| NEWS
2004/05 |
||
| ARCHIVIO NEWS 2003 | ||
|
|
|
| 16- 05-2005 | RICEVUTI
DAL RETTORE STUDENTI
E LAUREATI DELL'ATENEO MESSINESE BRILLANTI PROTAGONISTI DI UN PROGETTO
ONU A NEW YORK |
| 10- 05-2005 | RICONOSCIMENTI DELL'UNESCO AL CENTRO BOSIO E AI PREMI NOSSIDE DI REGGIO CALABRIA |
| 07- 03-2005 | Pasquale Amato e Tonino Perna al Sindaco e alla città: “Dedichiamo a Nicola Calipari Piazza Indipendenza” |
| 17-11-2004 | Giovedì 18 novembre Reggio Calabria ricorda la Rivolta di Varsavia del 1944 con una conferenza di Pasquale Amato una Mostra e un Annullo Postale |
| 26-10-2004 | L’OMAGGIO
DI MESSINA E REGGIO AL GRANDE POETA E PATRIOTA CUBANO JOSÉ MARTÍ. “Yo soy un hombre sincero / de donde crece la palma...”: molti italiani conoscono almeno questi primi due versi di “Guantanamera”, la più famosa canzone cubana di tutti i tempi. Sono invece in pochi a sapere che questi e gli altri versi musicati nel 1920 da Joselito Fernandez sono tratti da un capolavoro della letteratura latino-americana e universale: l’eccezionale raccolta poetica “Versos Sencillos” di José Martí, un vero e roprio testamento del più grande interprete dell'identità cubana. |
| 18-10-2004 | Università
di Messina - Rapporti con America Latina - Centro Studi Bosio |
| 15-10-2004 | AL
CIRCOLO DEL TENNIS “R.POLIMENI” DI REGGIO CITTÀ DEL
BERGAMOTTO ECCEZIONALE SUCCESSO PER LA CONFERENZA MULTIMEDIALE
DI PASQUALE AMATO SULLA FONDAZIONE DI REGGIO NEL 730 A.C. “QUELLA CALDA GIORNATA DI LUGLIO QUANDO NACQUE LA POLIS REGHION E REGALÒ ALLA PENISOLA IL NOME ITALIA” |
| 01-10-2004 | Pasquale
Amato: “Il Bergamotto deve tornare ai reggini” Ho provato un sentimento di profonda rabbia civica nel leggere le notizie sui miliardi persi per il Bergamotto per colpa della Regione. Una rabbia che si è aggiunta all’amarezza di vedere ancora inattuato il Marchio DOP Bergamotto di Reggio Calabria perché non si è costituito il Consorzio di Tutela, organismo di gestione indispensabile. |
| 16-09-2004 | Pasquale
Amato concorda e rilancia: "Villa Zerbi è l'idea più
felice di Scopelliti. Ma deve essere acquistata. Così potrà
divenire uno dei luoghi fissi della nostra crescita culturale" |
| 02-09-2004 | Lunedì
6 settembre alle dieci della sera presso il Circolo
del Tennis “R.Polimeni” Conferenza multimediale di Pasquale Amato sullafondazione di Reggio nel 730 a.C. "Quella calda giornata di luglio quando nacque la Polis Reghion e regalò alla penisola il nome Italia” |
| 01-09-2004 | Consegnati
a GAMBARIE I PREMI AICS-ALTIS 2004 “OSCAR CALABRESI DELLO SPORT
“ Premiati Enza Sant’Ambrogio,Alessandra Lucchino,Giuseppe Laganà, Santi Trimboli,Tonno Callipo, Canottieri Reggio, Reggina UIC |
| 09-08-2004 | Il
prof. Pasquale Amato nella squadra di governo del Rettore Tomasello all’Università
di Messina con una delega per le Relazioni Internazionali |
| 03-08-2004 | Parte
il 4 agosto l’Estate AICS Gambarie 2004 con appuntamenti di cultura,
ambiente e sport |
| 27-07-2004 | NOTTE
MAGICA per il XX Premio Internazionale di Poesia Nosside Unico concorso
globale per inediti, plurilinguistico e multimediale Sabato 31 luglio alle 20.30 nello stupendo ed eccezionale scenario di Pentedattilo, la Montagna incantata dalle cinque dita sulle falde dell'Aspromonte in territorio di Melito Porto Salvo. |
| 29-06-2004 | Il
Centro Studi Bosio, nell'ambito del Progetto Bergamotto, ha deciso di
riprendere la Campagna per "Reggio Calabria Città del Bergamotto"
tramite lo Stand della Festa del Lavoro della CGIL (Lungomare Falcomatà
di Reggio da domenica 27 giugno a domenica 4 luglio 2004). |
| 28-06-2004 | Pasquale Amato chiede al Sindaco di dare priorità assoluta alla realizzazione dell’Istituto Superiore di Profumeria. |
| 03-05-2004 | Giovedì
6 maggio alle cinque della sera nell’Università per Stranieri
di Reggio Calabria Città del Bergamotto Presentazione del Numero
1-2004 di "Historica" con Conferenza di Pasquale Amato sulla
Storia del Bergamotto di Reggio Calabria. Il Principe degli Agrumi che
ha profumato il mondo, preceduta da un Workshop. |
| 27-04-2004 | Centro
Studi Bosio Aics e Circolo Allende Italia-Cuba - Giovedì 29 aprile,
alle cinque e mezza della sera, nell’Università per Stranieri
“Dante Alighieri” di Reggio Calabria Città del Bergamotto
- Incontro sul tema "Dove il Primo Maggio è ancora un'utopia.
Il caso delle fabbriche maquiladoras in Messico". |
| 21-04-2004 | Giovedì
22 aprile, Reggio Calabria Città del Bergamotto, nel Salone “Nosside”
di Viale Libertà, 30/c, alle cinque e mezza della sera, Quinto
Incontro “Il Brasile di Lula” - Relazioni di Ines Cabral Alves,
- Renata Giongo e Anahi Ravagnani - Concluderà Pasquale Amato |
| 01-04-2004 | Centro
Studi Bosio Aics e Circolo Allende Italia-Cuba - Incontri 2004 sul tema
“Cuba e Brasile - Due Paesi, due storie dell’America Latina”
- Venerdì 2 aprile, alle cinque della sera, al Bosio - Terzo Incontro
su Cuba e Brasile “Cuba colonia degli States” (1898-1958). |
| 31-03-2004 | Pasquale
Amato:“Il
Ministro Urbani vuole inviare un Bronzo originale ad Atene? Bene. Si accomodi
pure. Però si assuma tutte le responsabilità di un eventuale
disastro. Se invece l’obiettivo del Conte Zio è un ricatto per convincerci a cedere a Don Rodrigo, non intendiamo cadere nella trappola. |
| 25-03-2004 | Centro
Studi Bosio Aics e Circolo Allende Italia-Cuba - Incontri 2004 sul tema
“Cuba e Brasile Due
Paesi, due storie dell’America Latina”Venerdì 26 marzo,
a Reggio Calabria Città del Bergamotto, alle cinque e mezza della
sera, al Centro Studi Bosio in Viale Libertà 30c Secondo Incontro
su Cuba e Brasile “San Giorgio-Ogum in Brasile”. |
| 18-03-2004 | Il
Centro Studi Bosio Aics e il Circolo Allende Amici Italia-Cuba organizzano
a Reggio Calabria
Città del Bergamotto, a partire da venerdì 19 marzo
e nei quattro venerdì successivi nel Salone "Nosside"
del Bosio in Viale Libertà 30/c, Cinque Incontri su Cuba e il Brasile,
due paesi dell'America Latina che hanno avuto storicamente e svolgono
tuttora un ruolo importante nello scacchiere del sub-continente e internazionale. |
| 23-02-2004 | Dossier
“Reghion” di "Historica" n. 4 ottobre-dicembre 2003
Brani dal Saggio introduttivo di Pasquale Amato QUELLA CALDA GIORNATA DI LUGLIO del 730 a.C. QUANDO REGHION ENTRO' NELLA STORIA E REGALO' ALLA PENISOLA IL NOME “ITALIA”di Pasquale Amato |
| 27-01-2004 | Presentazione del n. 4 Ottobre/dicembre 2003 della Rivista "Historica". |
| 22-01-2004 | Pasquale
Amato sul Ricorso al Consiglio di Stato del Ministero per i Beni Culturali,
che ritorna sul luogo del delitto dei Bronzi clonati viaggianti. |
| 18-01-2004 | Pasquale Amato propone per il nome del Palazzo del Consiglio Regionale "Astronave Italia" |
|
|
||
| 16-05-2005 | Comunicato dell'Ufficio Stampa dell'Università di Messina RICEVUTI
DAL RETTORE STUDENTI E LAUREATI DELL'ATENEO MESSINESE BRILLANTI PROTAGONISTI
Il
Rettore, prof. Francesco Tomasello, ha ricevuto gli studenti e laureati
che hanno partecipato per la prima volta al Progetto NMUN (National Model
United Nations) presso le Nazioni Unite a New York, accompagnati dal prof.
