ARCHIVIO NEWS 2003
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  ARCHIVIO NEWS 2004/05

28-10-2003
Mercoledì 29 ottobre presentazione del nuovo numero di "Historica" con Conferenza del prof. Mosino.

16-10-2003
Concluso con successo il Seminario di Studi su "Storia e identità di Cuba". L'iniziativa nell’ambito delle Giornate della Cultura cubana in Italia.

10-10-2003 CENTRO STUDI BOSIO AICS
Pasquale Amato sulla Sentenza di annullamento del Tar della Delibera della Regione Calabria per la clonazione dei Bronzi di Riace.

15-09-2003
Lettera Aperta di Pasquale Amato al Sindaco
Il Monumento alla Rivolta rende ancora più stonata la pietra abusiva della Massoneria e ne rende urgente la rimozione.

28-07-2003
Avviato con grande successo nella magia di Pentedattilo il XIX Premio Nosside. In una splendida cornice di pubblico le migliori poesie delle precedenti edizioni dell’unico premio globale di poesia lette in tante lingue nello scenario inimitabile della notte di Pentedattilo.

21-07-2003
Centro studi bosio aics
Conferenza Stampa mercoledì 23 luglio alle 11 della mattina nella Sala del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria Città del Bergamotto, per la presentazione dei Premi Internazionali di Poesia Nosside 2003 (XIX Premio Internazionale di Poesia Nosside IV Premio di Poesia Nosside Caribe)

16-07-2003
Nella ricorrenza del Duemilasettecentotrentatreesimo anniversario della fondazione della polis Reghion e del Trentatreesimo Anniversario della Rivolta di Reggio proponiamo al Consiglio di istituzionalizzare il 14 luglio come Giorno Natale di Reggio, una ricorrenza ufficiale che assumerebbe lo spessore complessivo dell'intera lunga storia della città più antica della Calabria.

14-07-2003
Amato:
Bronzi di Riace: la Regione prenda esempio dalla Sicilia e acquisti un’opera di Boccioni donandola al Museo di Reggio Calabria Città del Bergamotto.
E la finisca con le ingiurie, con gli esempi impropri e con le favole sulle Olimpiadi di Atene.

14-07-2003
Lunedì 14 luglio 2003, in una Conferenza Stampa alle ore cinque e mezza della sera nella Sala dei Lampadari di Palazzo S. Giorgio, il Centro Studi Bosio Aics presenterà alla città, al Sindaco e al Consiglio Comunale e a tutti i suoi rappresentanti eletti del capoluogo e della Provincia la proposta di Istituzione del “14 luglio Giorno Natale di Reggio”, elaborata dal prof. Pasquale Amato e da Sua Ecc.za l’Arcivescovo Mons. Domenico Nunnari.

10-07-2003
CENTRO STUDI BOSIO AICS
Pasquale Amato:
Un’abissale differenza:Mentre Chiaravalloti insiste sullo scippo offendendo ancora la prima città della Calabria e il suo 99,4% di NO
la Regione Sicilia compra all’asta un dipinto di Antonello di Messina per donarlo al Museo della città dello Stretto. Perché la Regione Calabria non acquista un’opera di Boccioni e la dona al Museo di Reggio?


08-07-2003

Pasquale Amato:
LA VITTORIA SCHIACCIANTE DEL NO ALLA CLONAZIONE (IL 99,4 % contro lo 0,6 del Sì) RAPPRESENTA UN SEGNALE CHIARO DELLA VOLONTA’ DELLA CITTA’ CAPOLUOGO STORICO E MORALE DELLA CALABRIA.ORA SI DEVE ANNULLARE LA DELIBERA E SI DEVONO REALIZZARE LE INIZIATIVE E I PROGETTI PROMOZIONALI PER ALIMENTARE IL RIDESTATO INTERESSE ATTORNO AI BRONZI E AL MUSEO NAZIONALE DELLA MAGNA GRECIA DI REGGIO.


