a Don Rodrigo, non intendiamo cadere nella trappola.

25-03-2004
Centro Studi Bosio Aics e Circolo Allende Italia-Cuba - Incontri 2004 sul tema “Cuba e Brasile Due Paesi, due storie dell’America Latina”Venerdì 26 marzo, a Reggio Calabria Città del Bergamotto, alle cinque e mezza della sera, al Centro Studi Bosio in Viale Libertà 30c Secondo Incontro su Cuba e Brasile “San Giorgio-Ogum in Brasile”.

18-03-2004
Il Centro Studi Bosio Aics e il Circolo Allende Amici Italia-Cuba organizzano a Reggio Calabria Città del Bergamotto, a partire da venerdì 19 marzo e nei quattro venerdì successivi nel Salone "Nosside" del Bosio in Viale Libertà 30/c, Cinque Incontri su Cuba e il Brasile, due paesi dell'America Latina che hanno avuto storicamente e svolgono tuttora un ruolo importante nello scacchiere del sub-continente e internazionale.

23-02-2004 Dossier “Reghion” di "Historica" n. 4 ottobre-dicembre 2003 Brani dal Saggio introduttivo di Pasquale Amato
QUELLA CALDA GIORNATA DI LUGLIO del 730 a.C.
QUANDO REGHION ENTRO' NELLA STORIA
E REGALO' ALLA PENISOLA IL NOME “ITALIA”
di Pasquale Amato

27-01-2004 Presentazione del n. 4 Ottobre/dicembre 2003 della Rivista "Historica".

22-01-2004 Pasquale Amato sul Ricorso al Consiglio di Stato del Ministero per i Beni Culturali, che ritorna sul luogo del delitto
dei Bronzi clonati viaggianti.

18-01-2004 Pasquale Amato propone per il nome del Palazzo del Consiglio Regionale "Astronave Italia"

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16-05-2005

Comunicato dell'Ufficio Stampa dell'Università di Messina

RICEVUTI DAL RETTORE STUDENTI E LAUREATI DELL'ATENEO MESSINESE BRILLANTI PROTAGONISTI
DI UN PROGETTO ONU A NEW YORK

Il Rettore, prof. Francesco Tomasello, ha ricevuto gli studenti e laureati che hanno partecipato per la prima volta al Progetto NMUN (National Model United Nations) presso le Nazioni Unite a New York, accompagnati dal prof. Pasquale Amato (Delegato del Rettore e Coordinatore Culturale del Progetto), dal Preside della Facoltà di Scienze Politiche, prof. Andrea Romano e dai Dirigenti dell’Associazione Acerformazione di Catania che è stata partner dell’iniziativa.Il Progetto NMUN è un programma di simulazione del dibattito e delle risoluzioni del massimo consesso mondiale in rappresentanza di paesi diversi dallo stato di appartenenza. La Delegazione, composta da reggini e messinesi provenienti dalle Facoltà di Scienze Politiche, Giurisprudenza, Lettere ed Economia e da due studenti catanesi, ha rappresentato le ragioni della Repubblica di Cuba all’ONU, ricevendo i più vivi complimenti dagli stessi dirigenti delle Nazioni Unite al termine dei lavori. La delegazione nel Palazzo di Vetro, guidata dal prof. Amato e coordinata dal dott. Alberto Cozzo dell’Acerformazione, è stata composta da Luca Briante, Valentina Calderone, Serena Cara, Roberta Ciliberto, Giovanni Coppolino, Claudio Cucinotta, Giuseppe Failla, Raffaele Fascì, Adriano Laganà, Carmelo LoGiudice, Caterina Mancuso, Mauro Mazzù, Manuela Raimondi, Nadia Ruggeri, Antonino Runza e Mario Siviglia.
Il prof. Amato ha evidenziato nel suo intervento “l’alto valore formativo sul piano didattico e umano dell’esperienza”; ha sottolineato “la determinazione dimostrata dai nostri Delegati, che hanno tenuto testa con competenza e  intelligenza a oltre 3000 concorrenti agguerriti e già esperti provenienti da Università di tutto il mondo”; ha infine stigmatizzato “gli sviluppi concreti dell’iniziativa, costituiti dall’assegnazione a Serena Cara di Reggio Calabria di uno stage formativo presso il Ministero degli Esteri, Direzione Generale Cooperazione Economica Polo ONU di Roma, e dai contatti in corso per altri Stages”. Il Rettore ha ringraziato “per l’impegno profuso in questo Progetto (in cui l’Ateneo messinese è stato una delle sole tre presenze italiane assieme alla LUISS di Roma e a Catania) il prof. Amato e l’Acerformazione” ed ha rivolto “un vivo plauso ai Delegati che si sono fatti valere rappresentando al meglio l’Ateneo messinese e confermandone la qualità dei percorsi formativi”. Ha annunciato infine che “sin da questo anno saranno assegnati crediti formativi agli studenti partecipanti”. Il corso di formazione – tenuto nella Facoltà di Scienze Politiche - ha avuto come Docenti il prof. Pasquale Amato, il Sen. prof. Adelfio Basile, il prof. Mario Centorrino,la prof.ssa Lina Panella, il console di Malta Prof.ssa Isabel Farrugia, il Consulente del Ministero Affari Esteri dott. Alessandro Matteu e il dott. Alberto Cozzo dell’Acerformazione. Ed è stato concluso dalla Conferenza del Consigliere Politico dell’Ambasciata di Cuba a Roma dott. Hugo Ramos Milanès. A New York la Delegazione, prima di misurarsi nel Progetto,  ha avuto un lungo e proficuo incontro preliminare presso la Missione Permanente di Cuba all’ONU con il Consigliere Giuridico dott.ssa Juana Elena Ramos e con il Terzo Segretario dott. Ovidio Roque Pedrera. Al termine del Progetto la Delegazione ha incontrato il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura , il giornalista Claudio Angelini, presso la sede Rai della Grande Mela.

 

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07-03-2005

Pasquale Amato e Tonino Perna
al Sindaco e alla città:
“Dedichiamo a Nicola Calipari Piazza Indipendenza”


I professori Pasquale Amato e Tonino Perna, reggini e docenti nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina, hanno proposto al Sindaco e alla città - che già hanno deciso di dedicargli una Piazza – di intitolare a Nicola Calipari Piazza Indipendenza, “un luogo centrale e di grande valore simbolico per la comunità, dalle origini della città a Nicola, eroe dei nostri tempi”.

Per Amato e Perna “Reggio ha il dovere di dedicare a questo suo grande figlio, che ha unito come pochi tutti gli italiani, che è divenuto un simbolo e un esempio non soltanto per il popolo italiano ma per il mondo intero, un luogo importante con una grande valenza per la comunità e per i visitatori esterni.

E Piazza Indipendenza risponde perfettamente a questo desiderio comune dei reggini: è posta all’incrocio tra due Vie che ricordano due altri grandi figli di Reggio (Giuseppe Genoese Zerbi e Italo Falcomatà), segna l’inizio del Lungomare e sta al centro di altre testimonianze significative per l’intera comunità: il Monumento a Corrado Alvaro, il Museo Nazionale della Magna Grecia, Piazza De Nava e il Corso Garibaldi, il monumento al più grande poeta lirico dell’antichità greca: Ibico reggino.

L’eroe reggino Nicola Calipari merita pienamente di essere immesso al centro di questa eccezionale concentrazione di luoghi e nomi, merita che la sua città – la città dove è nato, si è formato sul piano umano e civile e ha studiato completando l’iter nella Facoltà di Giurisprudenza di Messina - lo ricordi a sé e agli altri come un esempio fulgido di senso di appartenenza alla comunità, di coraggio e di grande umanità. E lo ricordi dedicandogli un luogo centrale e di grande valore simbolico della comunità, dalle origini della città a Nicola, eroe dei nostri tempi”.

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17-11-2004

60° Anniversario della Rivolta
di Varsavia del 1944

Locandina 60° anniversario della Rivolta di Varsavia

Annullo
filatelico

Annullo filatelico

 


Centro Studi Bosio Aics

Comunità Polacca di Reggio Calabria
Università per Stranieri “Dante Alighieri”

Giovedì 18 novembre Reggio Calabria ricorda
la Rivolta di Varsavia del 1944

con una conferenza di Pasquale Amato
una Mostra e un Annullo Postale


Si aprirà giovedì 18 novembre alle cinque della sera – nell’Aula Magna dell’Università per Stranieri di Reggio Calabria, con una conferenza del prof. Pasquale Amato sul tema “L’insurrezione della città tra Hitler e Stalin” – la rievocazione della Rivolta di Varsavia dall’1 agosto al 4 ottobre 1944.

Seguirà, alle sei della sera nella Sala del Tempio della Vittoria di San Giorgio al Corso, l’inaugurazione della Mostra Fotografica dedicata alla Rivolta. Contemporaneamente, sempre nel Tempio della Vittoria, entrerà in funzione una postazione di Poste Italiane con l’annullo filatelico dedicato all’avvenimento. La Mostra resterà aperta al pubblico dal 19 al 21 novembre nelle ore 9,00 - 12,00 e 14,00 – 20,00.

La manifestazione – unica in Italia – è organizzata da un Comitato composto dal Centro Studi Bosio Aics, dalla Comunità Polacca di Reggio Calabria e dall’Università per Stranieri di Reggio Calabria col patrocinio dell’Amministrazione Provinciale.

Gli eventi rievocati sono stati per decenni quasi depennati dalle rievocazioni storiche ufficiali, perché essi rappresentarono una delle pagine in cui le responsabilità della sanguinosa repressione e distruzione di una città europea storicamente rilevante furono divise tra Hitler e Stalin e non addebitabili a una soltanto delle due parti in conflitto.

Questi i fatti: nel corso della Seconda guerra mondiale, Varsavia fu teatro di due eroiche insurrezioni contro gli occupanti nazisti, entrambe soffocate nel sangue: quella più nota degli ebrei del ghetto, scoppiata il 19 aprile 1943 e durata ventuno giorni; e quella altrettanto tragica e cruciale del 1° agosto 1944, spesso dimenticata dai manuali di storia, e lanciata dall'AK, l'Esercito Nazionale fedele al governo polacco in esilio a Londra, quando l'Armata Rossa di Stalin, nella sua avanzata verso Berlino, era arrivata alle rive della Vistola.

Convinto che la liberazione fosse imminente, il popolo di Varsavia scese in strada contro la Wehrmacht. Ma i sovietici non attraversarono il fiume, i tedeschi si riorganizzarono e Hitler ordinò una punizione esemplare per la città ribelle: così, dopo oltre due mesi di lotta impari, dopo la morte di circa duecentomila polacchi, Varsavia fu evacuata, i superstiti deportati nei lager o destinati al lavoro forzato nel Reich, e una delle più antiche capitali europee venne rasa al suolo.

Il 4 ottobre, l'ultimo bollettino della resistenza diceva: "La battaglia è finita. Dal sangue versato, dalle sofferenze e dalla comune fatica, dai dolori dei nostri corpi e delle nostre anime, sorgerà una nuova Polonia - libera, forte e grande". Invece, quelle sofferenze e quell'eroismo furono rimossi per quasi mezzo secolo. L'URSS e il nuovo regime comunista da essa imposto con un colpo di stato avevano tutto l'interesse a distogliere l'attenzione dagli inganni e dal consapevole attendismo dell'Armata Rossa.

Anche gli Alleati occidentali, Inghilterra e Stati Uniti, preferirono far dimenticare di non aver potuto o voluto mantenere le promesse fatte ai polacchi e di averli abbandonati prima nelle mani di Hitler e poi in quelle di Stalin. Così la rivolta di Varsavia, una delle più grandi tragedie del Ventesimo secolo, non è stata finora descritta in tutti i suoi aspetti, anche se - o forse proprio perché - rivela alcune verità fondamentali sulla Seconda guerra mondiale.