Pasquale Amato (Delegato del Rettore e Coordinatore Culturale del Progetto),
dal Preside della Facoltà di Scienze Politiche, prof. Andrea Romano
e dai Dirigenti dell’Associazione Acerformazione di Catania che
è stata partner dell’iniziativa.Il Progetto NMUN è
un programma di simulazione del dibattito e delle risoluzioni del massimo
consesso mondiale in rappresentanza di paesi diversi dallo stato di appartenenza.
La Delegazione, composta da reggini e messinesi provenienti dalle Facoltà
di Scienze Politiche, Giurisprudenza, Lettere ed Economia e da due studenti
catanesi, ha rappresentato le ragioni della Repubblica di Cuba all’ONU,
ricevendo i più vivi complimenti dagli stessi dirigenti delle Nazioni
Unite al termine dei lavori. La delegazione nel Palazzo di Vetro, guidata
dal prof. Amato e coordinata dal dott. Alberto Cozzo dell’Acerformazione,
è stata composta da Luca Briante, Valentina Calderone, Serena Cara,
Roberta Ciliberto, Giovanni Coppolino, Claudio Cucinotta, Giuseppe Failla,
Raffaele Fascì, Adriano Laganà, Carmelo LoGiudice, Caterina
Mancuso, Mauro Mazzù, Manuela Raimondi, Nadia Ruggeri, Antonino
Runza e Mario Siviglia.Il prof. Amato ha evidenziato nel suo intervento “l’alto valore formativo sul piano didattico e umano dell’esperienza”; ha sottolineato “la determinazione dimostrata dai nostri Delegati, che hanno tenuto testa con competenza e intelligenza a oltre 3000 concorrenti agguerriti e già esperti provenienti da Università di tutto il mondo”; ha infine stigmatizzato “gli sviluppi concreti dell’iniziativa, costituiti dall’assegnazione a Serena Cara di Reggio Calabria di uno stage formativo presso il Ministero degli Esteri, Direzione Generale Cooperazione Economica Polo ONU di Roma, e dai contatti in corso per altri Stages”. Il Rettore ha ringraziato “per l’impegno profuso in questo Progetto (in cui l’Ateneo messinese è stato una delle sole tre presenze italiane assieme alla LUISS di Roma e a Catania) il prof. Amato e l’Acerformazione” ed ha rivolto “un vivo plauso ai Delegati che si sono fatti valere rappresentando al meglio l’Ateneo messinese e confermandone la qualità dei percorsi formativi”. Ha annunciato infine che “sin da questo anno saranno assegnati crediti formativi agli studenti partecipanti”. Il corso di formazione – tenuto nella Facoltà di Scienze Politiche - ha avuto come Docenti il prof. Pasquale Amato, il Sen. prof. Adelfio Basile, il prof. Mario Centorrino,la prof.ssa Lina Panella, il console di Malta Prof.ssa Isabel Farrugia, il Consulente del Ministero Affari Esteri dott. Alessandro Matteu e il dott. Alberto Cozzo dell’Acerformazione. Ed è stato concluso dalla Conferenza del Consigliere Politico dell’Ambasciata di Cuba a Roma dott. Hugo Ramos Milanès. A New York la Delegazione, prima di misurarsi nel Progetto, ha avuto un lungo e proficuo incontro preliminare presso la Missione Permanente di Cuba all’ONU con il Consigliere Giuridico dott.ssa Juana Elena Ramos e con il Terzo Segretario dott. Ovidio Roque Pedrera. Al termine del Progetto la Delegazione ha incontrato il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura , il giornalista Claudio Angelini, presso la sede Rai della Grande Mela.
|
|
|
|
||
| 07-03-2005 |
Pasquale
Amato e Tonino Perna
|
|
|
|
||
| 17-11-2004 | ||
|
Questi i fatti: nel corso della Seconda guerra mondiale, Varsavia fu teatro di due eroiche insurrezioni contro gli occupanti nazisti, entrambe soffocate nel sangue: quella più nota degli ebrei del ghetto, scoppiata il 19 aprile 1943 e durata ventuno giorni; e quella altrettanto tragica e cruciale del 1° agosto 1944, spesso dimenticata dai manuali di storia, e lanciata dall'AK, l'Esercito Nazionale fedele al governo polacco in esilio a Londra, quando l'Armata Rossa di Stalin, nella sua avanzata verso Berlino, era arrivata alle rive della Vistola. Convinto che la liberazione fosse imminente, il popolo di Varsavia scese in strada contro la Wehrmacht. Ma i sovietici non attraversarono il fiume, i tedeschi si riorganizzarono e Hitler ordinò una punizione esemplare per la città ribelle: così, dopo oltre due mesi di lotta impari, dopo la morte di circa duecentomila polacchi, Varsavia fu evacuata, i superstiti deportati nei lager o destinati al lavoro forzato nel Reich, e una delle più antiche capitali europee venne rasa al suolo. Il 4 ottobre, l'ultimo bollettino della resistenza diceva: "La battaglia è finita. Dal sangue versato, dalle sofferenze e dalla comune fatica, dai dolori dei nostri corpi e delle nostre anime, sorgerà una nuova Polonia - libera, forte e grande". Invece, quelle sofferenze e quell'eroismo furono rimossi per quasi mezzo secolo. L'URSS e il nuovo regime comunista da essa imposto con un colpo di stato avevano tutto l'interesse a distogliere l'attenzione dagli inganni e dal consapevole attendismo dell'Armata Rossa. Anche gli Alleati occidentali, Inghilterra e Stati Uniti, preferirono far dimenticare di non aver potuto o voluto mantenere le promesse fatte ai polacchi e di averli abbandonati prima nelle mani di Hitler e poi in quelle di Stalin. Così la rivolta di Varsavia, una delle più grandi tragedie del Ventesimo secolo, non è stata finora descritta in tutti i suoi aspetti, anche se - o forse proprio perché - rivela alcune verità fondamentali sulla Seconda guerra mondiale. Lo storico inglese Norman Davies ha avuto il merito di aver fatto luce su quella pagina dimenticata in un recente libro edito in italiano da Rizzoli. Libro che ha colmato la lacuna e ricostruito i fatti del 1944, chiarendo il quadro degli eventi che li precedettero e li seguirono e dando voce - grazie alle interviste ai testimoni e ai memoriali dei superstiti - alla sofferenza umana di cui gronda una delle pagine decisive della storia d'Europa. Reggio
Calabria Città del Bergamotto |
||
|
|
||
| 26-10-2004 | L’OMAGGIO
DI MESSINA E REGGIO
AL GRANDE POETA E PATRIOTA CUBANO JOSÉ MARTÍ
Reggio Calabria
Città del Bergamotto |
|
|
|
||
| 18-10-2004 | ||
|
|
||
| 15-10-2004 | AL
CIRCOLO DEL TENNIS “R.POLIMENI”
DI REGGIO CITTÀ DEL BERGAMOTTO ECCEZIONALE SUCCESSO PER LA CONFERENZA MULTIMEDIALE DI PASQUALE AMATO SULLA FONDAZIONE DI REGGIO NEL 730 A.C. “QUELLA CALDA GIORNATA DI LUGLIO QUANDO NACQUE LA POLIS REGHION E REGALÒ ALLA PENISOLA IL NOME ITALIA”
|
|
|
|
||
| 01-10-2004 | Pasquale
Amato:
Una rabbia che è stata corroborata dalla mia ricerca sulla storia del Bergamotto, pubblicata nel n. 1-2004 della Rivista “Historica”. Una storia di oltre trecento anni in cui la comunità reggina ha raccolto complessivamente soltanto le briciole. In pratica il nodo mai sciolto è stato proprio questo: i reggini non hanno mai gestito gli effetti del loro tesoro, unico al mondo. Non hanno mai sviluppato una strategia complessiva di sviluppo con attività connesse alla materia prima di cui possedevano l’esclusività. Hanno preferito coltivare la pianta, estrarne l’essenza, litigare sul prezzo della stessa e cederla agli esportatori. Questi ultimi sono stati gli unici a trarre ingenti profitti. Ma le fortune più consistenti le hanno accumulate le grandi industrie profumiere, farmaceutiche e gastronomiche italiane e straniere. Il sentimento di rabbia si è tramutato in un desiderio rinnovato di intervento nei giorni scorsi. Sono stato relatore in un Convegno Storico a Siena con un intervento su Umberto Zanotti Bianco, uomo del Nord che fu nostro grande nostro concittadino per sua libera scelta e realizzò tanto senza ricevere riconoscimenti. Da storico ho cercato di sapere di più sull’Azienda leader della città toscana: il Monte dei Paschi. Esso ha costituito per Siena dal 1472 – quando venne istituito dalla Repubblica - il più importante tesoro. I senesi hanno sempre difeso con orgoglio la “loro Banca”. E hanno sempre preteso e ottenuto che i vertici fossero comunque senesi. E lo sono tuttora nonostante la Banca sia in assoluto la quarta potenza finanziaria italiana. Cosa hanno fatto i reggini col Bergamotto? Esattamente il contrario. In più di trecento anni hanno ceduto i suoi più ingenti guadagni a pochi locali e a molti esterni. Non ne hanno fatto mai un fattore di crescita dell’intera comunità. E da quando il Consorzio del Bergamotto è passato alla Regione sono stati espropriati anche di esso. Si è andati avanti a Commissari, con poteri dipendenti dall’Assessore all’Agricoltura, di centro, di destra o di sinistra che fosse. Hanno ragione sacrosanta le associazioni di categoria a rivendicare il ruolo che sinora è stato soltanto sulla carta. Hanno ragione coloro che premono sul Comune di Reggio per bandire la gara d’appalto per l’Istituto Superiore di Profumeria. Sono segnali chiari di una volontà collettiva che si va diffondendo. I reggini devono fare come i senesi: appropriarsi finalmente del loro più prezioso tesoro, non cederlo più in mani altrui e progettare attorno ad esso il proprio futuro. Reggio
deve autonominarsi, secondo la logica più elementare, Città
del Bergamotto. Ma deve anche esserlo davvero. Deve pretendere la costituzione
del Consorzio del Bergamotto, la costituzione del Consorzio di Tutela
del Marchio DOP, la Direzione della Stazione Sperimentale per le Essenze.