23-06-2003
l prof. Perna, Presidente dell’Ente Parco Nazionale Aspromonte, contro i “Falsi di Riace Viaggianti”
Il Centro Studi Bosio Aics informa che è pervenuta un'altra significativa adesione alla campagna contro la clonazione dei Bronzi di Riace e per il No nella Consultazione Popolare della Settimana dal 30 giugno al 6 luglio. Il prof. Tonino Perna, Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, ha aderito all’Appello contro i “Falsi di Riace Viaggianti” tramite una lettera indirizzata al Presidente del sodalizio culturale:

19-06-2003
“Lo scultore Pitagora di Reggio il più probabile autore dei Bronzi di Riace”
Grazie all’Incontro del Bosio si sono consolidati due aspetti della contesa tra la città del Bergamotto e il Governatore della Calabria: il legame di Reggio con i due capolavori e il diritto dei reggini di dire la loro parola sui Falsi Viaggianti. Diritto che si esprimerà con la Consultazione Popolare, la prima in Italia e nel mondo.

09-06-2003
Giovedì 12 alle cinque e mezza della sera nella Libreria Culture di Reggio Calabria Incontro del Bosio sul tema “Lo scultore Pitagora di Reggio probabile Autore dei Bronzi di Riace” Relatori il prof. Pasquale Amato e il prof. Daniele Castrizio.

08-06-2003
Associazione Amici del Museo e Centro Studi Bosio Aics fanno il punto sul momento della Campagna contro i
“Falsi di Riace Viaggianti”
Brevi riflessioni sulla vicenda dei Bronzi di Riace

06-06-2003

Pasquale Amato:
“Reggio ha vinto ancora: Il Consiglio di Stato ha rigettato l’Appello di Chiaravalloti, confermando la validità della sospensiva del TAR.

06-06-2003
Pasquale Amato:
“Reggio risponderà con una valanga di no al sistematico attacco del Governatore contro la città che lo ha eletto.
Anche dal servizio del Corsera emergono l’odio viscerale e l’insofferenza campanilistica contro la città, che non ha inteso assoggettarsi al suo progetto di scippo e tour dei Falsi, disastroso per il futuro dell’intera Calabria”

31-05-2003 L’AICS ribadisce il No ai “Falsi Viaggianti” con quattro punti:

30-05-2003 Pasquale Amato:
La Regione è sempre più Straniera per Reggio e la sua Provincia.

23-05-2003
Puntualizzazione di Pasquale Amato, Direttore Scientifico della Rivista “Historica” fondata da Domenico De Giorgio.

21-05-2003
Pasquale Amato nuovo Direttore Scientifico della Rivista “Historica” fondata da Domenico De Giorgio
Giuse Barrile Direttore Responsabile e Domenico Romeo Vice-Direttore.

21-05-2003
Intervista della Gazzetta del Sud:PASQUALE AMATO: CITTÀ METROPOLITANA, SI PUÒ E SI DEVE.
La impongono la storia, la logica e l’attualità. E nessun campanilismo della Regione Straniera la può fermare. Intanto il Bosio aderisce allo sciopero del 23.

20-05-2003
Il Centro Studi Bosio Aics aderisce allo sciopero provinciale del 23 maggio e alla proposta di Bova per Reggio Città Metropolitana.

17-05-2003 Gli Amici del Museo Nazionale
sulla sospensione della riproduzione dei Bronzi

Si è riunito il Consiglio di Presidenza della Associazione Regionale Amici del Museo Nazionale di Reggio Calabria.
12-05-2003
Pasquale Amato: Andremo avanti contro i “Falsi di Riace Viaggianti” usando la ragione contro un’idea infelice e letale. Il Presidente del Centro Studi Bosio Aics Pasquale Amato torna sulla vicenda dei “Falsi di Riace Viaggianti” con una nota che approfondisce le ragioni del No alla spoliazione dopo l'annuncio del Ricorso da parte della Regione.