Lo storico inglese Norman Davies ha avuto il merito di aver fatto luce su quella pagina dimenticata in un recente libro edito in italiano da Rizzoli. Libro che ha colmato la lacuna e ricostruito i fatti del 1944, chiarendo il quadro degli eventi che li precedettero e li seguirono e dando voce - grazie alle interviste ai testimoni e ai memoriali dei superstiti - alla sofferenza umana di cui gronda una delle pagine decisive della storia d'Europa.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
17 novembre 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


26-10-2004
L’OMAGGIO DI MESSINA E REGGIO
AL GRANDE POETA E PATRIOTA CUBANO
JOSÉ MARTÍ

fotogallery“Yo soy un hombre sincero / de donde crece la palma...”: molti italiani conoscono almeno questi primi due versi di “Guantanamera”, la più famosa canzone cubana di tutti i tempi. Sono invece in pochi a sapere che questi e gli altri versi musicati nel 1920 da Joselito Fernandez sono tratti da un capolavoro della letteratura latino-americana e universale: l’eccezionale raccolta poetica “Versos Sencillos” di José Martí, un vero e roprio testamento del più grande interprete dell'identità cubana.
L’approccio ad una maggiore conoscenza della figura e dell’opera di José Martí è stato l’obiettivo che si è posto il prof. Pasquale Amato per la prima iniziativa nell’ambito dell’incarico affidatogli dal Rettore Tomasello di Delegato per i rapporti con l’Unione Europea e con l’America Latina. Se il buon giorno si vede dal mattino, si può dire che l’esito è stato ampiamente positivo e fa ben sperare per il futuro.
Gli Appuntamenti della Giornata della Cultura Cubana nelle due Città dello Stretto sono stati organizzati dall'Università di Messina -Ufficio Rapporti con l'America Latina e dall'Ufficio Culturale dell'Ambasciata di Cuba, in collaborazione con il Centro Studi Bosio e il Circolo Allende di Reggio Calabria.
L’iniziativa, incentrata su due Incontri – svoltisi a Messina (Università) e a Reggio Calabria (Consiglio Provinciale) – è stata inserita nell'ambito della IV edizione delle Giornate della Cultura Cubana in Italia.
Per rendere omaggio alla figura di Martí (che per Cuba è la sintesi di Mazzini, Garibaldi e Cavour) e per onorare il Ventennale dei Premi Internazionali di Poesia Nosside (di cui Cuba è parte organica in quanto sede da cinque anni del Premio Nosside Caribe nella Fiera Internazionale del Libro dell'Avana) hanno partecipato l'Ambasciatore di Cuba in Italia - dott.ssa Maria de Los Ángeles Flórez Prida – e il Primo Segretario Culturale dell'Ambasciata Dott. Rubén Pino Martinez.
La versione italiana dei “Versos Sencillos”, affidata alla pregevole traduzione di Giampietro Schibotto, è un omaggio dei Premi Internazionali Nosside, unico concorso globale di poesia, plurilinguistico e multimediale, alla cultura e al popolo di Cuba. Un omaggio legato alla presenza nell’Isla Grande, nell’ambito della Fiera Internazionale del Libro dell’Avana, del Premio de Poesía Nosside Caribe, realizzato in collaborazione con l’Istituto Cubano del Libro e riservato a tutti i poeti del Caribe, dalle isole centroamericane al Messico, dal Venezuela alla Colombia.
Ha portato il saluto del Rettore (all’estero per un Congresso Scien-tifico) il Pro-Rettore prof. Mario Centorrino, il quale ha evidenziato che il nuovo incarico affidato al prof. Amato si muove nella direzione dell’internazionalizzazione, che rappresenta uno dei cardini del programma del Rettore prof. Francesco Tomasello. Perciò essa sarà seguita da parecchie altre con l’obiettivo di aprire l’Ateneo messinese a scambi sempre più articolati con i paesi dell’America Latina”.
Nell’Aula Magna dell’Ateneo, gremita in ogni sua parte, sono stati quindi per la prima volta ascoltati i magnifici “Versi semplici” del grande poeta cubano, illustrati con incisiva brillantezza dalla prof.ssa Ella Imbalzano e letti con garbo raffinato da Clotilde Grisolia accompagnata alla chitarra da Claudio Nastasi. A Reggio, nella Sala del Consiglio Provinciale, ha svolto una relazione sul contesto del pensiero latino-americano nell’800 la dott.ssa Italia Cannataro, Dottoranda di Storia della Facoltà di Scienze Politiche. A entrambi gli Incontri ha partecipato l'editore dott. Francesco Arcidiaco, titolare di Città del Sole Edizioni di Reggio Calabria.

Nato all’Avana nel 1853 e morto in combattimento nel 1895 nel primo anno della II Guerra di Indipendenza, Martí è stato una straordinaria personalità poliedrica, che ha saputo interpretare e rappresentare l’anima di Cuba come una espressione di grande originalità nel variegato universo dell’America Latina.
Poeta, scrittore, saggista e giornalista, è stato nel contempo il leader politico più prestigioso del processo di indipendenza dell’isola, la figura più eminente e più popolare della storia e della cultura di Cuba, il suo indiscutibile simbolo.
Nella sua Introduzione il prof. Pasquale Amato ha evidenziato che “Martí fu per Cuba ciò che Mazzini, Cavour e Garibaldi furono per l’Italia.Egli fu tutte e tre le cose insieme. Fu l’ispiratore ideologico e culturale, il tessitore politico che amalgamò le varie anime della Rivoluzione, il capo militare della stessa. La sua leadership fu talmente feconda che il gruppo dirigente ideologico-politico-militare riuscì a tenersi unito e a vincere la lunga guerra di indipendenza nel 1898.
Egli fu il primo ad avvertire il pericolo che il potente vicino lavorasse nel tentativo di sostituirsi alla dominazione spagnola.
Per questi motivi Martí fu e continua ad essere per Cuba un simbolo estremamente positivo. In lui dominò sempre il bisogno di difesa della propria identità ma non in una situazione di chiusura e di mancanza di dialogo.
Egli riuscì a creare un equilibrio fra il dialogo con i popoli (primi fra tutti gli spagnoli e gli statunitensi) e la difesa dell’identità nazionale cubana dal vecchio dominio coloniale spagnolo e dalle mire espansionistiche e neo-colonialiste del potente grande vicino: gli USA”.
Il prof. Amato ha concluso sottolineando che “senza leggere il pensiero di Martí non si può conoscere Cuba”.
L’Ambasciatrice dott.ssa Maria de los Angeles Florez Prida ha ringraziato tutti e in particolare il prof. Amato, “principale artefice della Giornata”. Ha poi evidenziato la centralità della figura di Martí nella storia e nella cultura di Cuba e ha voluto citare alcuni dei versi che hanno fatto di lui “il più universale di tutti i cubani”:
“Io sono un uomo sincero/del paese dove cresce la palma (Cuba)/
e prima di morire voglio/i miei versi far sgorgare dall’anima.
Io vengo da ogni luogo/e verso ogni luogo vado/
Arte sono tra le arti/ tra le montagne, montagna sono.
Io voglio, quando morirò/ senza patria, ma senza padrone/
Avere sulla mia bandiera un mazzo/di fiori e una bandiera”.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
26 ottobre 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


18-10-2004
Martedì 19 ottobre

Mercoledì 20 ottobre


15-10-2004
AL CIRCOLO DEL TENNIS “R.POLIMENI”
DI REGGIO CITTÀ DEL BERGAMOTTO

ECCEZIONALE SUCCESSO PER LA
CONFERENZA MULTIMEDIALE DI PASQUALE AMATO
SULLA FONDAZIONE DI REGGIO NEL 730 A.C.
“QUELLA CALDA GIORNATA DI LUGLIO
QUANDO NACQUE LA POLIS REGHION
E REGALÒ ALLA PENISOLA IL NOME ITALIA”

Il Circolo del Tennis Rocco Polimeni ha chiuso col botto il suo ciclo di Incontri culturali estivi “alle dieci della sera” con un pubblico strabocchevole che ha applaudito più volte a scena aperta la Conferenza multimediale dello storico prof. Pasquale Amato sul tema “Reghion 730 a.C. Quella calda Giornata di luglio in cui nacque la polis Reghion e regalò alla penisola il nome Italia”.

La novità dell’impostazione della Conferenza, che è stata il risultato di un lavoro di gruppo grazie alla sinergia tra le indicazioni dello storico e la creatività dei componenti dei due sodalizi (il Circolo Polimeni con Salvatore e Teresa Timpano e il Centro Studi Bosio Aics con Clotilde Grisolia e Guillermo Laurin), ha riscosso un’accoglienza entusiastica da parte delle quattrocento persone che hanno occupato tutti i posti disponibili (anche in piedi) dell’ampio spazio in mezzo al verde del più rinomato Circolo della Città del Bergamotto.
E si è concluso proprio con un atto molto gradito al prof. Amato che dal 1997 ha avviato una campagna del Centro Studi Bosio affinché Reggio si definisca Città del Bergamotto: il Presidente del Polimeni dott. Igino Postorino ed i Consiglieri Ninni De Salvo, Salvatore Timpano e Pino Cordova hanno presentato sul palco l’albero di Bergamotto che sarà piantato nello spazio verde del Circolo per testimoniare l’adesione e il sostegno alla Campagna del Bosio per Reggio Città del Bergamotto. Il prof. Amato, nell’evidenziare la svolta decisiva testimoniata da questa adesione, ha ribadito con un lucido breve intervento le ragioni della campagna dichiarandosi certo della vittoria finale. Non per presunzione ma per semplice deduzione logica.
Il prof. Amato ha risposto pienamente alle attese del numeroso pubblico accorso ad ascoltarlo. La sua lucida analisi storica ha fatto rivivere – con un semplice e affascinante linguaggio - le vicende della fondazione e della prima fase di vita della città più antica e grande della Calabria.
La Conferenza ha avuto una premessa di immagini di Reggio e della provincia a cura di Salvatore Timpano e alcuni intervalli caratterizzati da altre immagini e letture di brani curate da Clotilde Grisolia e Teresa Timpano e tratti dal suo saggio introduttivo del Dossier “Reghion” pubblicato nel numero 4 del 2003 dalla Rivista “Historica”, di cui è Direttore Scientifico.
Il pubblico é stato coinvolto da questi brani ricchi di suggestioni rievocative molto incisive a partire dall’avvio:
“Era una calda giornata dell’anno 730 a.C., verso la fine del mattino del 14 luglio. Spirava un forte vento di scirocco, che aveva creato serie difficoltà alle piccole navi degli emigranti calcidesi e degli esuli messeni.
Il viaggio era stato lungo e faticoso. Dopo aver attraversato l’istmo di Corinto e da Corfù affrontato il Canale di Otranto, avevano navigato costeggiando nel Mare Jonio sino alla più suggestiva area dei miti omerici: lo Stretto di Scilla e Cariddi.
Superati gli ultimi ostacoli, quegli agricoltori, artigiani e guerrieri raggiunsero il Promontorio di Calamizzi e approdarono sulla spiaggia del porto naturale alla foce del fiume Apsia (odierno Calopinace). Vi avevano intravisto una vite aderente ad un fico selvatico, riconoscendovi l’immagine indicata dall’Oracolo di Delfi (che aveva profetizzato di fermarsi laddove avessero visto una femmina avvinghiata a un maschio). Vi fondarono la nuova polis Reghion, prima città-stato ellenica nel territorio dell’odierna Calabria”.
E’ seguito un intermezzo con la proiezione in video di un intervento di grande rilevanza del prof. Marcello Gigante (illustrissimo studioso napoletano scomparso qualche tempo fa). Lo studioso ha illustrato il grande contributo di Reggio, Locri e Taranto allo sviluppo della cultura e dell’arte della Magna Grecia ed ha tessuto le lodi di Nosside di Locri e dei reggini Teàgene (primo critico letterario del mondo) e Ibico, definito il più grande poeta d’amore dell’antichità. Clotilde Grisolia e Teresa Timpano hanno chiuso l’intermezzo con una brillante e applauditissima lettura a due voci in greco e in italiano di versi di Nosside locrese e Ibico reggino.
Il prof. Amato ha ripreso il suo affascinante racconto passando in rassegna i contributi di primo piano alla cultura dell’umanità dati dai reggini (dalla scoperta di Franco Mosino dell’Omero reggino autore dell’Odissea Calcidese alla Ceramica calcidese, dalla Scuola storica (che ha avuto tre esponenti in Hippis, Lico e Licofrone) al musicologo Glauco, sino alla più rinomata “bottega di scultura” dei Greci d’Occidente fondata da Clearco e di cui Pitagora di Reggio fu il massimo esponente.
Quel Pitagora di Reggio la cui arte eccelsa è stata descritta da scrittori greci e latini per la straordinaria rappresentazione dei particolari (vene, capelli ecc.) e cui grandi archeologi hanno attribuito la paternità di capolavori dell’arte mondiale come l’Auriga di Delfi e gli stessi Bronzi di Riace (“unica ipotesi, ha sottolineato Amato, non citata nel Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio”).
Ne è scaturito un quadro complessivo degli “aspetti di originalità che concorsero nel caratterizzare Reggio sin dalla nascita come una città ricca di creatività e di dinamica vitalità”.
Il prof. Amato ha dedicato la parte finale della sua trattazione ad un flash-back sulla realtà antecedente al 730 a.C., dai miti di Aschenez, Giocasto e Eracle alle discese di Musoni, Enotri e Siculi. Questi ultimi si trasferirono quasi tutti in Sicilia dando poi il nome all’isola. Il nucleo che decise di restare nel territorio reggino assunse più tardi la denominazione di Itali in onore al mitico grande re Italo. Quando calcidesi e messeni approdarono alla foce dell’Apsia vi era il villaggio degli Itali chiamato Pallantion e il territorio corrispondente all’odierna provincia di Reggio aveva ormai acquisito il nome di Italia. Esso si diffuse successivamente dapprima nel Meridione e dopo, grazie ai romani, nel centro della penisola. Quando Cesare conquistò la Gallia Cisalpina l’intera penisola divenne l’Italia.
Questi ultimi eventi hanno consentito allo storico di concludere il suo racconto con una immagine che ha chiuso il cerchio rispetto al titolo:
“Così, in quel caldo 14 luglio dell’Anno 730 a.C. nacque la polis Reghion.
La prima dell’emigrazione greca in Calabria, una delle prime dei Greci nell’Occidente del Mediterraneo, in quell'ultimo lembo del continente Europa che si chiamava Italia. E regalò all'intera penisola quel nome”.