Deve pretendere che i finanziamenti per il Bergamotto siano affidati agli
Enti Territoriali competenti: il Comune e la Provincia di Reggio. Tutto
ciò con una sola parola d’ordine: “Il Bergamotto di
Reggio deve tornare ai reggini”. |
|
|
|
||
| 16-09-2004 | Pasquale
Amato concorda e rilancia: Il prof. Pasquale Amato, Presidente del Centro Studi Bosio Aics, su Villa Zerbi concorda e rilancia: “Non v’è dubbio che il lancio della Villa Genoese Zerbi e il suo inserimento tra i luoghi dell’espansione al Sud della Biennale di Venezia sia stata l’idea più felice dell’Amministrazione Scopelliti. Tanto felice e ricca di prospettive quanto infelici sono state altre iniziative, soprattutto alcune nel mondo dello spettacolo a cominciare dal Concerto del viziatissimo divo Elton John. Sulla rilevanza storica dell’idea dell’utilizzazione della stupenda Villa di stile veneziano a fini pubblici vi è stato un coro di consensi perché essa è stata in sintonia con un sogno collettivo dei reggini. Eravamo in tanti da anni abituati a fermarci davanti allo scenario di Villa Zerbi incastonata tra il verde globale della Via Marina e a sognare un giorno in cui essa avrebbe ospitato grandi Eventi culturali. Oggi quel giorno è arrivato con un Evento all’altezza del sogno. Sulla scia di questo largo consenso è giusto però parlare del futuro dopo la mostra. Esso si deve programmare per tempo sciogliendo al più presto un nodo. Il nodo da sciogliere è quello della proprietà della Villa. Meno male che l’architetto autore della Mostra non ha voluto che fosse fatto alcun intervento di restauro. Anche dopo dovrà essere così perché l’edificio è stato preso soltanto in affitto dal Comune. Sarebbe una beffa che il proprietario, al termine del periodo di affitto, si ritrovasse con la splendida Villa restaurata oltre che promossa e valorizzata dal Comune. La venderebbe il doppio di quanto avrebbe fatto un anno fa. E il sogno del luogo più prestigioso coltivato dai reggini si rivelerebbe illusione momentanea. L’edificio non può comunque andare in malora per altri anni senza un intervento di restauro. Quindi, se vogliamo che Villa Zerbi diventi un luogo pubblico stabile per grandi eventi artistici e culturali, e lo vogliamo tutti, bisogna compiere un grande sforzo chiamando in soccorso Governo e Regione. Il Palazzo deve essere acquistato e poi restaurato per come merita ed è necessario. Deve diventare un pezzo pregiato del patrimonio architettonico e culturale pubblico della città più antica e grande della Calabria. Sciolto questo nodo si potrà programmare il futuro puntando su alcuni cardini: 1. Innanzitutto gli Eventi successivi a quello inaugurale dovrebbero avere una garanzia di continuità e di qualità. Avrebbero bisogno dell’apporto di idee di una Commissione di esperti formata come “Sessione Villa Zerbi” all’interno della Fondazione Cilea; 2. Gli Eventi di Villa Zerbi dovrebbero essere condotti in sinergia con il Museo Nazionale della Magna Grecia e con gli Eventi del Cilea. Con una campagna di promozione comune che evidenzi l’insieme delle proposte culturali affiancati agli altri monumenti e Palazzi più importanti della città, agli altri Musei, al Corso Garibaldi e alle sue piazze e al Lungomare Falcomatà, uno dei più belli del mondo. Un Lungomare cui manca una sola presenza per rappresentare l’identità di Reggio ed essere il più bello del mondo: una piantagione di bergamotti; 3.
Si realizzerebbe così l’inserimento dei beni custoditi
in uno dei Musei più prestigiosi d’Europa (con l’unicità
dei suoi quattro Bronzi del V sec. A.C.) nel cuore dei luoghi e degli
Eventi di una città d’arte per vocazione come Reggio Città
del Bergamotto. Una città che deve promuoversi valorizzando al
massimo l'insieme dei suoi Tesori della natura e dell'arte”. |
|
|
|
||
| 02-09-2004 | Lunedì
6 settembre alle dieci della sera
Il prof. Amato rievocherà col suo stile brillante, la lucida analisi storica e la sua asciutta prosa le vicende della fondazione e della prima fase di vita della città più antica e grande della Calabria. Ne scaturirà un quadro complessivo degli aspetti di originalità che concorsero nel caratterizzare Reggio sin dalla nascita come una città ricca di creatività e dinamica. Si tratta di un tema che lo storico reggino ha sviluppato nel saggio introduttivo del Dossier “Reghion” pubblicato nel numero 4 del 2003 dalla Rivista “Historica”, di cui è Direttore Scientifico. Tema di cui gli organizzatori del Circolo del Tennis Polimeni hanno voluto riprendere il titolo apparso sulla Rivista, denso di suggestioni. Per rendere più incisive quelle suggestioni l’esposizione si avvarrà della proiezione di alcune immagini e di un intervento in video del grande grecista prof. Marcello Gigante, di alcuni commenti musicali tratti da uno studio sull’antica tradizione greca e mediterranea e della lettura di brani e versi a cura di Clotilde Grisolia e di Teresa Timpano. Reggio
Calabria Città del Bergamotto |
|
|
|
||
| 01-09-2004 | Consegnati
a GAMBARIE I PREMI AICS-ALTIS 2004
“OSCAR CALABRESI DELLO SPORT “ Premiati Enza Sant’Ambrogio,Alessandra Lucchino,Giuseppe Laganà, Santi Trimboli,Tonno Callipo,Canottieri Reggio, Reggina UIC
L’incontro è stato ancora una volta condotto con eleganza e garbo da Antonella Freno, mentre i Premi (affiancati dall’offerta delle monete Eco-Aspromonte consegnate dal Vice-Presidente del Parco d’Aspromonte dott. Antonio Alvaro) sono stati consegnati dal Presidente Regionale del CONI Mimmo Praticò, dal giornalista Titti Vinci in rappresentanza del Presidente Regionale dei Giornalisti Sportivi (USSI) Tonio Licordari, dal sindaco di Santo Stefano d’Aspromonte Gaspare Pastore, da Maristella Granillo e dal Presidente Regionale Federbasket Alessandro La Bozzetta. Il prof. Pasquale Amato - Presidente del Club Aics Gambarie - ha esposto le idee-guida dell’iniziativa sin dalla fondazione, precisandone le radici storiche e le ragioni culturali. Ha precisato inoltre che i “Premi AICS ALTIS sono divenuti il simbolo della Calabria più positiva nello Sport. Costituiscono difatti l’unico riconoscimento per chi ha contribuito a portare avanti l’immagine migliore della Calabria attraverso lo sport. Negli Aics-Altis si premiano insieme sport professionistici e sport dilettantistici e promozionali, sport ricchi e riveriti e sport poveri spesso trascurati, dove prevalgono una grande passione, spirito di sacrificio, umanità e solidarietà”. Amato ha poi letto le motivazioni, affiancate dalle rispettive Premiazioni. Per il pugile reggino Giuseppe Laganà, il quale attraversa un momento difficile dopo aver difeso per quasi due anni il titolo di Campione Intercontinentale WBO dei pesi mosca e perso l’ultimo incontro, “il Premio dedicato ai suoi successi vuole costituire una spinta ulteriore verso un pronto riscatto”. Per Alessandra Lucchino, dopo il titolo di Campionessa Mondiale Assoluti a Squadre di sciabola all’Avana nel 2003, i successi del 2004 (Campionessa Italiana Giovani e Campionessa Italiana Assoluti) e la partecipazione ad Atene “dove non è salita in pedana ma ha assaporato il profumo delle medaglie di cui la scherma italiana è abituata a fare man bassa” il Premio AICS ALTIS ha voluto rappresentare “il migliore auspicio di una sequenza di successi che trascini Alessandra verso un ruolo di protagonista nelle Olimpiadi di Pechino”. E’ stata poi la volta ddella Targa Oreste Ganillo assegnata a Enza Sant’Ambrogio. La pasionaria, che “ha segnato la storia del basket incidendo come pochi sulla sua crescita a Reggio e