08-05-2003
Pasquale Amato esprime la soddisfazione del Centro Studi Bosio per la sospensione da parte del Tar dell’infelice delibera sui “Falsi di Riace viaggianti”. Ma avverte: “abbiamo vinto una battaglia, non la guerra. La guerra sarà vinta quando si otterrà l’annullamento della delibera e la definitiva chiusura della vergognosa telenovela che è durata sin troppo e ci ha fatto consumare tante energie. Ora occorre proiettarci sui progetti alternativi di rilancio del Museo Nazionale della Magna Grecia”

05-05-2003 L’Arcivescovo Salvatore Nunnari si schiera “senza se e senza ma” contro i “Falsi di Riace Viaggianti” e a favore del rilancio del Museo nazionale della Magna Grecia, “vera vittima dell’operazione assieme alla città di Reggio”

22-04-2003

Lunedì 28 APRILE 2003 alle cinque e mezza della sera - Università per Stranieri di Reggio Calabria - “I Bronzi di Riace e il Museo di Reggio: Progetti alternativi ai “falsi viaggianti”.
Relatori: Pasquale Amato e Vincenzo Panuccio

19-04-2003
Fioccano le adesioni all’Appello via Internet del Bosio contro i Falsi di Riace. Il 28 aprile saranno presentati i Progetti Alternativi, tra cui la ricostruzione della statua del filosofo di Porticello.

18-04-2003
Pasquale Amato: Tra luci e ombre, ciò che brilla di più è la parola al popolo.
La decisione del Consiglio Comunale per la Consultazione popolare contro la Clonazione dei Bronzi di Riace è un grande passo avanti per bloccare l’ennesimo scippo contro Reggio. Anche perché la convergenza sul No ai Falsi di Riace è stata più ampia rispetto al voto finale.

16-04-2003
Pasquale Amato ha portato il "caso Bronzi" a Radioacolori di Beha su Radio Rai Uno. E tutta l'Italia ha potuto ascoltare le esilaranti amenità di Chiaravalloti che ha assegnato la “Gioconda di Leonardo” a Michelangelo.

14-04-2003

Lunedì 14 alle cinque mezza della sera nell'Università per Stranieri di Reggio Calabria Terzo Incontro del Seminario di Studi “Agire locale, pensare globale” su “Il Ponte insostenibile sullo Stretto”.

12-04-2003
Amato: Scopelliti e Chizzoniti sono stati di parola e tempestivi! Ora toccherà all'intero Consiglio Comunale essere in sintonia con i sentimenti di Reggio e convocare all'unanimità il Referendum per bocciare in massa l'ultimo scippo col "No ai Falsi di Riace e il Sì a una grande campagna di promozione dei Bronzi, del loro Museo e degli altri tesori della Calabria".

09-04-2003
Dal popolo di Internet "No ai falsi di Riace. Sì a una grande campagna di promozione" aprendo il Sito www.pasqualeamato.it
Per Amato è preoccupante la notizia che i falsi dei Bronzi stiano per essere fusi
.

05-04-2003
"Esercitare il proprio diritto è un segno di civiltà": NO AI FALSI DEI BRONZI DI RIACE!
Si a una grande campagna di promozione dei Bronzi, del loro Museo e degli altri tesori della Calabria!
Per Amato positivo l’impegno assunto dal Sindaco di indire il Referendum tramite il Consiglio Comunale.

02-04-2003
"Esercitare il proprio diritto è segno di civiltà": NO AI FALSI DEI BRONZI DI RIACE!
Stasera 2 aprile, nella trasmissione di RTV "A cena con la Reggina".
Giovedì 3 aprile nel TG3 Calabria delle ore 14 si parlerà della questione dei falsi dei Bronzi di Riace.

31-03-2003
Gli Amici del Museo e il Centro Studi Bosio Aics hanno presentato unitamente al prof. Corso e alla dott.ssa Penna ricorso al TAR per la revoca della Delibera Regionale sulla riproduzione dei Bronzi di Riace

29-03-2003
Secondo Incontro del Seminario di Studi “Agire locale, pensare globale” su “Parco Nazionale d’Aspromonte. Un laboratorio di sviluppo eco-sostenibile” lunedì 31 marzo alle 17,30 all’Università per Stranieri di Reggio Cal. con una Relazione del prof. Tonino Perna introdotto dal prof. Pasquale Amato

26-03-2003
L’AICS CALABRIA: Fermiamo la realizzazione dei "falsi di Riace" e investiamo il denaro destinato alle copie per la valorizzazione e promozione dei due capolavori, nel loro Museo della Magna Grecia di Reggio e degli altri tesori culturali della Calabria con grandi eventi culturali internazionali