Reggio Calabria Città del Bergamotto

15 ottobre 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


 

01-10-2004

Pasquale Amato:
“Il Bergamotto deve tornare ai reggini”

Ho provato un sentimento di profonda rabbia civica nel leggere le notizie sui miliardi persi per il Bergamotto per colpa della Regione. Una rabbia che si è aggiunta all’amarezza di vedere ancora inattuato il Marchio DOP Bergamotto di Reggio Calabria perché non si è costituito il Consorzio di Tutela, organismo di gestione indispensabile.


Una rabbia che è stata alimentata dall’ennesima richiesta delle organizzazioni interessate di farla finita con i Commissari di lungo corso nel Consorzio del Bergamotto. Commissari che sono finiti isolati, essendo nelle mani dell’unico potere cui dovevano rispondere: la Regione Calabria. Da sempre “straniera” con Reggio.

Una rabbia che è stata corroborata dalla mia ricerca sulla storia del Bergamotto, pubblicata nel n. 1-2004 della Rivista “Historica”. Una storia di oltre trecento anni in cui la comunità reggina ha raccolto complessivamente soltanto le briciole.

In pratica il nodo mai sciolto è stato proprio questo: i reggini non hanno mai gestito gli effetti del loro tesoro, unico al mondo. Non hanno mai sviluppato una strategia complessiva di sviluppo con attività connesse alla materia prima di cui possedevano l’esclusività. Hanno preferito coltivare la pianta, estrarne l’essenza, litigare sul prezzo della stessa e cederla agli esportatori. Questi ultimi sono stati gli unici a trarre ingenti profitti. Ma le fortune più consistenti le hanno accumulate le grandi industrie profumiere, farmaceutiche e gastronomiche italiane e straniere.

Il sentimento di rabbia si è tramutato in un desiderio rinnovato di intervento nei giorni scorsi. Sono stato relatore in un Convegno Storico a Siena con un intervento su Umberto Zanotti Bianco, uomo del Nord che fu nostro grande nostro concittadino per sua libera scelta e realizzò tanto senza ricevere riconoscimenti.

Da storico ho cercato di sapere di più sull’Azienda leader della città toscana: il Monte dei Paschi. Esso ha costituito per Siena dal 1472 – quando venne istituito dalla Repubblica - il più importante tesoro. I senesi hanno sempre difeso con orgoglio la “loro Banca”. E hanno sempre preteso e ottenuto che i vertici fossero comunque senesi. E lo sono tuttora nonostante la Banca sia in assoluto la quarta potenza finanziaria italiana.

Cosa hanno fatto i reggini col Bergamotto? Esattamente il contrario. In più di trecento anni hanno ceduto i suoi più ingenti guadagni a pochi locali e a molti esterni. Non ne hanno fatto mai un fattore di crescita dell’intera comunità. E da quando il Consorzio del Bergamotto è passato alla Regione sono stati espropriati anche di esso. Si è andati avanti a Commissari, con poteri dipendenti dall’Assessore all’Agricoltura, di centro, di destra o di sinistra che fosse.

Hanno ragione sacrosanta le associazioni di categoria a rivendicare il ruolo che sinora è stato soltanto sulla carta. Hanno ragione coloro che premono sul Comune di Reggio per bandire la gara d’appalto per l’Istituto Superiore di Profumeria. Sono segnali chiari di una volontà collettiva che si va diffondendo. I reggini devono fare come i senesi: appropriarsi finalmente del loro più prezioso tesoro, non cederlo più in mani altrui e progettare attorno ad esso il proprio futuro.

Reggio deve autonominarsi, secondo la logica più elementare, Città del Bergamotto. Ma deve anche esserlo davvero. Deve pretendere la costituzione del Consorzio del Bergamotto, la costituzione del Consorzio di Tutela del Marchio DOP, la Direzione della Stazione Sperimentale per le Essenze. Deve pretendere che i finanziamenti per il Bergamotto siano affidati agli Enti Territoriali competenti: il Comune e la Provincia di Reggio. Tutto ciò con una sola parola d’ordine: “Il Bergamotto di Reggio deve tornare ai reggini”.

Reggio Calabria Città del Bergamotto

01 ottobre 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


 

16-09-2004

Pasquale Amato concorda e rilancia:
"Villa Zerbi è l'idea più felice di Scopelliti.
Ma deve essere acquistata.
Così potrà divenire uno dei luoghi fissi
della nostra crescita culturale"

Il prof. Pasquale Amato, Presidente del Centro Studi Bosio Aics, su Villa Zerbi concorda e rilancia:

“Non v’è dubbio che il lancio della Villa Genoese Zerbi e il suo inserimento tra i luoghi dell’espansione al Sud della Biennale di Venezia sia stata l’idea più felice dell’Amministrazione Scopelliti. Tanto felice e ricca di prospettive quanto infelici sono state altre iniziative, soprattutto alcune nel mondo dello spettacolo a cominciare dal Concerto del viziatissimo divo Elton John.

Sulla rilevanza storica dell’idea dell’utilizzazione della stupenda Villa di stile veneziano a fini pubblici vi è stato un coro di consensi perché essa è stata in sintonia con un sogno collettivo dei reggini. Eravamo in tanti da anni abituati a fermarci davanti allo scenario di Villa Zerbi incastonata tra il verde globale della Via Marina e a sognare un giorno in cui essa avrebbe ospitato grandi Eventi culturali. Oggi quel giorno è arrivato con un Evento all’altezza del sogno.

Sulla scia di questo largo consenso è giusto però parlare del futuro dopo la mostra. Esso si deve programmare per tempo sciogliendo al più presto un nodo.

Il nodo da sciogliere è quello della proprietà della Villa. Meno male che l’architetto autore della Mostra non ha voluto che fosse fatto alcun intervento di restauro. Anche dopo dovrà essere così perché l’edificio è stato preso soltanto in affitto dal Comune. Sarebbe una beffa che il proprietario, al termine del periodo di affitto, si ritrovasse con la splendida Villa restaurata oltre che promossa e valorizzata dal Comune. La venderebbe il doppio di quanto avrebbe fatto un anno fa. E il sogno del luogo più prestigioso coltivato dai reggini si rivelerebbe illusione momentanea. L’edificio non può comunque andare in malora per altri anni senza un intervento di restauro. Quindi, se vogliamo che Villa Zerbi diventi un luogo pubblico stabile per grandi eventi artistici e culturali, e lo vogliamo tutti, bisogna compiere un grande sforzo chiamando in soccorso Governo e Regione. Il Palazzo deve essere acquistato e poi restaurato per come merita ed è necessario. Deve diventare un pezzo pregiato del patrimonio architettonico e culturale pubblico della città più antica e grande della Calabria.

Sciolto questo nodo si potrà programmare il futuro puntando su alcuni cardini:

1. Innanzitutto gli Eventi successivi a quello inaugurale dovrebbero avere una garanzia di continuità e di qualità. Avrebbero bisogno dell’apporto di idee di una Commissione di esperti formata come “Sessione Villa Zerbi” all’interno della Fondazione Cilea;

2. Gli Eventi di Villa Zerbi dovrebbero essere condotti in sinergia con il Museo Nazionale della Magna Grecia e con gli Eventi del Cilea. Con una campagna di promozione comune che evidenzi l’insieme delle proposte culturali affiancati agli altri monumenti e Palazzi più importanti della città, agli altri Musei, al Corso Garibaldi e alle sue piazze e al Lungomare Falcomatà, uno dei più belli del mondo. Un Lungomare cui manca una sola presenza per rappresentare l’identità di Reggio ed essere il più bello del mondo: una piantagione di bergamotti;

3. Si realizzerebbe così l’inserimento dei beni custoditi in uno dei Musei più prestigiosi d’Europa (con l’unicità dei suoi quattro Bronzi del V sec. A.C.) nel cuore dei luoghi e degli Eventi di una città d’arte per vocazione come Reggio Città del Bergamotto. Una città che deve promuoversi valorizzando al massimo l'insieme dei suoi Tesori della natura e dell'arte”.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
16 settembre 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


02-09-2004

Lunedì 6 settembre alle dieci della sera
presso il Circolo del Tennis “R.Polimeni”
Conferenza multimediale di Pasquale Amato sulla
fondazione di Reggio nel 730 a.C.
"Quella calda giornata di luglio
quando nacque la Polis Reghion
e regalò alla penisola il nome Italia”

locandinaLunedì 6 settembre, alle dieci della sera, il Circolo del Tennis Rocco Polimeni chiuderà il suo programma di incontri estivi con una Conferenza multimediale dello storico prof. Pasquale Amato sul tema “Reghion 730 a.C. Quella calda Giornata di luglio in cui nacque la polis Reghion e regalò alla penisola il nome Italia”.

Il prof. Amato rievocherà col suo stile brillante, la lucida analisi storica e la sua asciutta prosa le vicende della fondazione e della prima fase di vita della città più antica e grande della Calabria. Ne scaturirà un quadro complessivo degli aspetti di originalità che concorsero nel caratterizzare Reggio sin dalla nascita come una città ricca di creatività e dinamica.

Si tratta di un tema che lo storico reggino ha sviluppato nel saggio introduttivo del Dossier “Reghion” pubblicato nel numero 4 del 2003 dalla Rivista “Historica”, di cui è Direttore Scientifico. Tema di cui gli organizzatori del Circolo del Tennis Polimeni hanno voluto riprendere il titolo apparso sulla Rivista, denso di suggestioni.

Per rendere più incisive quelle suggestioni l’esposizione si avvarrà della proiezione di alcune immagini e di un intervento in video del grande grecista prof. Marcello Gigante, di alcuni commenti musicali tratti da uno studio sull’antica tradizione greca e mediterranea e della lettura di brani e versi a cura di Clotilde Grisolia e di Teresa Timpano.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
02 settembre 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


01-09-2004
Consegnati a GAMBARIE I PREMI AICS-ALTIS 2004
“OSCAR CALABRESI DELLO SPORT “

Premiati Enza Sant’Ambrogio,Alessandra Lucchino,Giuseppe Laganà,
Santi Trimboli,Tonno Callipo,Canottieri Reggio, Reggina UIC

L’Estate AICS Gambarie 2004 s’è conclusa felicemente - in una stupenda cornice di pubblico con momenti di intensa partecipazione emotiva e di esaltazione dei valori più alti dello sport - nel Salone dell’Hotel Excelsior del centro turistico aspromontano con la consegna dei Premi AICS-ALTIS 2004 “Oscar Calabresi dello Sport”, giunti alla IX Edizione.