in Calabria” soprattutto nei settori giovanile e femminile, dal 1970 organizza ininterrottamente con la sua famiglia il prestigioso “Trofeo Internazionale Mario Sant’Ambrogio”. Sono stati vissuti momenti di intensa emozione collettiva quando il prof. Amato ha concluso riferendosi “alla competenza tecnica, alla passione per il suo sport e alle doti umane che la fanno apprezzare da tutti gli ambienti sportivi e non sportivi”, il Presidente La Bozzetta ha aggiunto parole toccanti e Lei stessa ha ringraziato dedicando il Premio allo scomparso marito Iliano. Dopo il Premio assegnato per il giornalismo sportivo a Santi Trimboli, ritirato dal collega della sede RAI della Calabria Franco Bruno, è stato il turno delle società. Della “Tonno Callipo Vibo” (la cui Targa è stata ritirata dal Direttore Generale Paolo Grasso) è stato ricordato il fantastico cammino che l’ha condotta dal 1993 al 2004 dalla Serie C-2 alla A-1 per concludere con la certezza che nel Campionato più competitivo la squadra sarà “trascinata dall’entusiasmo di una città di cui rappresenta l’orgoglio” e godrà del “sostegno dell’intero mondo sportivo calabrese”. La Canottieri Reggio ha partecipato col Presidente Laurendi, il tecnico Purpura e una nutrita rappresentanza delle sue giovanissime e belle atlete che hanno conquistato la A-2 di Pallanuoto femminile “con un eccezionale percorso di 19 vittorie su 19 gare. Un percorso entusiasmante che prelude ad altri traguardi prestigiosi per il futuro”. Il gran finale è toccato alla società dei non vedenti AS Reggina UIC, che si è aggiudicata lo Scudetto italiano 2004 con la sua squadra di Goalball, salita a Gambarie al completo col Presidente Paviglianiti. La motivazione del prof. Amato s’è conclusa con parole di grande significato: “Il Premio AICS ALTIS intende valorizzare l’impegno silenzioso e modesto di questa società,cha costituisce la dimostrazione più evidente di quanto lo sport vissuto e praticato con puro spirito solidale possa contribuire ad affrontare con serenità l’assenza o la perdita di un senso così importante”. In
conclusione i Premi AICS ALTIS hanno confermato di essere divenuti il
massimo riconoscimento dello sport calabrese. Un’idea vincente che
s’è via via consolidata integrando tre modi differenti di
esprimersi: lo sport professionistico, lo sport dilettantistico (quello
degli sport puri, con pochi mezzi), lo sport promozionale di base (ancora
più scarno di mezzi e più ricco di passione). I
Premiati AICS ALTIS 2004
Atleta - Targa “Filippo Nucera”:
Società:
Giornalista Sportivo:
Dirigente - Targa “Oreste Granillo”:
Reggio Calabria Città del Bergamotto 01 settembre 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion |
|
|
|
||
| 09-08-2004 | Il
prof. Pasquale Amato nella squadra di governo Il prof. Pasquale Amato, Docente di Storia dei movimenti e partiti politici della Facoltà di Scienze Politiche, è stato nominato nella squadra di governo del Rettore dell’Università di Messina prof. Francesco Tomasello con una delega per le Relazioni Internazionali. Nel conferire il prestigioso incarico allo storico reggino il Rettore ha inteso valorizzare e tesaurizzare a favore dell’Ateneo messinese la vocazione del prof. Amato a spaziare nei suoi studi dalla storia locale alle tematiche internazionali e senza confini temporali e nel contempo l’attenzione che egli ha rivolto all’Europa e ad altre parti del mondo nella sua attività di organizzatore culturale come fondatore e Presidente del Centro Studi Bosio. Il
prof. Amato risponderà sicuramente al prestigioso incarico affidatogli
dal Rettore Tomasello con le sue doti riconosciute: passione, intelligenza
e creatività. Con esiti certamente positivi per il potenziamento
dei rapporti internazionali e degli scambi culturali dello storico Ateneo
messinese, uno dei più antichi d’Europa, e per studenti,
studiosi e cittadini delle province di Reggio e Messina, che ne sono
da secoli i principali fruitori. 09 agosto 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion |
|
|
|
||
| 03-08-2004 | Parte
il 4 agosto l’Estate AICS Gambarie 2004 4, 10 e 13 i XIX Té Letterari con Bevilacqua, Profazio e Marcianò Mercoledì 18 la XXIX Marcialonga Aics Verdaspromonte Lunedì 23 la IX Edizione dei Premi Aics Altis per lo Sport Prende il via l’Edizione 2004 della tradizionale Estate Aics Gambarie con un programma che comprende cinque appuntamenti di grande interesse dalla cultura all’ambiente e allo sport. E’ organizzata dal Club Aics Gambarie e dai Comitati AICS Regionale Calabria e Provinciale Reggio Calabria in collaborazione con l’AVIS di Reggio, col Patrocinio dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte e con i co-patrocini della Provincia di Reggio e dei Comuni di Reggio e S. Stefano d’Aspromonte. Il Programma (che può essere consultato nel sito www.pasqualeamato.it) si aprirà con i Té Letterari condotti dal prof. Pasquale Amato alle sei della sera nella “Locanda del Brigante” e con la partecipazione degli autori. Mercoledì 4 agosto si parlerà del nuovo libro-guida di Francesco Bevilacqua “Montagne di Calabria”, edito da Rubbettino. Ne discuteranno il Presidente del Parco Prof. Antonio Perna e la biologa dott.ssa Annamaria Zurzolo. Martedì 10 agosto sarà la volta del cantastorie Otello Profazio, che presenterà il suo nuovo CD sul brigante Giuseppe Musolino corredato di brani originali di interviste allo straordinario personaggio che attrasse sulla sua vicenda l’attenzione di tutti i media tra fine ‘800 e inizi del ‘900. Ne parleranno con Profazio il giornalista Antonio Delfino e il dottor Pietro Romeo. Venerdì 13 sarà presentato il volume di Giuseppe Marcianò “Operazione Baytown”, che ricostruisce le vicende dello sbarco degli Alleati in Calabria il 3 settembre del 1943. Ne discuteranno con l’autore i professori Amato e Perna e l’editore di Città del Sole Edizioni dott. Francesco Arcidiaco. Seguirà mercoledì 18 agosto - con raduno alle 10,00 al Ritrovo Bar Romeo, partenza alle 11,00 e premiazioni alle 18,00 nella “Locanda del Brigante” al Belvedere - la XXIX Marcialonga Aics VerdAspromonte. La classica corsa-camminata in montagna tra i boschi e i ruscelli della splendida area montana tra Gambarie e Tre Aie è aperta ai cittadini di tutte le età a partire dai cinque anni. Prevede un Vincitore Assoluto ed una Vincitrice Assoluta, con i rispettivi secondi e terzi posti; i primi tre classificati di diciotto categorie d’età (otto maschili e otto femminili); i primi tre classificati delle due categorie (maschile e femminile) riservate ai disabili; Speciale “Bruno Amante” per il più giovane e il più anziano partecipante; e premi per chi si farà una salutare camminata. Sarà il consueto giorno di festa concluso in una trattoria tipica o in un’area di picnic, a riprova della felice combinazione di più elementi che concorrono al successo dell’iniziativa. E’ infine forte l’attesa per la beniamina della Corsa Palma De Leo, che ha vinto ben tredici edizioni della Classica aspromontana ed è candidata a salire sul podio più alto per la quattordicesima volta. Si
concluderà lunedì 25 agosto nella Sala dell’Hotel
Excelsior con la IX Edizione dei “Premi AICS ALTIS Calabria Sport”
svolti in collaborazione col Comitato Regionale CONI e col Comitato Regionale
USSI. I Premi saranno assegnati ad un atleta, un dirigente, un giornalista
sportivo, un tecnico ed una società che abbiano contribuito alla
crescita della Calabria attraverso l’attività ed i risultati
ottenuti, mantenendo nel contempo profondi legami con la nostra terra.