21-03-2003
Sintesi dell’Intervento Programmato di Pasquale Amato, Presidente del Centro Studi Bosio, nella I Conferenza Regionale per l’attività di Promozione Culturale "Cultura: quale promozione per la Calabria"
"La cultura esercita un fascino senza tempo E sulla cultura (quella del passato e quella odierna) la Calabria deve fare la sua grande scommessa"

13-03-2003
Proposta Alternativa di Pasquale Amato a Regione, Provincia e Comune di Reggio: "Si chieda al Ministro Urbani di includere il Museo della Magna Grecia di Reggio nel Progetto "UNA VOCE, UN MUSEO", ciclo di Documentari di Rai Educational per promuovere i siti più significativi dell’arte italiana. Sarebbe molto più produttiva della realizzazione dei Falsi viaggianti dei Bronzi"

22-02-2003

Prima "ottusi" e ora "parassiti": Questi sono per Chiaravalloti i reggini. Ma non erano "Ottusi" e "Parassiti" quando lo hanno votato in massa consentendone l’elezione a Presidente della Calabria.

21-05-2002

Giovedì 23 e Venerdì 24 Il prof. Pasquale Amato incontra la città nel Gazebo del Teatro Comunale “Cilea” Tema centrale: “La garanzia di una voce colta, chiara e forte per Reggio capoluogo storico e morale verso nuovi primati e contro nuovi scippi”

16-05-2002

Proposta di un Corso di Laurea e di un Master di “Scienze Politiche del Mediterraneo” nell’Università di Reggio


28-10-2003

Mercoledì 29 ottobre,
alle quattro del pomeriggio
nella Sala della Biblioteca Comunale "Pietro De Nava" di Reggio Calabria
Città del Bergamotto,
sarà presentato il numero 3 del 2003
della Rivista Trimestrale di Cultura "Historica".

Il numero sarà illustrato dal Direttore Scientifico prof. Pasquale Amato, mentre il prof. Franco Mosino terrà una conferenza sul tema "Lingua e cultura nella Calabria del Quattrocento".
Il prof. Amato si soffermerà sul "rinnovamento nella continuità" che comincia a fare capolino in questo numero, il primo della nuova gestione essendo stato il numero scorso dedicato esclusivamente a scritti e testimonianze sul fondatore.
In secondo luogo il Direttore sintetizzerà alcuni aspetti e annuncerà alcune novità.
Il tema trattato dal prof. Mosino è oggetto del saggio che apre il nuovo numero della Rivista reggina fondata nel 1948 dallo storico prof. Domenico De Giorgio e affermatasi come testata prestigiosa a livello nazionale e internazionale attraverso un lungo ininterrotto percorso di 55 anni.


16-10-2003 Concluso con successo il Seminario di Studi su
"Storia e identità di Cuba"


L'iniziativa nell’ambito delle Giornate della Cultura cubana in Italia

Si
è svolto con successo nell'area metropolitana dello Stretto il Seminario di Studi sul tema "Storia e identità di Cuba". La Prima Sessione si è tenuta a Messina nel Centro di Formazione delle FS e la Seconda a Reggio Calabria nella Sala Green del Consiglio Regionale della Calabria.

Il Seminario, che ha suscitato vivo interesse alimentando una notevole partecipazione giovanile, è stato organizzato dalla Cattedra di Storia dei Movimenti e Partiti politici della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Messina in collaborazione con l'Ambasciata di Cuba in Italia nell'ambito della III Edizione delle Giornate della Cultura Cubana in Italia. E si è avvalso dell'appoggio del Centro Studi Bosio Aics, del Circolo Allende dell'Associazione Italia-Cuba di Reggio (che ha avuto il battesimo della prima uscita in pubblico) e del Gruppo Regionale di "Calabria Democratica".

Il programma è stato coordinato dal Docente della Cattedra organizzatrice Prof. Pasquale Amato, che ha tenuto la Relazione Introduttiva in entrambe le sedi. Hanno svolto gli altri interventi la prof.ssa Antonella Cammarota, titolare di Sociologia Politica della stessa Facoltà dell'Ateneo peloritano, la dott.ssa Italia Cannataro della Cattedra di Storia dei Movimenti e partiti politici e il dott. Alfonso Tramontana.