L’incontro è stato ancora una volta condotto con eleganza e garbo da Antonella Freno, mentre i Premi (affiancati dall’offerta delle monete Eco-Aspromonte consegnate dal Vice-Presidente del Parco d’Aspromonte dott. Antonio Alvaro) sono stati consegnati dal Presidente Regionale del CONI Mimmo Praticò, dal giornalista Titti Vinci in rappresentanza del Presidente Regionale dei Giornalisti Sportivi (USSI) Tonio Licordari, dal sindaco di Santo Stefano d’Aspromonte Gaspare Pastore, da Maristella Granillo e dal Presidente Regionale Federbasket Alessandro La Bozzetta.

Il prof. Pasquale Amato - Presidente del Club Aics Gambarie - ha esposto le idee-guida dell’iniziativa sin dalla fondazione, precisandone le radici storiche e le ragioni culturali. Ha precisato inoltre che i “Premi AICS ALTIS sono divenuti il simbolo della Calabria più positiva nello Sport. Costituiscono difatti l’unico riconoscimento per chi ha contribuito a portare avanti l’immagine migliore della Calabria attraverso lo sport. Negli Aics-Altis si premiano insieme sport professionistici e sport dilettantistici e promozionali, sport ricchi e riveriti e sport poveri spesso trascurati, dove prevalgono una grande passione, spirito di sacrificio, umanità e solidarietà”.

Amato ha poi letto le motivazioni, affiancate dalle rispettive Premiazioni. Per il pugile reggino Giuseppe Laganà, il quale attraversa un momento difficile dopo aver difeso per quasi due anni il titolo di Campione Intercontinentale WBO dei pesi mosca e perso l’ultimo incontro, “il Premio dedicato ai suoi successi vuole costituire una spinta ulteriore verso un pronto riscatto”. Per Alessandra Lucchino, dopo il titolo di Campionessa Mondiale Assoluti a Squadre di sciabola all’Avana nel 2003, i successi del 2004 (Campionessa Italiana Giovani e Campionessa Italiana Assoluti) e la partecipazione ad Atene “dove non è salita in pedana ma ha assaporato il profumo delle medaglie di cui la scherma italiana è abituata a fare man bassa” il Premio AICS ALTIS ha voluto rappresentare “il migliore auspicio di una sequenza di successi che trascini Alessandra verso un ruolo di protagonista nelle Olimpiadi di Pechino”.

E’ stata poi la volta ddella Targa Oreste Ganillo assegnata a Enza Sant’Ambrogio. La pasionaria, che “ha segnato la storia del basket incidendo come pochi sulla sua crescita a Reggio e in Calabria” soprattutto nei settori giovanile e femminile, dal 1970 organizza ininterrottamente con la sua famiglia il prestigioso “Trofeo Internazionale Mario Sant’Ambrogio”. Sono stati vissuti momenti di intensa emozione collettiva quando il prof. Amato ha concluso riferendosi “alla competenza tecnica, alla passione per il suo sport e alle doti umane che la fanno apprezzare da tutti gli ambienti sportivi e non sportivi”, il Presidente La Bozzetta ha aggiunto parole toccanti e Lei stessa ha ringraziato dedicando il Premio allo scomparso marito Iliano.

Dopo il Premio assegnato per il giornalismo sportivo a Santi Trimboli, ritirato dal collega della sede RAI della Calabria Franco Bruno, è stato il turno delle società. Della “Tonno Callipo Vibo” (la cui Targa è stata ritirata dal Direttore Generale Paolo Grasso) è stato ricordato il fantastico cammino che l’ha condotta dal 1993 al 2004 dalla Serie C-2 alla A-1 per concludere con la certezza che nel Campionato più competitivo la squadra sarà “trascinata dall’entusiasmo di una città di cui rappresenta l’orgoglio” e godrà del “sostegno dell’intero mondo sportivo calabrese”.

La Canottieri Reggio ha partecipato col Presidente Laurendi, il tecnico Purpura e una nutrita rappresentanza delle sue giovanissime e belle atlete che hanno conquistato la A-2 di Pallanuoto femminile “con un eccezionale percorso di 19 vittorie su 19 gare. Un percorso entusiasmante che prelude ad altri traguardi prestigiosi per il futuro”.

Il gran finale è toccato alla società dei non vedenti AS Reggina UIC, che si è aggiudicata lo Scudetto italiano 2004 con la sua squadra di Goalball, salita a Gambarie al completo col Presidente Paviglianiti. La motivazione del prof. Amato s’è conclusa con parole di grande significato: “Il Premio AICS ALTIS intende valorizzare l’impegno silenzioso e modesto di questa società,cha costituisce la dimostrazione più evidente di quanto lo sport vissuto e praticato con puro spirito solidale possa contribuire ad affrontare con serenità l’assenza o la perdita di un senso così importante”.

In conclusione i Premi AICS ALTIS hanno confermato di essere divenuti il massimo riconoscimento dello sport calabrese. Un’idea vincente che s’è via via consolidata integrando tre modi differenti di esprimersi: lo sport professionistico, lo sport dilettantistico (quello degli sport puri, con pochi mezzi), lo sport promozionale di base (ancora più scarno di mezzi e più ricco di passione).


I Premiati AICS ALTIS 2004

Atleta - Targa “Filippo Nucera”:

  • la Campionessa mondiale 2003 di sciabola a squadre Alessandra Lucchino di Lamezia Terme
  • il pugile campione intercontinentale Giuseppe Laganà di Reggio;

Società:

  • la neo-promossa in Serie A1 di Pallavolo Maschile Volley Tonno Callipo di Vibo Valentia,
  • la neo-promossa in Serie A2 di Pallanuoto Femminile Canottieri di Reggio Calabria
  • l’AS Reggina UIC Vincitrice dello scudetto nazionale di Goal-ball;

Giornalista Sportivo:

  • il vice-caporedattore di RaiTre Calabria Santi Trimboli.

Dirigente - Targa “Oreste Granillo”:

  • la mitica “pasionaria” del Basket calabrese femminile Enza Sant’Ambrogio.


Reggio Calabria Città del Bergamotto
01 settembre 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion

09-08-2004

Il prof. Pasquale Amato nella squadra di governo
del Rettore Tomasello all’Università di Messina
con una delega per le Relazioni Internazionali

Il prof. Pasquale Amato, Docente di Storia dei movimenti e partiti politici della Facoltà di Scienze Politiche, è stato nominato nella squadra di governo del Rettore dell’Università di Messina prof. Francesco Tomasello con una delega per le Relazioni Internazionali.

Nel conferire il prestigioso incarico allo storico reggino il Rettore ha inteso valorizzare e tesaurizzare a favore dell’Ateneo messinese la vocazione del prof. Amato a spaziare nei suoi studi dalla storia locale alle tematiche internazionali e senza confini temporali e nel contempo l’attenzione che egli ha rivolto all’Europa e ad altre parti del mondo nella sua attività di organizzatore culturale come fondatore e Presidente del Centro Studi Bosio.

Il prof. Amato risponderà sicuramente al prestigioso incarico affidatogli dal Rettore Tomasello con le sue doti riconosciute: passione, intelligenza e creatività. Con esiti certamente positivi per il potenziamento dei rapporti internazionali e degli scambi culturali dello storico Ateneo messinese, uno dei più antichi d’Europa, e per studenti, studiosi e cittadini delle province di Reggio e Messina, che ne sono da secoli i principali fruitori.

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09 agosto 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


03-08-2004

Parte il 4 agosto l’Estate AICS Gambarie 2004
con appuntamenti di cultura, ambiente e sport

4, 10 e 13 i XIX Té Letterari con Bevilacqua, Profazio e Marcianò

Mercoledì 18 la XXIX Marcialonga Aics Verdaspromonte

Lunedì 23 la IX Edizione dei Premi Aics Altis per lo Sport

Prende il via l’Edizione 2004 della tradizionale Estate Aics Gambarie con un programma che comprende cinque appuntamenti di grande interesse dalla cultura all’ambiente e allo sport. E’ organizzata dal Club Aics Gambarie e dai Comitati AICS Regionale Calabria e Provinciale Reggio Calabria in collaborazione con l’AVIS di Reggio, col Patrocinio dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte e con i co-patrocini della Provincia di Reggio e dei Comuni di Reggio e S. Stefano d’Aspromonte.

Il Programma (che può essere consultato nel sito www.pasqualeamato.it) si aprirà con i Té Letterari condotti dal prof. Pasquale Amato alle sei della sera nella “Locanda del Brigante” e con la partecipazione degli autori.

Mercoledì 4 agosto si parlerà del nuovo libro-guida di Francesco Bevilacqua “Montagne di Calabria”, edito da Rubbettino. Ne discuteranno il Presidente del Parco Prof. Antonio Perna e la biologa dott.ssa Annamaria Zurzolo.

Martedì 10 agosto sarà la volta del cantastorie Otello Profazio, che presenterà il suo nuovo CD sul brigante Giuseppe Musolino corredato di brani originali di interviste allo straordinario personaggio che attrasse sulla sua vicenda l’attenzione di tutti i media tra fine ‘800 e inizi del ‘900. Ne parleranno con Profazio il giornalista Antonio Delfino e il dottor Pietro Romeo.

Venerdì 13 sarà presentato il volume di Giuseppe Marcianò “Operazione Baytown”, che ricostruisce le vicende dello sbarco degli Alleati in Calabria il 3 settembre del 1943. Ne discuteranno con l’autore i professori Amato e Perna e l’editore di Città del Sole Edizioni dott. Francesco Arcidiaco.

Seguirà mercoledì 18 agosto - con raduno alle 10,00 al Ritrovo Bar Romeo, partenza alle 11,00 e premiazioni alle 18,00 nella “Locanda del Brigante” al Belvedere - la XXIX Marcialonga Aics VerdAspromonte. La classica corsa-camminata in montagna tra i boschi e i ruscelli della splendida area montana tra Gambarie e Tre Aie è aperta ai cittadini di tutte le età a partire dai cinque anni. Prevede un Vincitore Assoluto ed una Vincitrice Assoluta, con i rispettivi secondi e terzi posti; i primi tre classificati di diciotto categorie d’età (otto maschili e otto femminili); i primi tre classificati delle due categorie (maschile e femminile) riservate ai disabili; Speciale “Bruno Amante” per il più giovane e il più anziano partecipante; e premi per chi si farà una salutare camminata. Sarà il consueto giorno di festa concluso in una trattoria tipica o in un’area di picnic, a riprova della felice combinazione di più elementi che concorrono al successo dell’iniziativa.

E’ infine forte l’attesa per la beniamina della Corsa Palma De Leo, che ha vinto ben tredici edizioni della Classica aspromontana ed è candidata a salire sul podio più alto per la quattordicesima volta.

Si concluderà lunedì 25 agosto nella Sala dell’Hotel Excelsior con la IX Edizione dei “Premi AICS ALTIS Calabria Sport” svolti in collaborazione col Comitato Regionale CONI e col Comitato Regionale USSI. I Premi saranno assegnati ad un atleta, un dirigente, un giornalista sportivo, un tecnico ed una società che abbiano contribuito alla crescita della Calabria attraverso l’attività ed i risultati ottenuti, mantenendo nel contempo profondi legami con la nostra terra. Il riconoscimento al miglior dirigente è intitolato a Oreste Granillo e quello al miglior atleta è dedicato a Filippo Nucera, Presidente Regionale AICS scomparso nel 2000.