Il riconoscimento al miglior dirigente è intitolato a Oreste Granillo
e quello al miglior atleta è dedicato a Filippo Nucera, Presidente
Regionale AICS scomparso nel 2000. Reggio Calabria Città del Bergamotto
03 agosto 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion |
|
|
|
||
| 27-07-2004 | NOTTE
MAGICA per il XX Premio Internazionale
di Poesia Nosside Unico concorso globale per inediti, plurilinguistico
e multimediale REGGIO CALABRIA. Torna, sabato 31 luglio alle otto e mezza della sera, la “Notte Magica di Pentedattilo per i Premi Nosside”. Come lo scorso anno, anzi “meglio dello scorso anno” come ha sottolineato il Sindaco di Melito Porto Salvo Giuseppe Iaria, “la montagna incantata dalle cinque dita, ricca di miti e di storia, sarà all’altezza della sua fama e regalerà alle poesie lette in tante lingue, alla musica e alla danza dei Premi Nosside una delle sue notti magiche”. La manifestazione sarà suddivisa in due parti. La prima, dedicata all’interpretazione delle poesie premiate in diverse edizioni del Premio, sarà condotta da Olympia Scopelliti mentre sul palco si alterneranno con letture in più lingue Clotilde Grisolia, Cristina Fiorentino, Teresa Timpano e la stessa Olympia, accompagnate alla chitarra da Angelo Condello. Parteciperanno con poesie rispettivamente in siciliano e in grecanico i poeti Giuseppe Cardello di Lentini, Vincitore Assoluto del Nosside 2000 e da poco nominato tra i primi Ambasciatori del Nosside, e Filippo Violi di Bova Marina, Vincitore nel 2002 del Nosside Minoranze Linguistiche. La seconda parte della “Notte Magica per Nosside” nella stupenda scenografia naturale di Pentedattilo, ricca di suggestioni e suscitatrice di emozioni, sarà incentrata sul Concerto di musiche e danze dei Carabi offerto al Premio dall’Associazione Culturale “Fata Morgana Reggio” e dall’Agenzia “Sud Concerti” e avrà come protagonista il Gruppo “Son de Buena Fé” di Santiago de Cuba. Un gruppo eccezionale, composto da tredici musicisti, un ballerino e cinque ballerine provenienti dal più prestigioso centro musicale del Caribe. Un gruppo che farà rivivere le melodie, i ritmi e le danze della Grande Isla e dell’intera area delle isole centro-americane. Melodie, ritmi e danze che sono il risultato di una straordinaria commistione di tradizioni, culture e strumenti di più continenti (America, Europa, Africa e Asia). Sarà l’omaggio migliore e più coerente al Progetto Nosside, un’iniziativa che ha avuto e continua ad avere il suo cuore e soprattutto il suo cervello pensante nella Città del Bergamotto, mentre si diffonde sempre più in tutte le direzioni e in tutti i continenti. In pratica è l’unico Premio globale di poesia del mondo, una grande finestra aperta e senza confini per la cultura e le lingue di tutti i popoli, in un rapporto fecondo di pari dignità e di scambio di esperienze e di conoscenze mediante l’immaginario dei poeti. Durante il corso della serata sono previsti gli interventi del Sindaco di Melito Giuseppe Iaria, del Presidente del Bosio e del Nosside Pasquale Amato e dei rappresentanti degli Enti Patrocinanti (Regione Calabria, Provincia e Comune di Reggio, Ente Parco dell’Aspromonte, Università di Messina e Università per Stranieri di Reggio, Comunità Montana Versante Jonico Meridionale). Risuoneranno ancora le espressioni dense di apprezzamenti pronunciate nei confronti del Progetto Nosside dal Presidente della Provincia Pietro Fuda: “Noi ci troviamo davanti a un progetto di altissimo valore... E’ un orgoglio per la provincia, la regione e l’intero mondo della cultura. E’ quindi un dovere degli Enti … impegnarsi al massimo per sostenere questo progetto perché è arrivato a un livello tale che non può essere sostanzialmente abbandonato a sé stesso”. Reggio Calabria Città del Bergamotto 27 luglio 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion |
|
|
|
||
| 29-06-2004 | Il
Centro Studi Bosio, nell'ambito del Progetto Bergamotto,
ha deciso di riprendere la Campagna per "Reggio Calabria
Città del Bergamotto" tramite lo Stand della Festa
del Lavoro della CGIL (Lungomare Falcomatà di Reggio da
domenica 27 giugno a domenica 4 luglio 2004). Ogni sera dalle sette a mezzanotte è possibile prendere visione delle Tavole che evidenziano le motivazioni di questa Campagna e decidere di aderire volontariamente all'impegno di affiancare nella propria corrispondenza al nome di Reggio Calabria la dicitura "Città del Bergamotto". Per chi non avesse la possibilità di recarsi allo Stand o per chi dovesse essere lontano oppure per chi da qualunque parte d'Italia e fuori dall'Italia volesse conoscere le motivazioni dell'iniziativa lo informiamo tramite il Sito con le Tavole qui riprodotte. E nel caso che concordi con noi potrebbe assumere il proprio impegno informandoci della decisione assunta con un clic nell'apposito spazio di questa Home page. Il Presidente del Centro Studi Bosio Aics prof. Pasquale Amato Reggio Calabria Città del Bergamotto 29 giugno 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion |
|
|
|
||
| 28-06-2004 | Pasquale
Amato chiede al Sindaco
di dare priorità assoluta alla realizzazione dell’Istituto Superiore di Profumeria Il prof. Pasquale Amato, presidente del Centro Studi Bosio, è da anni strenuo sostenitore di un Progetto Bergamotto con parecchi risultati già raggiunti tra cui il Marchio DOP Bergamotto di Reggio Calabria. Ha appena pubblicato sul numero 1 2004 della rivista “Historica”, di cui è Direttore Scientifico, un saggio che ricostruisce trecento anni di storia del Bergamotto e di Reggio, che con il suo Principe degli Agrumi si è identificata. Amato ha chiesto al Sindaco Giuseppe Scopelliti “di avviare con priorità assoluta la realizzazione, nell'ambito del Decreto Reggio, del Progetto già approvato per l’Istituto Superiore di Profumeria. L’Istituto, che nascerebbe con trecento anni di ritardo, dovrebbe sorgere all’Arenella di S. Gregorio ristrutturando alcuni dei fabbricati dell’azienda inglese che produceva acido citrico ed essenza di Bergamotto, preparerà Maestri Profumieri. E si avvarrà dell’apporto come docenti dei grandi Maestri Profumieri francesi dell’Istituto di Profumeria di Versailles, con indubbi riflessi di immagine e di prestigio, economici, occupazionali e sociali. L’avvio immediato delle procedure di appalto dei lavori di ristrutturazione sarà - a giudizio di Amato - di straordinaria importanza perché darà vita al primo passo verso la realizzazione del primo ciclo produttivo completo nella nostra realtà. Noi siamo stati sinora gli esportatori delle bozze di pipa che poi sono divenute le pipe inglesi o milanesi, della seta grezza che poi diveniva seta rifinita in Inghilterra, e per tre secoli di essenza di bergamotto verso la Francia e altri Paesi. Abbiamo in tal modo consentito la realizzazione di ingenti profitti di qualche azienda esportatrice di essenza ma soprattutto di aziende in altre parti d’Italia e del mondo. Mentre a noi sono rimaste le briciole. Perché non abbiamo mai avuto il coraggio di pensare a qualcosa di più e osare di completare noi, con le nostre capacità e competenze, il ciclo produttivo. Questa è la nuova frontiera da aprire, cominciando dal nostro prodotto unico ed esclusivo. Dobbiamo andare oltre la siepe del fatalismo pessimista che ha consentito sinora gli scempi di interventi speculativi di avventurieri senza scrupoli che sono venuti a distruggere e non a costruire. E dobbiamo costruire laddove abbiamo la materia prima e solide basi di esperienza e professionalità. In questa ottica l’Istituto Superiore di Profumeria costituisce una pietra miliare su cui fondare - utilizzando il prezioso patrimonio di esperienze di cui disponiamo (i bergamotticoltori, la Stazione Sperimentale Nazionale delle Essenze, il Consorzio del Bergamotto e le piccole valorose aziende locali che operano già nel campo della profumeria e della gastronomia, della dolceria, gelateria e liquoristica) - l’idea ambiziosa di un Distretto del Bergamotto come volano di sviluppo e della creazione di nuove prospettive di lavoro serie di Reggio e della sua provincia. E’ una bellissima sfida, che dobbiamo osare e vincere”. Pasquale Amato Reggio Calabria Città del Bergamotto