Nella Sessione messinese le conclusioni sono state affidate a Video Musicali dei Kisha25 di Reggio, che costituiscono una felice esperienza di commistione tra Mediterraneo e Caribe. La Sessione reggina è stata invece conclusa da un breve ma significativo intervento del Gruppo dei Son de Buena Fé di Santiago de Cuba.

Il Seminario ha costituito l’occasione per una rivisitazione storica e una maggiore comprensione della particolare collocazione geopolitica che ha fatto della più grande isola dei Caraibi una delle protagoniste della cultura mondiale.

Il Seminario ha costituito infine una ulteriore tappa del percorso che da anni il prof. Amato va sviluppando di intensa e proficua collaborazione culturale tra due aree affini, come il Mediterraneo storico di cui l’Area dello Stretto è il centro e il Mediterraneo del Caribe di cui Cuba è il cuore pulsante. Entrambe le realtà sono state sempre il punto di convergenza di flussi culturali provenienti da diversi continenti e da differenti e varie esperienze dando vita ad una cultura meticcia ricca di creatività.


10-10-2003 CENTRO STUDI BOSIO AICS

Pasquale Amato sulla Sentenza di annullamento del Tar della Delibera della Regione Calabria per la clonazione dei Bronzi di Riace

Sui Bronzi di Riace Giustizia è fatta. Ci siamo opposti a un atto sbagliato, abbiamo creduto nella bontà delle nostre posizioni e abbiamo vinto.

Ora guardiamo al futuro, rendiamo produttiva questa nostra vittoria e armiamoci per una valorizzazione dei Bronzi assieme agli altri capolavori presenti e nascosti del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria.

Tenendo però presenti gli aspetti e gli insegnamenti che ci vengono da questa battaglia che siamo stati costretti a condurre:

1. La Sentenza di annullamento del TAR chiude per sempre una telenovela che è durata sin troppo.

2. Dà ragione a chi sin dall’inizio non ha voluto cedere e ha deciso di sfidare un potere arrogante e irriguardoso nei confronti della città più antica e grande della Calabria.

3. Offre un esempio su come i membri di una comunità devono avere il coraggio di reagire quando avvertono che viene lesa la dignità collettiva e i suoi componenti ingiuriati e offesi.

4. Invita i reggini ad impegnarsi coralmente per far prevalere le soluzioni migliori e più positive per l’intera comunità nei confronti di qualsiasi tentativo di far prevalere interessi privati contro quelli collettivi.


Pasquale Amato

Presidente del Centro Studi Bosio Aics


15-09-2003
Lettera Aperta di Pasquale Amato al Sindaco

Il Monumento alla Rivolta rende ancora più stonata la pietra abusiva della Massoneria e ne rende urgente la rimozione


Egregio Sig. Sindaco,

la collocazione nel cuore verde del Lungomare Falcomatà del pregevole Monumento alla Rivolta dello scultore Di Raco voluto nel ‘99 dallo stesso Falcomatà rappresenta un atto di rilevante significato. Essa ha rappresentato la definitiva unificazione della città attorno ad uno dei momenti più importanti della sua lunga storia di 2733 anni e arricchisce la vetrina più prestigiosa della città di un’altra preziosa presenza.

Proprio questo evento rende ancora più stonata la presenza nelle adiacenze del monumento abusivo alla Massoneria eretto dall’Associazione Ibis ’98. Mi aveva tranquillizzato la sua risposta televisiva alle dichiarazioni del Presidente della Camera di Commercio Lucio Dattola. Mi ha preoccupato invece la risposta data alla Gazzetta dall’Assessore Caridi: se la questione sta nei termini da lui descritti ci stiamo avviando verso un precedente pericoloso per il futuro di una delle due vie simbolo della città. L’Assessore ha precisato che se l’Associazione presenterà il permesso della Sovrintendenza all’Ambiente potrà lasciare dove si trova il cosiddetto Monumento abusivo. Questo in pratica significa un atto di condono. E significa aver creato un precedente molto pericoloso.

Preciso, a scanso di equivoci, che non ho alcuna preclusione né nutro pregiudizi ideologici o religiosi nei confronti della Massoneria. Anzi sono del parere che essa deve essere sempre più pubblica in tutti i sensi.