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03 agosto 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


27-07-2004
NOTTE MAGICA per il XX Premio Internazionale di Poesia Nosside Unico concorso globale per inediti, plurilinguistico e multimediale

REGGIO CALABRIA. Torna, sabato 31 luglio alle otto e mezza della sera, la “Notte Magica di Pentedattilo per i Premi Nosside”. Come lo scorso anno, anzi “meglio dello scorso anno” come ha sottolineato il Sindaco di Melito Porto Salvo Giuseppe Iaria, “la montagna incantata dalle cinque dita, ricca di miti e di storia, sarà all’altezza della sua fama e regalerà alle poesie lette in tante lingue, alla musica e alla danza dei Premi Nosside una delle sue notti magiche”. La manifestazione sarà suddivisa in due parti. La prima, dedicata all’interpretazione delle poesie premiate in diverse edizioni del Premio, sarà condotta da Olympia Scopelliti mentre sul palco si alterneranno con letture in più lingue Clotilde Grisolia, Cristina Fiorentino, Teresa Timpano e la stessa Olympia, accompagnate alla chitarra da Angelo Condello. Parteciperanno con poesie rispettivamente in siciliano e in grecanico i poeti Giuseppe Cardello di Lentini, Vincitore Assoluto del Nosside 2000 e da poco nominato tra i primi Ambasciatori del Nosside, e Filippo Violi di Bova Marina, Vincitore nel 2002 del Nosside Minoranze Linguistiche. La seconda parte della “Notte Magica per Nosside” nella stupenda scenografia naturale di Pentedattilo, ricca di suggestioni e suscitatrice di emozioni, sarà incentrata sul Concerto di musiche e danze dei Carabi offerto al Premio dall’Associazione Culturale “Fata Morgana Reggio” e dall’Agenzia “Sud Concerti” e avrà come protagonista il Gruppo “Son de Buena Fé” di Santiago de Cuba. Un gruppo eccezionale, composto da tredici musicisti, un ballerino e cinque ballerine provenienti dal più prestigioso centro musicale del Caribe. Un gruppo che farà rivivere le melodie, i ritmi e le danze della Grande Isla e dell’intera area delle isole centro-americane. Melodie, ritmi e danze che sono il risultato di una straordinaria commistione di tradizioni, culture e strumenti di più continenti (America, Europa, Africa e Asia). Sarà l’omaggio migliore e più coerente al Progetto Nosside, un’iniziativa che ha avuto e continua ad avere il suo cuore e soprattutto il suo cervello pensante nella Città del Bergamotto, mentre si diffonde sempre più in tutte le direzioni e in tutti i continenti. In pratica è l’unico Premio globale di poesia del mondo, una grande finestra aperta e senza confini per la cultura e le lingue di tutti i popoli, in un rapporto fecondo di pari dignità e di scambio di esperienze e di conoscenze mediante l’immaginario dei poeti. Durante il corso della serata sono previsti gli interventi del Sindaco di Melito Giuseppe Iaria, del Presidente del Bosio e del Nosside Pasquale Amato e dei rappresentanti degli Enti Patrocinanti (Regione Calabria, Provincia e Comune di Reggio, Ente Parco dell’Aspromonte, Università di Messina e Università per Stranieri di Reggio, Comunità Montana Versante Jonico Meridionale). Risuoneranno ancora le espressioni dense di apprezzamenti pronunciate nei confronti del Progetto Nosside dal Presidente della Provincia Pietro Fuda: “Noi ci troviamo davanti a un progetto di altissimo valore... E’ un orgoglio per la provincia, la regione e l’intero mondo della cultura. E’ quindi un dovere degli Enti … impegnarsi al massimo per sostenere questo progetto perché è arrivato a un livello tale che non può essere sostanzialmente abbandonato a sé stesso”.

Reggio Calabria Città del Bergamotto

27 luglio 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


29-06-2004
Il Centro Studi Bosio, nell'ambito del Progetto Bergamotto, ha deciso di riprendere la Campagna per "Reggio Calabria Città del Bergamotto" tramite lo Stand della Festa del Lavoro della CGIL (Lungomare Falcomatà di Reggio da domenica 27 giugno a domenica 4 luglio 2004).

Ogni sera dalle sette a mezzanotte è possibile prendere visione delle Tavole che evidenziano le motivazioni di questa Campagna e decidere di aderire volontariamente all'impegno di affiancare nella propria corrispondenza al nome di Reggio Calabria la dicitura "Città del Bergamotto".

Per chi non avesse la possibilità di recarsi allo Stand o per chi dovesse essere lontano oppure per chi da qualunque parte d'Italia e fuori dall'Italia volesse conoscere le motivazioni dell'iniziativa lo informiamo tramite il Sito con le Tavole qui riprodotte. E nel caso che concordi con noi potrebbe assumere il proprio impegno informandoci della decisione assunta con un clic nell'apposito spazio di questa Home page.
Il Presidente del Centro Studi Bosio Aics

prof. Pasquale Amato

Reggio Calabria Città del Bergamotto

29 giugno 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


28-06-2004
Pasquale Amato chiede al Sindaco
di dare priorità assoluta alla realizzazione
dell’Istituto Superiore di Profumeria

 

Il prof. Pasquale Amato, presidente del Centro Studi Bosio, è da anni strenuo sostenitore di un Progetto Bergamotto con parecchi risultati già raggiunti tra cui il Marchio DOP Bergamotto di Reggio Calabria. Ha appena pubblicato sul numero 1 2004 della rivista “Historica”, di cui è Direttore Scientifico, un saggio che ricostruisce trecento anni di storia del Bergamotto e di Reggio, che con il suo Principe degli Agrumi si è identificata. Amato ha chiesto al Sindaco Giuseppe Scopelliti

“di avviare con priorità assoluta la realizzazione, nell'ambito del Decreto Reggio, del Progetto già approvato per l’Istituto Superiore di Profumeria.

L’Istituto, che nascerebbe con trecento anni di ritardo, dovrebbe sorgere all’Arenella di S. Gregorio ristrutturando alcuni dei fabbricati dell’azienda inglese che produceva acido citrico ed essenza di Bergamotto, preparerà Maestri Profumieri. E si avvarrà dell’apporto come docenti dei grandi Maestri Profumieri francesi dell’Istituto di Profumeria di Versailles, con indubbi riflessi di immagine e di prestigio, economici, occupazionali e sociali.

L’avvio immediato delle procedure di appalto dei lavori di ristrutturazione sarà - a giudizio di Amato - di straordinaria importanza perché darà vita al primo passo verso la realizzazione del primo ciclo produttivo completo nella nostra realtà. Noi siamo stati sinora gli esportatori delle bozze di pipa che poi sono divenute le pipe inglesi o milanesi, della seta grezza che poi diveniva seta rifinita in Inghilterra, e per tre secoli di essenza di bergamotto verso la Francia e altri Paesi. Abbiamo in tal modo consentito la realizzazione di ingenti profitti di qualche azienda esportatrice di essenza ma soprattutto di aziende in altre parti d’Italia e del mondo. Mentre a noi sono rimaste le briciole. Perché non abbiamo mai avuto il coraggio di pensare a qualcosa di più e osare di completare noi, con le nostre capacità e competenze, il ciclo produttivo.

Questa è la nuova frontiera da aprire, cominciando dal nostro prodotto unico ed esclusivo. Dobbiamo andare oltre la siepe del fatalismo pessimista che ha consentito sinora gli scempi di interventi speculativi di avventurieri senza scrupoli che sono venuti a distruggere e non a costruire. E dobbiamo costruire laddove abbiamo la materia prima e solide basi di esperienza e professionalità.

In questa ottica l’Istituto Superiore di Profumeria costituisce una pietra miliare su cui fondare - utilizzando il prezioso patrimonio di esperienze di cui disponiamo (i bergamotticoltori, la Stazione Sperimentale Nazionale delle Essenze, il Consorzio del Bergamotto e le piccole valorose aziende locali che operano già nel campo della profumeria e della gastronomia, della dolceria, gelateria e liquoristica) - l’idea ambiziosa di un Distretto del Bergamotto come volano di sviluppo e della creazione di nuove prospettive di lavoro serie di Reggio e della sua provincia.

E’ una bellissima sfida, che dobbiamo osare e vincere”.

Pasquale Amato

Reggio Calabria Città del Bergamotto

21 maggio 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


03-05-2004

Giovedì 6 maggio alle cinque della sera
nell’Università per Stranieri
di Reggio Calabria Città del Bergamotto

Presentazione del Numero 1-2004 di "Historica"

con Conferenza di Pasquale Amato
sulla Storia del Bergamotto di Reggio Calabria.

Il Principe degli Agrumi che ha profumato il mondo

preceduta da un Workshop


E’ uscito il Numero 1-2004 Gennaio-marzo della Rivista “Historica”. Si caratterizza soprattutto per il Saggio storico di apertura del prof. Pasquale Amato, Direttore Scientifico del periodico reggino, sul tema della “Storia del Bergamotto di Reggio Calabria. Il Principe degli Agrumi che ha profumato il mondo”.

Amato ha ricostruito trecento anni di storia del prezioso Principe degli Agrumi reggino: dalla misteriosa origine avvolta nella leggenda al gran debutto nella splendida Corte del Re Sole a Versailles; dal Café Procope alla conquista di Salotti, caffè e botteghe; dall’affermazione dell’Acqua di Colonia nel 1704 alla prima piantagione di Rada Giunchi nel 1750; dalla “borghesia del bergamotto” alla “Città del Bergamotto”; dall’ultima fase d’oro dopo l’unità alla prima crisi, alle sofisticazioni e all’attacco del sintetico; dall’analisi delle ragioni del ciclo produttivo incompiuto e degli “affari degli altri” ai segni di ripresa dell’alba del ‘900 sino allo spartiacque del catastrofico terremoto del 1908.

Amato ha voluto infine tracciare il quadro dell’ultimo decennio, che ha rappresentato la ripresa della centralità del bergamotto. Una ripresa che ha avuto sprazzi di luce ma sembra essersi impantanata alle soglie di una svolta di qualità.

Appunto per legare passato e presente e proiettarsi verso un futuro più concretamente positivo per l’intera comunità, la Rivista ha deciso di presentare questo primo numero del 2004 mediante una giornata dedicata al Principe degli Agrumi. Assieme al Centro Studi Bosio Aics e all’Università per Stranieri ha difatti organizzato per giovedì 6 maggio nella sede della “Dante Alighieri” di via Torrione il “Bergamotto Day 2004”.

Il programma prevede l’esposizione e la degustazione di prodotti artigianali e gastronomici al bergamotto e due iniziative: alle tre del pomeriggio un Workshop sul presente e sul futuro del prezioso agrume con la partecipazione di addetti ai lavori; alle cinque della sera la Conferenza pubblica del prof. Amato sulla storia del Bergamotto. Sono previsti gli interventi del Sindaco Giuseppe Scopelliti, del Presidente della Provincia Pietro Fuda, dell’on. Fortunato Aloi e dell’on. Michelangelo Tripodi.

Il secondo ampio saggio del n. 1 di “Historica”, dedicato a “Decolonizzazione e nazionalizzazioni” nel corso del ‘900, è opera del Dott. Giuseppe Bottaro. Seguono poi gli articoli che spaziano in varie direzioni: Giuseppe Marcianò si è occupato di Domenico De Giorgio e il settimanale “Rinnovamento”; Ines Cabral Alves ha trattato il culto afro-brasiliano per “San Giorgio-Ogum”; Gaetanina Sicari Ruffo ha ricostruito l’esperienza dell’antico Museo Civico di Reggio; Italia Cannataro ha inaugurato la rassegna di novità bibliografiche “I Sud del mondo in libreria”. Le recensioni sono a cura di Mariella Basile ed Ettore Bruni.


Reggio Calabria Cittą del Bergamotto
03 MAGGIO 2004 Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


27-04-2004

Centro Studi Bosio Aics
e Circolo Allende Italia-Cuba


Giovedì 29 aprile, alle cinque e mezza della sera,
nell’Università per Stranieri “Dante Alighieri”
di Reggio Calabria Città del Bergamotto

Incontro sul tema
"Dove il Primo Maggio è ancora un'utopia.
Il caso delle fabbriche maquiladoras in Messico"

Giovedì 29 aprile, alle cinque e mezza della sera, l'Università per Stranieri "Dante Alighieri" ospiterà l’Incontro sul tema "Dove il Primo Maggio è ancora un'utopia. Il caso delle fabbriche Maquiladoras in Messico", organizzato dal Centro Studi Bosio Aics e dal Circolo Allende Italia-Cuba.