21 maggio 2004, Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion |
|
|
|
||
| 03-05-2004 | Giovedì
6 maggio alle cinque della sera
E’ uscito il Numero 1-2004 Gennaio-marzo della Rivista “Historica”. Si caratterizza soprattutto per il Saggio storico di apertura del prof. Pasquale Amato, Direttore Scientifico del periodico reggino, sul tema della “Storia del Bergamotto di Reggio Calabria. Il Principe degli Agrumi che ha profumato il mondo”. Amato
ha ricostruito trecento anni di storia del prezioso Principe degli Agrumi
reggino: dalla misteriosa origine avvolta nella leggenda al gran debutto
nella splendida Corte del Re Sole a Versailles; dal Café Procope
alla conquista di Salotti, caffè e botteghe; dall’affermazione
dell’Acqua di Colonia nel 1704 alla prima piantagione di Rada
Giunchi nel 1750; dalla “borghesia del bergamotto” alla
“Città del Bergamotto”; dall’ultima fase d’oro
dopo l’unità alla prima crisi, alle sofisticazioni e all’attacco
del sintetico; dall’analisi delle ragioni del ciclo produttivo
incompiuto e degli “affari degli altri” ai segni di ripresa
dell’alba del ‘900 sino allo spartiacque del catastrofico
terremoto del 1908. |
|
|
|
||
| 27-04-2004 | Centro
Studi Bosio Aics Giovedì 29 aprile, alle cinque e mezza della sera, l'Università per Stranieri "Dante Alighieri" ospiterà l’Incontro sul tema "Dove il Primo Maggio è ancora un'utopia. Il caso delle fabbriche Maquiladoras in Messico", organizzato dal Centro Studi Bosio Aics e dal Circolo Allende Italia-Cuba. Lo ha annunciato il prof. Pasquale Amato, traendo le conclusioni dei cinque Incontri su “Cuba e il Brasile” organizzati dagli stessi Bosio e Allende, che hanno suscitato un grande interesse e una partecipazione sempre più ampia inducendo i due Circoli a continuare la felice esperienza. L’iniziativa è stata ispirata dalla ricorrenza del Primo Maggio. Obiettivo di essa è quello di recuperare e attualizzare le motivazioni originarie della Festa del Lavoro, istituita il 20 luglio 1889 a Parigi in occasione della nascita della Seconda Internazionale. Fu la prima ricorrenza laica globale e venne per la prima volta attuata il Primo Maggio del 1890 tramite uno sciopero generale mondiale. Il successo fu eccezionale. E da allora divenne la Giornata del lavoro mondiale, destinata alla lotta per conquistare in tutti i paesi e continenti il diritto al lavoro e diritti per il rispetto della vita, della salute, dell’ambiente, della dignità dei lavoratori. Dopo 114 anni da quel Primo Maggio del 1890 in buona parte del mondo sono ancora troppe le ingiustizie, troppi gli sfruttamenti di donne e bambini, molteplici le negazioni di qualsiasi diritto e della dignità di chi lavora con l’affermazione di nuove forme di schiavitù. E con la globalizzazione neo-liberista che consente alle grandi imprese di muoversi alla ricerca dei più alti profitti è diventato più difficile anche per i sindacati operare e spesso è addirittura impossibile l’organizzazione sindacale. Per evitare un’analisi generica e superficiale i due sodalizi culturali hanno puntato l’attenzione su un caso emblematico di Primo Maggio da considerare ancora un’utopia: le fabbriche a cottimo installatesi nella vasta zona franca creata nel Nord del Messico, a ridosso della frontiera con gli Stati Uniti. La
relazione sarà tenuta da Enza Laganà, laureanda in Scienze
Politiche. Interverrà il sindacalista Nino Costantino, Segretario
della CGIL di Reggio e Locri. Trarrà le conclusioni il prof.
Pasquale Amato. |
|
|
|
||
| 21-04-2004 | Centro
Studi Bosio Aics Giovedì
22 aprile si concluderà, alle cinque e mezza della sera, nel salone
“Nosside” del Centro Studi Bosio Aics in Viale Libertà
30c, il Ciclo dei cinque Incontri su “Cuba e il Brasile”,
organizzati dallo stesso Bosio e dal Circolo Allende Italia-Cuba. L’Incontro,
presieduto da Rosamaria Malafarina - vice-presidente del Bosio -, sarà
imperniato sulle Relazioni di Ines Cabral Alves, Renata Giongo e Anahi
Ravagnani. Concluderà il prof. Pasquale Amato. |
|
|
|
||
| 01-04-2004 | Centro
Studi Bosio Aics Si svolge oggi, venerdì 2 aprile, alle cinque della sera, nel salone “Nosside” del Centro Studi Bosio Aics in Viale Libertà 30c, il terzo dei cinque Incontri su “Cuba e il Brasile” organizzati dallo stesso Bosio e dal Circolo Allende Amici Italia-Cuba. L’Incontro sarà introdotto da Cristina Delfino e Dolores Rosaci e sarà imperniato sul tema “Cuba colonia degli States” (1898-1958). Seguirà la visione del film “Havana” di Sidney Pollack con Robert Redford e Lena Olin. Il prof. Pasquale Amato trarrà le conclusioni dell’Incontro. Si tratta in sostanza della seconda puntata della storia di Cuba, caratterizzata da un problema per essa dominante: il difficile cammino di un popolo molto fiero e geloso della propria identità alle prese col destino di avere un vicino troppo grande, ricco e potente. Un vicino con una chiara vocazione imperiale sull’America Latina che ha finito col riversarsi innanzitutto verso i vicini della porta accanto: l’Isla Grande dei Caraibi. La prima puntata era giunta all’inizio del ‘900, col varo della nuova Costituzione cubana, ma col forte condizionamento degli USA che tramite l’Emendamento Platt fecero dell’isola una Colonia. E nel corso del ’900 Cuba venne occupata economicamente, controllata militarmente grazie alla grande base di Guantanamo e gestita politicamente tramite Presidenti o dittatori militari corrotti, imposti e diretti. L’ultimo di questi dittatori fu l’ex-sergente Fulgencio Batista contro cui Fidel Castro e il Che combatterono una lunga guerriglia che costituì di fatto la Terza Guerra di Indipendenza di Cuba. Il
film di Pollack ha come teatro proprio le ultime settimane del 1958 e
si chiude con le scene della notte di capodanno del 1959 quando l’avanguardia
guidata dal Che entrò all’Avana mentre Batista e i suoi ministri,
collaboratori e compari di affari si imbarcavano frettolosamente sugli
aerei per Miami. 01 APRILE 2004 Anno 2734 dalla Fondazione di Reghion |
|
|
|
||
| 31-03-2004 |
Il Presidente del Centro Studi
Bosio Aics prof. Pasquale Amato – al termine di una riunione del
sodalizio dedicata all’analisi degli ultimi eventi della telenovela