Ma in questo specifico caso la questione è differente. Il Lungomare Falcomatà è la vetrina della città. Lungo il suo stupendo chilometro sono collocati Monumenti dedicati a personaggi e a fatti significativi della città. Non vi sono monumenti autodedicati alla propria organizzazione o associazione o altro.

Se si fa passare questo precedente il Lungomare Falcomatà sarà sottoposto alla richiesta di tutte le Associazioni, sindacati, partiti, aziende che potrebbero rivendicare il diritto di collocare una pietra autodedicata avendo senz’altro gli stessi meriti dell’Ibis ‘98.

Ritengo quindi urgente rimuovere non il simbolo ma l’intero monumento abusivo. Sarà l’unica maniera per non creare un precedente che darebbe il via ad una serie infinita di conseguenze. Si ribadirebbe così il rispetto assoluto per il più bel chilometro del mondo (così lo definisco io, ritenendo riduttiva per il nuovo Lungomare Falcomatà la definizione di “più bel chilometro d’Itala”).

Altrimenti a partire da settembre il Centro Studi Bosio per primo si farà preparare una pietra col proprio logo, chiederà di curare una aiuola del Lungomare e poi vi collocherà la pietra. Operando poi per il condono proposto da Caridi. Lo potranno fare in centinaia, a cominciare da chi sta già curando delle aree a verde (Aziende, Associazioni, Enti vari). E a quel punto potremo dire: Lungomare addio!

PASQUALE AMATO



28-07-2003

Avviato con grande successo nella magia di Pentedattilo
il XIX Premio Nosside

In una splendida cornice di pubblico le migliori poesie delle precedenti edizioni dell’unico premio globale di poesia lette in tante lingue nello scenario inimitabile della notte di Pentedattilo. Sul palco si sono alternate Olympia Scopelliti, Clotilde Grisolia, Cibele Batista e Aneta Zietek accompagnate dai Kysha 25 e dal flautista Michele Rizzi.
Suggestiva performance dei Mattanza in mezzo al pubblico.

“E’ stata una notte magica” : la promessa del sindaco di Melito Porto Salvo Giuseppe Iaria è divenuta realtà. Pentedattilo, la montagna incantata delle cinque dita ricca di miti e di storia, è stata all’altezza della sua fama e ha regalato alle poesie lette in tante lingue, alla musica e alla danza dei Premi Nosside una delle sue notti magiche. Il vento che ha spirato forte ha da una parte regalato una nota di frescura in mezzo alla canicola di questi giorni allo splendido pubblico di oltre duecento persone ma dall’altra ha impedito la proiezione delle poesie in video.

Il Presidente del Bosio e dei Premi prof. Pasquale Amato ha sottolineato il significato assunto dalla scelta di Pentedattilo. La montagna dalle cinque dita col suo caratteristico borgo antico è stata promossa per un mese nel Sito www.nosside.com che è aperto al mondo con le sue sei lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese e tedesco) e lo sarà ancora nei prossimi mesi col resoconto della serata. Ciò si lega all’intento originario del progetto Nosside: partire dalla Magna Grecia e diffondersi nel mondo senza perdere l’identità, anzi potenziandola e facendola conoscere e apprezzare in Europa e negli altri continenti.

Il sindaco di Melito Porto Salvo Giuseppe Iaria ha ribadito la soddisfazione di aver ospitato l'importante progetto internazionale. Ha denunciato inoltre l’esclusione di Pentedattilo dal programma Oreste per i Borghi antichi e ha ribadito la volontà di continuare nell’azione di promozione del tesoro costituito da questa splendida località ricca di miti e leggende.

Il Vice-Presidente della Provincia dott. Lillo Manti ha confermato gli apprezzamenti espressi dal Presidente dell’Ente Pietro Fuda nei confronti del Nosside, “progetto di altissimo valore la cui realizzazione è stata possibile proprio per l’impegno, la cultura e la passione del prof. Amato” ed ha ribadito “l’intenzione della Provincia di dare il meritato risalto all’iniziativa del Centro Studi Bosio”.