Lo ha annunciato il prof. Pasquale Amato, traendo le conclusioni dei cinque Incontri su “Cuba e il Brasile” organizzati dagli stessi Bosio e Allende, che hanno suscitato un grande interesse e una partecipazione sempre più ampia inducendo i due Circoli a continuare la felice esperienza.

L’iniziativa è stata ispirata dalla ricorrenza del Primo Maggio. Obiettivo di essa è quello di recuperare e attualizzare le motivazioni originarie della Festa del Lavoro, istituita il 20 luglio 1889 a Parigi in occasione della nascita della Seconda Internazionale. Fu la prima ricorrenza laica globale e venne per la prima volta attuata il Primo Maggio del 1890 tramite uno sciopero generale mondiale. Il successo fu eccezionale. E da allora divenne la Giornata del lavoro mondiale, destinata alla lotta per conquistare in tutti i paesi e continenti il diritto al lavoro e diritti per il rispetto della vita, della salute, dell’ambiente, della dignità dei lavoratori.

Dopo 114 anni da quel Primo Maggio del 1890 in buona parte del mondo sono ancora troppe le ingiustizie, troppi gli sfruttamenti di donne e bambini, molteplici le negazioni di qualsiasi diritto e della dignità di chi lavora con l’affermazione di nuove forme di schiavitù. E con la globalizzazione neo-liberista che consente alle grandi imprese di muoversi alla ricerca dei più alti profitti è diventato più difficile anche per i sindacati operare e spesso è addirittura impossibile l’organizzazione sindacale.

Per evitare un’analisi generica e superficiale i due sodalizi culturali hanno puntato l’attenzione su un caso emblematico di Primo Maggio da considerare ancora un’utopia: le fabbriche a cottimo installatesi nella vasta zona franca creata nel Nord del Messico, a ridosso della frontiera con gli Stati Uniti.

La relazione sarà tenuta da Enza Laganà, laureanda in Scienze Politiche. Interverrà il sindacalista Nino Costantino, Segretario della CGIL di Reggio e Locri. Trarrà le conclusioni il prof. Pasquale Amato.

Reggio Calabria Cittą del Bergamotto
27 APRILE 2004 Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


21-04-2004

Centro Studi Bosio Aics
e Circolo Allende Italia-Cuba


Incontri 2004 sul tema
“Cuba e Brasile
Due Paesi, due storie dell’America Latina”
Giovedì 22 aprile
Reggio Calabria Città del Bergamotto
nel Salone “Nosside” di Viale Libertà, 30/c
alle cinque e mezza della sera
Quinto Incontro
“Il Brasile di Lula”
Relazioni di Ines Cabral Alves,
Renata Giongo e Anahi Ravagnani
Concluderà Pasquale Amato

Giovedì 22 aprile si concluderà, alle cinque e mezza della sera, nel salone “Nosside” del Centro Studi Bosio Aics in Viale Libertà 30c, il Ciclo dei cinque Incontri su “Cuba e il Brasile”, organizzati dallo stesso Bosio e dal Circolo Allende Italia-Cuba. L’Incontro, presieduto da Rosamaria Malafarina - vice-presidente del Bosio -, sarà imperniato sulle Relazioni di Ines Cabral Alves, Renata Giongo e Anahi Ravagnani. Concluderà il prof. Pasquale Amato.
Dopo aver trattato le varie fasi della storia cubana dalla scoperta di Colombo ad oggi con una partecipazione crescente e dopo aver introdotto l’affascinante tema della religione afro-brasiliana, sarà la volta del Brasile che dal gennaio 2003 ha l’ex-operaio Lula alla guida del Paese.
Luis Inacio da Silva detto Lula viene riconosciuto da tutti come l’uomo nuovo della sinistra sudamericana e rappresenta una grande speranza di riscatto per milioni di abitanti di questo ricco, allegro, sensuale e disperato continente”. Un territorio vasto trenta Italie, dove lo 0,5% della popolazione detiene il 53 per cento della ricchezza nazionale e 44 milioni di persone vivono con meno di un dollaro.
Eppure la terra della samba e della bossa nova ha le risorse naturali, agricole ed energetiche per diventare la più grande potenza economica del Sudamerica e uno degli stati destinati a svolgere un ruolo di protagonista nel panorama mondiale.
La sfida di Lula è ardua e le insidie sono numerose e di immense dimensioni. Egli stesso ha dichiarato dopo la sua elezione nel 2002:
“Conosco le aspettative che sto generando. Non ho mai visto nella storia del Brasile tanta attesa, tanta speranza, e tanta gente che non mi chiede lavoro ma come può aiutare il nostro governo da vicino. E’ questa forza della società, è questo capitale politico che ha fatto sì che la gente potesse dire che la speranza, finalmente, aveva sconfitto la paura…
Perciò aumenta la nostra responsabilità e ripeto: abbiamo aspettato tanto per vincere abbiamo perso tante volte, abbiamo sofferto tanto, tanta gente è morta prima di noi tentando di arrivare dove noi ci troviamo oggi. Voglio guardare in faccia ognuno di voi e assicurarvi: non abbasseremo la guardia. Faremo un governo per i poveri di questo paese”.

Reggio Calabria Cittą del Bergamotto
21 APRILE 2004 Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


01-04-2004

Centro Studi Bosio Aics
e Circolo Allende Italia-Cuba


Incontri 2004 sul tema
“Cuba e Brasile
Due Paesi, due storie dell’America Latina”


Venerdì 2 aprile, alle cinque della sera,
al Bosio in Viale Libertà 30c
Terzo Incontro su Cuba e Brasile
“Cuba colonia degli States”
(1898-1958)


Introduzione di Cristina Delfino
e Dolores Rosaci

Film di Sidney Pollack “Havana”
con Robert Redford e Lena Olin

Concluderà Pasquale Amato

Si svolge oggi, venerdì 2 aprile, alle cinque della sera, nel salone “Nosside” del Centro Studi Bosio Aics in Viale Libertà 30c, il terzo dei cinque Incontri su “Cuba e il Brasile” organizzati dallo stesso Bosio e dal Circolo Allende Amici Italia-Cuba.

L’Incontro sarà introdotto da Cristina Delfino e Dolores Rosaci e sarà imperniato sul tema “Cuba colonia degli States” (1898-1958). Seguirà la visione del film “Havana” di Sidney Pollack con Robert Redford e Lena Olin. Il prof. Pasquale Amato trarrà le conclusioni dell’Incontro.

Si tratta in sostanza della seconda puntata della storia di Cuba, caratterizzata da un problema per essa dominante: il difficile cammino di un popolo molto fiero e geloso della propria identità alle prese col destino di avere un vicino troppo grande, ricco e potente. Un vicino con una chiara vocazione imperiale sull’America Latina che ha finito col riversarsi innanzitutto verso i vicini della porta accanto: l’Isla Grande dei Caraibi.

La prima puntata era giunta all’inizio del ‘900, col varo della nuova Costituzione cubana, ma col forte condizionamento degli USA che tramite l’Emendamento Platt fecero dell’isola una Colonia.

E nel corso del ’900 Cuba venne occupata economicamente, controllata militarmente grazie alla grande base di Guantanamo e gestita politicamente tramite Presidenti o dittatori militari corrotti, imposti e diretti. L’ultimo di questi dittatori fu l’ex-sergente Fulgencio Batista contro cui Fidel Castro e il Che combatterono una lunga guerriglia che costituì di fatto la Terza Guerra di Indipendenza di Cuba.

Il film di Pollack ha come teatro proprio le ultime settimane del 1958 e si chiude con le scene della notte di capodanno del 1959 quando l’avanguardia guidata dal Che entrò all’Avana mentre Batista e i suoi ministri, collaboratori e compari di affari si imbarcavano frettolosamente sugli aerei per Miami.

Reggio Calabria Cittą del Bergamotto
01 APRILE 2004 Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion

31-03-2004
Il Presidente del Centro Studi Bosio Aics prof. Pasquale Amato – al termine di una riunione del sodalizio dedicata all’analisi degli ultimi eventi della telenovela dei Bronzi - ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Il Ministro Urbani vuole inviare un Bronzo originale ad Atene?

Bene. Si accomodi pure. Se davvero è questa la sua intenzione se ne assuma tutte le responsabilità morali, materiali e penali di fronte al rischio di disgregazione di uno dei maggiori patrimoni artistici e culturali dell’umanità. Rischio prospettato dai tecnici del suo stesso Ministero. Rischio nettamente confermato dal Direttore dell’Istituto Centrale del Restauro Giorgio Accardo e dalla dott.ssa Lattanti (la quale ha nel contempo gratuitamente ribadito il suo sì alla clonazione e i suoi apprezzamenti offensivi verso i reggini).

Nel caso che dovesse succedere qualcosa sarà lui, e lui solo, il responsabile del disastro. E lui solo dovrebbe risponderne. Senza cercare alibi e senza chiamate di corresponsabilità.

Se invece l’obiettivo del Conte Zio – che ci ha abituato a un balletto di dichiarazioni che fanno a pugni l’una con l’altra - dovesse essere un ennesimo ricatto per convincerci a cedere alla clonazione voluta da Don Rodrigo, non siamo disposti a cadere nella trappola.

Piuttosto vorremmo porre alcuni interrogativi:

1. che senso ha questa ostinazione dei Bronzi alle Olimpiadi di Atene, quando dovrebbe essere chiaro per tutti che, da quando sono nate nell’antichità e ancor più nell’età contemporanea, esse sono un eccezionale evento ma esclusivamente sportivo, in cui l’attenzione di pubblico e mezzi d’informazione è concentrata sui risultati delle gare, sulle medaglie e sui record?

2. siccome questo grande evento sportivo si svolgerà ad Atene (che vi aspirava dal 1996 e che lo ha conquistato dopo una dura battaglia), la culla della cultura e dell’arte classica antica che interesse avrebbe a promuovere un capolavoro che si trova in Italia e non i suoi capolavori, i suoi monumenti e i suoi Musei? Bisogna nutrire il dubbio che i greci di oggi si siano rincitrulliti rispetto a quelli dell’antichità? Siamo fermamente convinti che non è così. E allora qualcuno dovrebbe spiegare quale sarebbe il “ritorno in immagine per la Grecia” da questa operazione, che per essa sarebbe suicida.

3. perché il Ministro Urbani, che ha definito il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio uno dei più preziosi d’Italia, non ha inserito lo stesso Museo nel suo programma di promozione in video dei Musei e luoghi d’arte italiani (dove la maggioranza è da Roma in su e del Sud è stata inserita soltanto Pompei)?

4. perché il Ministro e tutti coloro che ardono dal desiderio di mandare in viaggio gli originali o i cloni non hanno mai presentato una proposta ufficiale all’UNESCO per l’inserimento dei Bronzi di Riace e di Porticello e del loro magnifico Museo (voluto da Paolo Orsi e Zanotti Bianco e ricco di capolavori di varie epoche) nel prestigioso Elenco dei Patrimoni Artistici e Culturali dell’Umanità?

Reggio Calabria Cittą del Bergamotto
29 MARZO 2004 Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion


25-03-2004

Centro Studi Bosio Aics
e Circolo Allende Italia-Cuba

Incontri 2004 sul tema
Cuba e Brasile
Due Paesi, due storie dell’America Latina”

Venerdì 26 marzo,
a Reggio Calabria Città del Bergamotto
alle cinque e mezza della sera,
al Centro Studi Bosio in Viale Libertà 30c
Secondo Incontro
su Cuba e Brasile
“San Giorgio-Ogum in Brasile”

Introdurrà
Rosamaria Malafarina
Relazionerà Inês Cabral Alves
Concluderà Pasquale Amato

Si svolgerà venerdì 26 marzo alle cinque e mezza della sera, nel salone “Nosside” del Centro Studi Bosio Aics in Viale Libertà 30c, il secondo dei cinque Incontri su “Cuba e il Brasile” organizzati dallo stesso Bosio e dal Circolo Allende Amici Italia-Cuba.