dei Bronzi - ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Il Ministro Urbani vuole inviare un Bronzo originale ad Atene? Bene. Si accomodi pure. Se davvero è questa la sua intenzione se ne assuma tutte le responsabilità morali, materiali e penali di fronte al rischio di disgregazione di uno dei maggiori patrimoni artistici e culturali dell’umanità. Rischio prospettato dai tecnici del suo stesso Ministero. Rischio nettamente confermato dal Direttore dell’Istituto Centrale del Restauro Giorgio Accardo e dalla dott.ssa Lattanti (la quale ha nel contempo gratuitamente ribadito il suo sì alla clonazione e i suoi apprezzamenti offensivi verso i reggini). Nel caso che dovesse succedere qualcosa sarà lui, e lui solo, il responsabile del disastro. E lui solo dovrebbe risponderne. Senza cercare alibi e senza chiamate di corresponsabilità. Se invece l’obiettivo del Conte Zio – che ci ha abituato a un balletto di dichiarazioni che fanno a pugni l’una con l’altra - dovesse essere un ennesimo ricatto per convincerci a cedere alla clonazione voluta da Don Rodrigo, non siamo disposti a cadere nella trappola. Piuttosto vorremmo porre alcuni interrogativi: 1. che senso ha questa ostinazione dei Bronzi alle Olimpiadi di Atene, quando dovrebbe essere chiaro per tutti che, da quando sono nate nell’antichità e ancor più nell’età contemporanea, esse sono un eccezionale evento ma esclusivamente sportivo, in cui l’attenzione di pubblico e mezzi d’informazione è concentrata sui risultati delle gare, sulle medaglie e sui record? 2. siccome questo grande evento sportivo si svolgerà ad Atene (che vi aspirava dal 1996 e che lo ha conquistato dopo una dura battaglia), la culla della cultura e dell’arte classica antica che interesse avrebbe a promuovere un capolavoro che si trova in Italia e non i suoi capolavori, i suoi monumenti e i suoi Musei? Bisogna nutrire il dubbio che i greci di oggi si siano rincitrulliti rispetto a quelli dell’antichità? Siamo fermamente convinti che non è così. E allora qualcuno dovrebbe spiegare quale sarebbe il “ritorno in immagine per la Grecia” da questa operazione, che per essa sarebbe suicida. 3. perché il Ministro Urbani, che ha definito il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio uno dei più preziosi d’Italia, non ha inserito lo stesso Museo nel suo programma di promozione in video dei Musei e luoghi d’arte italiani (dove la maggioranza è da Roma in su e del Sud è stata inserita soltanto Pompei)? 4. perché il Ministro e tutti coloro che ardono dal desiderio di mandare in viaggio gli originali o i cloni non hanno mai presentato una proposta ufficiale all’UNESCO per l’inserimento dei Bronzi di Riace e di Porticello e del loro magnifico Museo (voluto da Paolo Orsi e Zanotti Bianco e ricco di capolavori di varie epoche) nel prestigioso Elenco dei Patrimoni Artistici e Culturali dell’Umanità? Reggio
Calabria Cittą del Bergamotto |
|
|
|
||
| 25-03-2004 | Centro
Studi Bosio Aics Si svolgerà venerdì 26 marzo alle cinque e mezza della sera, nel salone “Nosside” del Centro Studi Bosio Aics in Viale Libertà 30c, il secondo dei cinque Incontri su “Cuba e il Brasile” organizzati dallo stesso Bosio e dal Circolo Allende Amici Italia-Cuba. L’Incontro sarà introdotto dalla Vice-presidente del Bosio prof.ssa Rosamaria Malafarina e sarà imperniato su una relazione della giovane storica brasiliana Inês Cabral Alves, Presidente dell’AEH (Associacão de Estudos Históricos) di Boa Vista. Il presidente del Bosio prof. Pasquale Amato trarrà le conclusioni dell’Incontro. La Cabral, che sta perfezionando i suoi studi di italiano presso l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, illustrerà le radici storiche del sincretismo tra il cattolicesimo e i riti africani che caratterizza la religione afro-brasiliana. La relatrice
si soffermerà poi sull’identificazione da parte degli schiavi
neri tradotti in Brasile del Patrono di Reggio S. Giorgio con il dio africano
Ogum. Identificazione fondata sull’affinità di quel Dio con
il Santo Liberatore della città dal Drago che la terrorizzava.
Per questi motivi il Santo Patrono di Reggio divenne il più adorato
tra gli schiavi neri - incarnando per essi il liberatore dal “Drago
della schiavitù” - e tuttora è tra i più adorati
in Brasile. |
|
|
|
||
| 18-03-2004 | Il Centro
Studi Bosio Aics e il Circolo Allende Amici Italia-Cuba organizzano
a Reggio Calabria Città del Bergamotto, a partire da venerdì
19 marzo e nei quattro venerdì successivi nel Salone "Nosside"
del Bosio in Viale Libertà 30/c, Cinque Incontri su Cuba e il
Brasile, due paesi dell'America Latina che hanno avuto storicamente
e svolgono tuttora un ruolo importante nello scacchiere del sub-continente
e internazionale.
Centro studi Bosio aics Venerdì 19 marzo
Venerdì 26 marzo Venerdì
2 aprile Venerdì
9 aprile Venerdì
16 aprile |
|
|
|
||
| 23-02-2004 | Dossier
“Reghion” di "Historica" Era una calda giornata dell’anno 730 a.C., verso la fine del mattino del 14 luglio. Spirava un forte vento di scirocco, che aveva creato serie difficoltà alle piccole navi degli emigranti calcidesi e degli esuli messeni. Il viaggio era stato lungo e faticoso. Dopo aver attraversato l’istmo di Corinto e da Corfù affrontato il Canale di Otranto, avevano navigato costeggiando nel Mare Jonio sino alla più suggestiva area dei miti omerici: lo Stretto di Scilla e Cariddi. Superati gli ultimi ostacoli, quegli agricoltori, artigiani e guerrieri raggiunsero il Promontorio di Calamizzi e approdarono sulla spiaggia del porto naturale alla foce del fiume Apsia (odierno Calopinace). Vi avevano intravisto una vite aderente ad un fico selvatico, riconoscendo in essa l’immagine corrispondente all’immaginaria indicazione dell’Oracolo di Delfi (che aveva profetizzato di fermarsi laddove avessero visto una femmina avvinghiata ad un maschio). Vi fondarono la nuova polis Reghion, prima città-stato ellenica nel territorio dell’odierna Calabria (cui sarebbero seguite le pòleis di Sibari nel 720, Crotone nel 710 e Locri nel 680 a.C.). Il suo nome, secondo la versione più diffusa, significava “frattura” e si richiamava ad uno dei miti più antichi dell'Occidente Mediterraneo, da cui era stato generato lo stesso Stretto: lo sprofondamento per un bradisismo dell'istmo che legava la Sicilia al continente, tramutandola in isola. Una seconda versione sosteneva la tradizione autoctona di “Città del Re”. A guidarli verso la meta era stato l’ecista Antimnesto, calcidese della dirimpettaia polis Zancle, fondata qualche anno prima nel 734 a.C. Egli si era affiancato all’imbocco sud dello Stretto, all’altezza dell’odierna Melito Porto Salvo, al capo della spedizione calcidese Artiméde e al leader del piccolo contingente dei messeni Alcidàmida. Le
peculiarità della nuova polis I calcidesi venivano dalla piccola polis di Kalkis nell’arida isola di Eubea, spinti dall'indigenza economica verso il Mediterraneo Occidentale, l'Eldorado dei Greci. Erano alla ricerca di terre più floride su cui costruire un avvenire migliore, come avevano già fatto molti altri loro concittadini fondando dapprima Pitecùsa (Ischia) nel 765 e negli anni seguenti Cuma, Naxos e Zancle. A Reggio sarebbero seguite le fondazioni di Catania e Leontini. I Messeni si erano da parte loro aggregati alla spedizione calcidese nel Tempio di Delfi. Erano esuli politici, che avevano combattuto contro gli invasori spartani e non avevano inteso piegarsi all’occupazione e alla riduzione in schiavitù come tanti loro conterranei. Avevano deciso anch'essi di imbarcarsi e veleggiare verso l'Occidente protagonista delle rotte di Ulisse, per fondarvi una nuova polis dove rifarsi una vita da cittadini liberi. Proprio dai calcidesi che avevano fondato Zancle nel 734 a.C. era giunta a parenti ed amici della poverissima città-stato dell’Eubea la segnalazione che sulla sponda opposta dello Stretto di Scilla e Cariddi, poco più a Sud della loro polis, vi era un approdo naturale formato dall’insenatura protetta da un promontorio. Si trattava di Capo Calamizzi, che ispirò a Tucidide la definizione di Reggio come "acroterio d'Italia" per il suo protendersi verso la Sicilia, quasi a volere ricongiungersi. Il promontorio sarebbe sprofondato per un sommovimento bradisismico nel 1562 d.C., privando la città per tre secoli del suo porto naturale sino alla costruzione, nell’ultima parte dell’800, dell’attuale bacino artificiale. Il territorio della nuova città-stato comprendeva, oltre al centro storico rimasto sempre nell’area attuale con l’Acropoli collocata nella zona dell’attuale Castello Aragonese, l’intera area prospicente lo Stretto dalla riva sinistra del fiume Petrace (a Sud di Gioia Tauro) al fiume Halex (vicino all’odierna Palizzi). Nell’Aspromonte i reggini si limitarono alla creazione di avamposti militari di difesa e all’acquisto di prodotti agricoli e della pastorizia cui si dedicavano le popolazioni autoctone...