L’Incontro sarà introdotto dalla Vice-presidente del Bosio prof.ssa Rosamaria Malafarina e sarà imperniato su una relazione della giovane storica brasiliana Inês Cabral Alves, Presidente dell’AEH (Associacão de Estudos Históricos) di Boa Vista. Il presidente del Bosio prof. Pasquale Amato trarrà le conclusioni dell’Incontro.

La Cabral, che sta perfezionando i suoi studi di italiano presso l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, illustrerà le radici storiche del sincretismo tra il cattolicesimo e i riti africani che caratterizza la religione afro-brasiliana.

La relatrice si soffermerà poi sull’identificazione da parte degli schiavi neri tradotti in Brasile del Patrono di Reggio S. Giorgio con il dio africano Ogum. Identificazione fondata sull’affinità di quel Dio con il Santo Liberatore della città dal Drago che la terrorizzava. Per questi motivi il Santo Patrono di Reggio divenne il più adorato tra gli schiavi neri - incarnando per essi il liberatore dal “Drago della schiavitù” - e tuttora è tra i più adorati in Brasile.


18-03-2004

Il Centro Studi Bosio Aics e il Circolo Allende Amici Italia-Cuba organizzano a Reggio Calabria Città del Bergamotto, a partire da venerdì 19 marzo e nei quattro venerdì successivi nel Salone "Nosside" del Bosio in Viale Libertà 30/c, Cinque Incontri su Cuba e il Brasile, due paesi dell'America Latina che hanno avuto storicamente e svolgono tuttora un ruolo importante nello scacchiere del sub-continente e internazionale.
Il primo Incontro, venerdì 19 marzo alle cinque e mezza della sera, verterà sul percorso storico di Cuba nell'800 illustrato dal prof. Pasquale Amato e seguito da stralci del film "Cuba" e dal documentario "La primera intervencion" - ambientati entrambi nel 1898, anno della conquista dell'indipendenza dalla Spagna e di inizio della lunga egemonia degli Stati Uniti.

Centro studi Bosio aics
e
Circolo Allende
Amici Italia-Cuba


organizzano

Incontri 2004 sul tema
Cuba e Brasile
Due Paesi, due storie dell’America Latina

a Reggio Calabria
Città del Bergamotto
alle cinque e mezza della sera
di ogni venerdì
nel Salone “Nosside”
del Centro Studi Bosio
di Viale Libertà, 30/c

Venerdì 19 marzo
“Cuba nell‘800”
Introduzione di Pasquale Amato
Film di Pedro Carvajal “Cuba”
Documentario di Rigoberto Lopez
”La primera intervencion”

Venerdì 26 marzo
“San Giorgio-Ogum in Brasile”
Introduzione di Rosamaria Malafarina
Relazione di Ines Cabral Alves

Venerdì 2 aprile
“Cuba colonia degli States”
(1898-1958)
Introduzione di Cristina Delfino
e Dolores Rosaci
Film di Sidney Pollack “Havana”
con Robert Redford

Venerdì 9 aprile
“Il Brasile di Lula”
Relazioni di Ines Cabral Alves,
Renata Giongo e Anahi Ravagnani

Venerdì 16 aprile
“Cuba Libre ed embargo dal 1959”
Introduzione di Cristina Delfino
e Dolores Rosaci
Documentario “Cuba. Viaggio nell’anima”


Centro Studi Bosio Aics - Viale Libertà 30/c
89123 Reggio Calabria Città del Bergamotto
Tel. 0965-81.30.31
www.pasqualeamato.it - info@pasqualeamato.it


23-02-2004

Dossier “Reghion” di "Historica"
n. 4 ottobre-dicembre 2003
Brani dal Saggio introduttivo di Pasquale Amato

QUELLA CALDA GIORNATA DI LUGLIO del 730 a.C.
QUANDO REGHION ENTRO' NELLA STORIA
E REGALO' ALLA PENISOLA IL NOME “ITALIA”

di Pasquale Amato

Era una calda giornata dell’anno 730 a.C., verso la fine del mattino del 14 luglio. Spirava un forte vento di scirocco, che aveva creato serie difficoltà alle piccole navi degli emigranti calcidesi e degli esuli messeni.

Il viaggio era stato lungo e faticoso. Dopo aver attraversato l’istmo di Corinto e da Corfù affrontato il Canale di Otranto, avevano navigato costeggiando nel Mare Jonio sino alla più suggestiva area dei miti omerici: lo Stretto di Scilla e Cariddi.

Superati gli ultimi ostacoli, quegli agricoltori, artigiani e guerrieri raggiunsero il Promontorio di Calamizzi e approdarono sulla spiaggia del porto naturale alla foce del fiume Apsia (odierno Calopinace). Vi avevano intravisto una vite aderente ad un fico selvatico, riconoscendo in essa l’immagine corrispondente all’immaginaria indicazione dell’Oracolo di Delfi (che aveva profetizzato di fermarsi laddove avessero visto una femmina avvinghiata ad un maschio).

Vi fondarono la nuova polis Reghion, prima città-stato ellenica nel territorio dell’odierna Calabria (cui sarebbero seguite le pòleis di Sibari nel 720, Crotone nel 710 e Locri nel 680 a.C.). Il suo nome, secondo la versione più diffusa, significava “frattura” e si richiamava ad uno dei miti più antichi dell'Occidente Mediterraneo, da cui era stato generato lo stesso Stretto: lo sprofondamento per un bradisismo dell'istmo che legava la Sicilia al continente, tramutandola in isola. Una seconda versione sosteneva la tradizione autoctona di “Città del Re”.

A guidarli verso la meta era stato l’ecista Antimnesto, calcidese della dirimpettaia polis Zancle, fondata qualche anno prima nel 734 a.C. Egli si era affiancato all’imbocco sud dello Stretto, all’altezza dell’odierna Melito Porto Salvo, al capo della spedizione calcidese Artiméde e al leader del piccolo contingente dei messeni Alcidàmida.

Le peculiarità della nuova polis
Al di là delle profezie dell’Oracolo di Delfi, la verità della fondazione fu molto più semplice e rispose a dinamiche consuete nei movimenti dei popoli migranti di tutte le epoche e di tutto il mondo.

I calcidesi venivano dalla piccola polis di Kalkis nell’arida isola di Eubea, spinti dall'indigenza economica verso il Mediterraneo Occidentale, l'Eldorado dei Greci. Erano alla ricerca di terre più floride su cui costruire un avvenire migliore, come avevano già fatto molti altri loro concittadini fondando dapprima Pitecùsa (Ischia) nel 765 e negli anni seguenti Cuma, Naxos e Zancle. A Reggio sarebbero seguite le fondazioni di Catania e Leontini.

I Messeni si erano da parte loro aggregati alla spedizione calcidese nel Tempio di Delfi. Erano esuli politici, che avevano combattuto contro gli invasori spartani e non avevano inteso piegarsi all’occupazione e alla riduzione in schiavitù come tanti loro conterranei. Avevano deciso anch'essi di imbarcarsi e veleggiare verso l'Occidente protagonista delle rotte di Ulisse, per fondarvi una nuova polis dove rifarsi una vita da cittadini liberi.

Proprio dai calcidesi che avevano fondato Zancle nel 734 a.C. era giunta a parenti ed amici della poverissima città-stato dell’Eubea la segnalazione che sulla sponda opposta dello Stretto di Scilla e Cariddi, poco più a Sud della loro polis, vi era un approdo naturale formato dall’insenatura protetta da un promontorio. Si trattava di Capo Calamizzi, che ispirò a Tucidide la definizione di Reggio come "acroterio d'Italia" per il suo protendersi verso la Sicilia, quasi a volere ricongiungersi. Il promontorio sarebbe sprofondato per un sommovimento bradisismico nel 1562 d.C., privando la città per tre secoli del suo porto naturale sino alla costruzione, nell’ultima parte dell’800, dell’attuale bacino artificiale.

Il territorio della nuova città-stato comprendeva, oltre al centro storico rimasto sempre nell’area attuale con l’Acropoli collocata nella zona dell’attuale Castello Aragonese, l’intera area prospicente lo Stretto dalla riva sinistra del fiume Petrace (a Sud di Gioia Tauro) al fiume Halex (vicino all’odierna Palizzi). Nell’Aspromonte i reggini si limitarono alla creazione di avamposti militari di difesa e all’acquisto di prodotti agricoli e della pastorizia cui si dedicavano le popolazioni autoctone...

Reghion venne quindi fondata dal concorso di emigranti di due popoli ellenici diversi, calcidesi e messeni, perdippiù spinti da motivazioni molto differenti. Ne risentì la stessa lingua dei reggini, in cui si mescolarono gli elementi jonici dei Calcidesi e quelli dorici del ceppo messenico.

Si trattò di un atto di nascita anomalo rispetto alle altre città-stato fondate da greci, caratterizzate da emigranti di una sola polis (con qualche eccezione come Turii, che sarebbe nata in epoca molto più tarda sulle rovine di Sibari, nel 444 a.C., grazie all’iniziativa politica del leader ateniese Pericle che coinvolse ben dieci città, ma con esiti effimeri).

L’anomalia della fondazione rese poliedrica la città e la fece assomigliare per taluni aspetti alla vivacità e alla tendenza a discutere su tutti i problemi della grande amica Atene. Nel contempo Reghion, come la capitale della cultura ellenica, fu sempre capace di ritrovarsi eccezionalmente unita nei momenti più drammatici creati da un attacco esterno o da una calamità.

Sul piano politico ne scaturirono aspetti originali e nel contempo contraddittori, fonti di forza o di debolezza secondo le circostanze. In tempi tranquilli i reggini tendevano a dividersi e a polemizzare su tutti gli aspetti della vita collettiva rischiando sovente di farsi male da soli. Ma di fronte all’approssimarsi o al verificarsi di attacchi della natura o di nemici esterni emergeva un inaspettato fortissimo senso di appartenenza alla comunità, che sorprendeva gli osservatori esterni e spiazzava chi aveva tentato di sopraffarli...

Dalla nascita poliedrica e dalla dialettica sociale e politica scaturirono inoltre l’eccezionale vivacità intellettuale e culturale e la creatività artistica che furono all’origine di molti primati. Dopo l’iniziale trauma provocato nelle acque tranquille della critica ufficiale, si va rafforzando la tesi di Franco Mosino su Reghion come luogo in cui fu ideata e composta l’Odissea (Odissea Calcidese). Una tesi che è peraltro suffragata da tante coincidenze, tra cui l’aver dato i natali a Teàgene, primo esegeta dell’Odissea e primo critico letterario del mondo.

Reghion fu anche la città di Ibico, il maggiore poeta espresso dalla Magna Grecia; la città di Hyppis, primo storico dell’Occidente Greco, e del musicologo Glauco. Hyppis, assieme a Lico e Licofrone, contribuì a fare di Reghion l’unica città magno-greca che avesse generato storici. Accomunata anche in questo caso alla vicina Sicilia (fucina di storici) piuttosto che al Mezzogiorno continentale, dove non attecchì la scienza storica.

Reghion fu il maggiore centro di produzione della “ceramica calcidese”, affermandosi come la concorrente più prestigiosa e agguerrita della “ceramica ateniese” nel bacino del Mediterraneo.

In essa nacque peraltro e fiorì la “Bottega di scultura” di Klearkos (Clearco), del suo più valente discepolo Pythagoras (Pitagora) di Reggio e del di lui nipote e allievo Sòstratos. Questa bottega divenne, assieme a quella di Fidia ad Atene, la più prestigiosa dell’intero mondo ellenico. E con Pitagora raggiunse il massimo fulgore.

Le opere che il sommo scultore reggino realizzò in tante pòleis da Atene a Siracusa, la sua cura per alcuni particolari (i capelli, le arterie, le vene) e le caratteristiche della sua arte descritte dai più rinomati studiosi greci e latini gli hanno fatto attribuire molti capolavori. Ed hanno supportato le tesi di grandi archeologi contemporanei su Pitagora di Reghion come il più probabile autore dei Bronzi di Riace, i due stupendi capolavori conservati nel Museo Nazionale della Magna Grecia dell’odierna Reggio assieme ad altri capolavori come i Bronzi di Porticello.

Queste così salde radici hanno costituito, anche nei momenti più tragici della lunga storia della città, una solida tradizione che ha permeato, con i suoi pregi e difetti, la vita della comunità. Radici che le hanno consentito nel corso del ‘900 di rinascere almeno altre due volte da eventi drammatici come il catastrofico terremoto del 28 dicembre 1908 (il più violento dei tanti che hanno raso al suolo le città delle due sponde dello Stretto) e lo scippo del capoluogo nel luglio 1970 cui seguì la rivolta popolare urbana più lunga della storia.

Radici che hanno consentito a Reggio di fare tanti regali al mondo. Come due tra i più grandi artisti che hanno brillato nel firmamento mondiale del ‘900: il pittore e scultore futurista Umberto Boccioni e lo stilista Gianni Versace.

Le radici pre-greche, la civiltà meticcia e il regalo del nome “Italia”
Ma il più grande regalo fu il primo: il nome dato allo stivale.

Narrano gli storici antichi che Reghion, come quasi tutte le altre città-stato della migrazione dei Greci lungo le coste del Mediterraneo e del Mar Nero, venne fondata su un precedente insediamento. Un insediamento molto più antico che alcune leggende popolari avevano attribuito ad Aschenez - pronipote di Noé - e altre a Giocasto figlio del Dio Eolo. Il suo territorio sarebbe stato poi uno dei luoghi della fatica di Ercole contro Gerione, il mostro con tre corpi.

S'era poi formato - nei secoli anteriori allo sbarco dei greci - un agglomerato più ampio col nome Pallantion, abitato in epoche diverse da popoli appartenenti alle stirpi degli Ausoni, degli Enotri e infine degli Itali.

Questi ultimi - secondo molte fonti - erano un ramo dei Siculi che non avevano seguito la maggioranza del loro popolo nel passaggio alla vicina Sicilia (cui avrebbero dato il nome, caratterizzandola come terra dei Siculi). Il piccolo nucleo rimasto al di quà dello Stretto era stato governato da un Re-Patriarca che con la sua saggezza e generosità aveva conquistato i cuori dei suoi sudditi, entrando nella leggenda popolare e nel mito come Re Italo. Alla sua morte i sudditi avevano deciso di assumere il nome di Itali. E col tempo il territorio della punta dello stivale prospicente lo Stretto aveva preso il nome di Italia. Secondo altre fonti quel nome era viceversa legato a un episodio della Fatica di Eracle contro Gerione.

Comunque, ciò che conta è un dato indiscutibile: l’arrivo degli Elleni non fece scomparire quel nome. Anzi esso si espanse, offrendo una testimonianza illuminante della straordinaria mescolanza di culture, tradizioni e riti religiosi tra popolazioni autoctone e nuovi arrivati, realizzatasi con l’arrivo dei greci. D’altronde si trattava di emigranti e di esuli in cerca di nuovi spazi e non di invasori. Erano tutt’altra cosa rispetto ai Macedoni e ai Romani oppure ai Conquistadores delle Americhe e ai grandi Stati che in età contemporanea hanno occupato con campagne militari territori di interi continenti. Le stesse relazioni con la madre-patria erano legate a vincoli parentali, di tradizioni e di culti, ma nel rispetto assoluto dell’indipendenza politica ed economica reciproche.

Tuttavia i termini Colonie e Colonizzazione - introdotti dal grande umanista del Quattrocento Lorenzo Valla che tradusse il termine greco “apoikìa”, usato da Tucidide per descrivere le migrazioni greche, col termine “colonia” - sono ancora largamente usati dagli studiosi inducendo spesso in errore i lettori.

Da quella felice combinazione di diverse culture scaturì quella splendida civiltà meticcia dei Greci d'Occidente, che si sarebbe guadagnata cento anni dopo (intorno al 620 a.C.) da un esule prestigioso dell’isola di Samo sbarcato a Crotone, il filosofo Pitagora, la definizione quanto mai appropriata di Megàle Hellàs, Magna Grecia.

Mentre il nome Italia si era già talmente consolidato nell’uso comune da definire gli abitanti delle città-Stato del Mezzogiorno dapprima come Italioti e poi - con l’arrivo dei Romani - Italici. E pian piano avrebbe risalito la penisola per definirla, dopo la conquista della Gallia Cisalpina da parte di Giulio Cesare, nella sua interezza “Italia”.

Così, in quel caldo 14 luglio dell’Anno 730 a.C. nacque la polis Reghion. La prima dell’emigrazione greca in Calabria, una delle prime dei Greci nell’Occidente del Mediterraneo, in quell'ultimo lembo del continente Europa che si chiamava Italia.

E regalò all'intera penisola quel nome.

Pasquale Amato

27-01-2004

Presentazione
del n. 4 Ottobre/dicembre 2003
della Rivista "Historica"

Reggio Calabria Città del Bergamotto, 21-01-2004 presentazione del n. 4 Ottobre/dicembre 2003 della Rivista "Historica".

L'Incontro, coordinato dal Direttore Responsabile dott. Giuse Barrile, si svolgerà a Reggio Calabria alle quattro del pomeriggio di mercoledì 28 gennaio 2004 presso la Biblioteca Comunale "Pietro De Nava" Via D. Tripepi N.9

La novità di questo numero è la pubblicazione di un Dossier monotematico per la prima volta nella storia della Rivista.

Il tema scelto per questo primo dossier (di cui sono autori Pasquale Amato, Daniele Castrizio, Domenico Massimo Chilà, Franco Mosino e Francesco Arillotta) è quanto mai appropriato in questo particolare momento della nostra vita collettiva in cui è necessario trovare forti motivazioni per difendere la nostra dignità e il nostro diritto di essere rispettati come la "prima" città della Calabria, la più antica e la più grande:

Dossier Reghion.
Quella calda giornata di luglio del 730 a.C.
quando nacque la polis Reghion
e regalò alla penisola il nome "Italia"

L'interesse che susciterà il Dossier sarà sicuramente elevato.


Il Direttore Scientifico
prof. Pasquale Amato


22-01-2004

Pasquale Amato sul Ricorso
al Consiglio di Stato del Ministero per i Beni Culturali,
che ritorna sul luogo del delitto
dei Bronzi clonati viaggianti

Ci risiamo. Dal 1996 non fanno altro che tornare a tappe sul luogo del delitto. Dopo ogni sconfitta si leccano le ferite e sperano di approfittare della nostra generosità e apertura mentale di città di mare, abituata a dialogare con tutto il mondo.
Ma loro hanno nel contempo la testardaggine e la costanza. Ancora una volta hanno tramato nell’ombra contro Reggio. E come tante volte nel passato nella maniera più subdola, maligna, vigliacca.

La notizia del Ricorso del Ministero al Consiglio di Stato arriva difatti negli stessi giorni in cui la città più antica e grande della Calabria è costretta a rispondere ad altre due azioni che dimostrano un profondo disprezzo nei suoi confronti a tutti i livelli.
Nella sanità le solite due altre città - sempre pronte a trovare l’accordo per dividersi tutto quello che possono a scapito di Reggio e del resto della Calabria - continuano a negarci un diritto di parità di trattamento sulla questione della cardiochirurgia.

Nelle Poste si dimenticano che Reggio è stata sempre la sede del Compartimento Regionale e si dimenticano che il compromesso del febbraio 1971 stabilì che tutte le sedi regionali dovessero restare dove si trovavano. E tentano il colpo di mano di trasferire nella solita Catanzaro la sede regionale.

Ed ora arriva il Ministero, convitato di pietra in tutta la vicenda dei Falsi Bronzi clonati e viaggianti, che scopre le carte e sferra un attacco frontale anche più virulento di quelli del “Signore” di Catanzaro.

Non ci ha colto di sorpresa l’atto in sé, che era atteso. Ma la carica di veleno e la totale mancanza di rispetto verso la verità dei fatti e la dignità di un’intera popolazione e delle sue istituzioni locali.
Sinora abbiamo creduto nella bontà delle nostre posizioni e abbiamo vinto. Ora ci costringono a riprendere la battaglia proprio mentre ci stavamo organizzando per rendere produttiva quella nostra vittoria e per una valorizzazione dei Bronzi assieme agli altri capolavori presenti e nascosti del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria.
Non ci tireremo indietro neanche stavolta e ci batteremo sino in fondo contro un chiaro atto di sopruso e di prevaricazione, contro l’ennesimo attacco alla nostra dignità e ai nostri diritti.

Pasquale Amato


18-01-2004

CENTRO STUDI BOSIO AICS

Pasquale Amato propone
per il nome del Palazzo del Consiglio Regionale
"Astronave Italia"


Egregi Presidente e Direttore,
innanzitutto desidero complimentarmi per l'iniziativa del Sondaggio, che consente a tutti di votare o di proporre.
Per quanto mi concerne desidero proporre una soluzione che potrebbe chiudere bene il cerchio, perfezionando l'idea di Pasquale Maragò, che ha avanzato osservazioni giuste e ha fatto una proposta intelligente e unificante. Una proposta che è stata già da Voi apprezzata se l'avete aggiunta alle quattro iniziali del Sondaggio.

In primo luogo Maragò ha ragione nel sottolineare il dato storico che dovremmo valorizzare al massimo: il fatto che il nome Italia è partito da Reggio e si è dapprima esteso alla Calabria, poi all'Italia Meridionale, quindi all'Italia Centrale per concludere il suo percorso di estensione all'intera penisola dopo la conquista romana della Gallia Cisalpina. Occorre rivendicare questo primato, che è unificante e potrebbe evitare le valutazioni sui singoli grandi personaggi.

In secondo luogo è azzeccata la proposta di Maragò di dedicare le singole Sale e l'Auditorium in fase di completamento a tre dei quattro personaggi proposti che sono indiscutibili: Corrado Alvaro che ha rappresentato l'anima e i valori dei calabresi più di qualsiasi altro; Tommaso Campanella che rappresenta una delle massime espressioni nella storia del pensiero mondiale; Umberto Zanotti Bianco, il più grande calabrese di adozione nel corso della storia, fulgido esempio di uomo del Nord che ha scelto di stare con noi e di operare con noi.
A questi nomi potremmo aggiungerne tanti, altrettanto illustri. E l'elenco potrebbe allungarsi molto.
Quanto al quarto nome, pur rispettabile, è troppo legato a un momento storico che non è stato tra i migliori della storia calabrese, ma uno dei più laceranti. E proprio il Palazzo del Consiglio non ha bisogno di ridestare anche nel nome quella fase storica.

Quindi la proposta di Maragò la ritengo la soluzione migliore, proponendo un'importante variante:
Chiamiamolo "Astronave Italia".

La Vostra iniziativa avrebbe così uno sbocco logico perché metterebbe insieme tre elementi, tutti positivi:
1. Il richiamo a un nostro merito storico che sinora è stato trascurato. Sarebbe un modo di voltare pagina rispetto all'atteggiamento autolesionista indirizzato a valorizzare più i nostri difetti o demeriti piuttosto che i pregi o meriti;
2. la conferma di un nome che spontaneamente è stato attribuito dal popolo e dai media al Palazzo;
3. la valorizzazione dell'opera architettonica in sé, che si aggiunge ai monumenti di tremila anni di storia e proietta il massimo consesso rappresentativo dei calabresi verso il futuro.

Insomma, l'Astronave Italia del Consiglio Regionale sarà un luogo non solo da frequentare ma da visitare e immortalare in immagini.

E non mancherà a Lei, Presidente Fedele, la capacità già dimostrata assieme al suo validissimo Ufficio di Presidenza di promuovere, anche con un evento di richiamo europeo, il battesimo di un nome così affascinante e ricco di suggestioni, che valorizzerebbe il nostro passato, esalterebbe il presente e si proietterebbe nel futuro.

Sogno già il momento in cui potrò leggere o scrivere in un invito o in un manifesto (assieme all'immagine bellissima) un logo così costruito


"Astronave Italia"
del Consiglio Regionale della Calabria
Reggio Calabria

Con i più cordiali Saluti,
prof. Pasquale Amato