Reghion venne quindi fondata dal concorso di emigranti di due popoli ellenici diversi, calcidesi e messeni, perdippiù spinti da motivazioni molto differenti. Ne risentì la stessa lingua dei reggini, in cui si mescolarono gli elementi jonici dei Calcidesi e quelli dorici del ceppo messenico. Si trattò di un atto di nascita anomalo rispetto alle altre città-stato fondate da greci, caratterizzate da emigranti di una sola polis (con qualche eccezione come Turii, che sarebbe nata in epoca molto più tarda sulle rovine di Sibari, nel 444 a.C., grazie all’iniziativa politica del leader ateniese Pericle che coinvolse ben dieci città, ma con esiti effimeri). L’anomalia della fondazione rese poliedrica la città e la fece assomigliare per taluni aspetti alla vivacità e alla tendenza a discutere su tutti i problemi della grande amica Atene. Nel contempo Reghion, come la capitale della cultura ellenica, fu sempre capace di ritrovarsi eccezionalmente unita nei momenti più drammatici creati da un attacco esterno o da una calamità. Sul piano politico ne scaturirono aspetti originali e nel contempo contraddittori, fonti di forza o di debolezza secondo le circostanze. In tempi tranquilli i reggini tendevano a dividersi e a polemizzare su tutti gli aspetti della vita collettiva rischiando sovente di farsi male da soli. Ma di fronte all’approssimarsi o al verificarsi di attacchi della natura o di nemici esterni emergeva un inaspettato fortissimo senso di appartenenza alla comunità, che sorprendeva gli osservatori esterni e spiazzava chi aveva tentato di sopraffarli... Dalla nascita poliedrica e dalla dialettica sociale e politica scaturirono inoltre l’eccezionale vivacità intellettuale e culturale e la creatività artistica che furono all’origine di molti primati. Dopo l’iniziale trauma provocato nelle acque tranquille della critica ufficiale, si va rafforzando la tesi di Franco Mosino su Reghion come luogo in cui fu ideata e composta l’Odissea (Odissea Calcidese). Una tesi che è peraltro suffragata da tante coincidenze, tra cui l’aver dato i natali a Teàgene, primo esegeta dell’Odissea e primo critico letterario del mondo. Reghion fu anche la città di Ibico, il maggiore poeta espresso dalla Magna Grecia; la città di Hyppis, primo storico dell’Occidente Greco, e del musicologo Glauco. Hyppis, assieme a Lico e Licofrone, contribuì a fare di Reghion l’unica città magno-greca che avesse generato storici. Accomunata anche in questo caso alla vicina Sicilia (fucina di storici) piuttosto che al Mezzogiorno continentale, dove non attecchì la scienza storica. Reghion fu il maggiore centro di produzione della “ceramica calcidese”, affermandosi come la concorrente più prestigiosa e agguerrita della “ceramica ateniese” nel bacino del Mediterraneo. In essa nacque peraltro e fiorì la “Bottega di scultura” di Klearkos (Clearco), del suo più valente discepolo Pythagoras (Pitagora) di Reggio e del di lui nipote e allievo Sòstratos. Questa bottega divenne, assieme a quella di Fidia ad Atene, la più prestigiosa dell’intero mondo ellenico. E con Pitagora raggiunse il massimo fulgore. Le opere che il sommo scultore reggino realizzò in tante pòleis da Atene a Siracusa, la sua cura per alcuni particolari (i capelli, le arterie, le vene) e le caratteristiche della sua arte descritte dai più rinomati studiosi greci e latini gli hanno fatto attribuire molti capolavori. Ed hanno supportato le tesi di grandi archeologi contemporanei su Pitagora di Reghion come il più probabile autore dei Bronzi di Riace, i due stupendi capolavori conservati nel Museo Nazionale della Magna Grecia dell’odierna Reggio assieme ad altri capolavori come i Bronzi di Porticello. Queste così salde radici hanno costituito, anche nei momenti più tragici della lunga storia della città, una solida tradizione che ha permeato, con i suoi pregi e difetti, la vita della comunità. Radici che le hanno consentito nel corso del ‘900 di rinascere almeno altre due volte da eventi drammatici come il catastrofico terremoto del 28 dicembre 1908 (il più violento dei tanti che hanno raso al suolo le città delle due sponde dello Stretto) e lo scippo del capoluogo nel luglio 1970 cui seguì la rivolta popolare urbana più lunga della storia. Radici che hanno consentito a Reggio di fare tanti regali al mondo. Come due tra i più grandi artisti che hanno brillato nel firmamento mondiale del ‘900: il pittore e scultore futurista Umberto Boccioni e lo stilista Gianni Versace.
Le
radici pre-greche, la civiltà meticcia e il regalo del nome “Italia” Narrano gli storici antichi che Reghion, come quasi tutte le altre città-stato della migrazione dei Greci lungo le coste del Mediterraneo e del Mar Nero, venne fondata su un precedente insediamento. Un insediamento molto più antico che alcune leggende popolari avevano attribuito ad Aschenez - pronipote di Noé - e altre a Giocasto figlio del Dio Eolo. Il suo territorio sarebbe stato poi uno dei luoghi della fatica di Ercole contro Gerione, il mostro con tre corpi. S'era poi formato - nei secoli anteriori allo sbarco dei greci - un agglomerato più ampio col nome Pallantion, abitato in epoche diverse da popoli appartenenti alle stirpi degli Ausoni, degli Enotri e infine degli Itali. Questi ultimi - secondo molte fonti - erano un ramo dei Siculi che non avevano seguito la maggioranza del loro popolo nel passaggio alla vicina Sicilia (cui avrebbero dato il nome, caratterizzandola come terra dei Siculi). Il piccolo nucleo rimasto al di quà dello Stretto era stato governato da un Re-Patriarca che con la sua saggezza e generosità aveva conquistato i cuori dei suoi sudditi, entrando nella leggenda popolare e nel mito come Re Italo. Alla sua morte i sudditi avevano deciso di assumere il nome di Itali. E col tempo il territorio della punta dello stivale prospicente lo Stretto aveva preso il nome di Italia. Secondo altre fonti quel nome era viceversa legato a un episodio della Fatica di Eracle contro Gerione. Comunque, ciò che conta è un dato indiscutibile: l’arrivo degli Elleni non fece scomparire quel nome. Anzi esso si espanse, offrendo una testimonianza illuminante della straordinaria mescolanza di culture, tradizioni e riti religiosi tra popolazioni autoctone e nuovi arrivati, realizzatasi con l’arrivo dei greci. D’altronde si trattava di emigranti e di esuli in cerca di nuovi spazi e non di invasori. Erano tutt’altra cosa rispetto ai Macedoni e ai Romani oppure ai Conquistadores delle Americhe e ai grandi Stati che in età contemporanea hanno occupato con campagne militari territori di interi continenti. Le stesse relazioni con la madre-patria erano legate a vincoli parentali, di tradizioni e di culti, ma nel rispetto assoluto dell’indipendenza politica ed economica reciproche. Tuttavia i termini Colonie e Colonizzazione - introdotti dal grande umanista del Quattrocento Lorenzo Valla che tradusse il termine greco “apoikìa”, usato da Tucidide per descrivere le migrazioni greche, col termine “colonia” - sono ancora largamente usati dagli studiosi inducendo spesso in errore i lettori. Da quella felice combinazione di diverse culture scaturì quella splendida civiltà meticcia dei Greci d'Occidente, che si sarebbe guadagnata cento anni dopo (intorno al 620 a.C.) da un esule prestigioso dell’isola di Samo sbarcato a Crotone, il filosofo Pitagora, la definizione quanto mai appropriata di Megàle Hellàs, Magna Grecia. Mentre il nome Italia si era già talmente consolidato nell’uso comune da definire gli abitanti delle città-Stato del Mezzogiorno dapprima come Italioti e poi - con l’arrivo dei Romani - Italici. E pian piano avrebbe risalito la penisola per definirla, dopo la conquista della Gallia Cisalpina da parte di Giulio Cesare, nella sua interezza “Italia”. Così, in quel caldo 14 luglio dell’Anno 730 a.C. nacque la polis Reghion. La prima dell’emigrazione greca in Calabria, una delle prime dei Greci nell’Occidente del Mediterraneo, in quell'ultimo lembo del continente Europa che si chiamava Italia. E
regalò all'intera penisola quel nome. |
|
| 27-01-2004 | Presentazione Reggio
Calabria Città del Bergamotto, 21-01-2004 presentazione del n.
4 Ottobre/dicembre 2003 della Rivista "Historica". |
|
|
|
||
| 22-01-2004 | Pasquale
Amato sul Ricorso Ci risiamo.
Dal 1996 non fanno altro che tornare a tappe sul luogo del delitto. Dopo
ogni sconfitta si leccano le ferite e sperano di approfittare della nostra
generosità e apertura mentale di città di mare, abituata
a dialogare con tutto il mondo. |
|
|
|
||
| 18-01-2004 | CENTRO
STUDI BOSIO AICS Egregi
Presidente e Direttore,
Con
i più cordiali Saluti, |
|
|
|
||