La manifestazione è stata condotta con sicurezza da Olympia Scopelliti, mentre le poesie (premiate in varie edizioni del Nosside) sono state lette in varie lingue da Clotilde Grisolia (apprezzatissima per la sobrietà e delicatezza delle interpretazioni), da Cibele Batista con la sua cadenza musicale brasiliana e dalla polacca Aneta Zietek con una forte carica di passione.

Il Gruppo musicale Kysha25 e il flautista Michele Rizzi hanno curato un gradevole commento musicale di quasi tutti i componimenti, mentre le ballerine del Centro Studio Danza di Gabriella Cutrupi si sono esibite in una danza araba e nel flamenco.

Un grande finale è stato offerto dalla performance del Gruppo musicale dei Mattanza. Hanno eseguito in mezzo al pubblico e utilizzando lo straordinario silenzio della montagna alcuni dei pezzi più suggestivi del loro ultimo CD “Nesci suli”, ispirato ad antichi componimenti calabresi e siciliani rielaborati e musicati nello spirito della più schietta tradizione popolare meridionale e mediterranea.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
28 LUGLIO 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion


21-07-2003
Centro studi bosio aics
Conferenza Stampa mercoledì 23 luglio alle 11 della mattina nella Sala del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria Città del Bergamotto per la presentazione dei Premi Internazionali di Poesia Nosside 2003 (XIX Premio Internazionale di Poesia Nosside IV Premio di Poesia Nosside Caribe)

L’iniziativa è l’unica che da Reggio e dalla sua provincia ha attraversato l’Atlantico e si va espandendo anno dopo anno in tutti i continenti, dando vita all’unico concorso globale di poesia del mondo. Globale nel senso più positivo, perché il suop messaggio fondamentale à l’apertura a tutte le culture e lingue del mondo, senza distinzioni tra grandi e minoritarie o locali, senza barriere né razziali, né politiche né di forme di comunicazione.

Infatti il Nosside - oltre ad essere aperto a tutte le lingue, ufficiali, locali e minoritarie del mondo - consente la partecipazione con poesie scritte, in video e in musica.

Inoltre dal 1999 ha messo piede in quella stupenda creativa area del mondo rappresentata dal grande crocevia di razze e culture del Mediterraneo Caraibico, corrispondente e affine del Mediterraneo storico di cui noi siamo da sempre al centro. E vi ha fondato - con sede a La Habana nel prestigioso Istituto Cubano del Libro e presentazione e premiazioni nell'ambito dei Grandi Eventi della Fiera Internazionale del Libro nella prima metà di febbraio - il Premio di Poesia Nosside Caribe, giunto alla quarta edizione e aperto a tutte le lingue letterarie del vasto e articolato territorio che va dalle isole grandi e piccole ai paesi continentali dal Messico alla Colombia.

Con questo spirito abbiamo scelto per aprire la XIX Edizione del Premio Nosside Internazionale un luogo mitico e magico: Pentedattilo, dove si svolgerà una serata multimediale sabato 26 luglio alle nove della sera.

Con viva cordialità,

Il Presidente dei Premi Internazionali Nosside
Pasquale Amato

Centro Studi Bosio Aics - Viale Libertà 30/c
89123 Reggio Calabria Città del Bergamotto (Italia-Europa)
Tel. 0965/65.45.99 - Fax 81.30.30 - www.nosside.com - info@nosside.com


16-07-2003

14 Luglio Natale di Reggio

Nella ricorrenza del Duemilasettecentotrentatreesimo anniversario della fondazione della polis Reghion e del Trentatreesimo Anniversario della Rivolta di Reggio proponiamo al Consiglio di istituzionalizzare il 14 luglio come Giorno Natale di Reggio, una ricorrenza ufficiale che assumerebbe lo spessore complessivo dell'intera lunga storia della città più antica della Calabria.
Sarebbe una decisione di forte impatto simbolico e unificante, perché:

  1. ribadirebbe la tradizione pre-greca del Villaggio-Stato patriarcale di Re Italo da cui è partito il nome di Italia;
  2. ricorderebbe l'entrata ufficiale nella storia della città più antica della Calabria, la polis Reghion, nell'Anno 730 a.C., indicando luglio come il sicuro mese di arrivo dei fondatori;
  3. indicherebbe come data plausibile il giorno 14 luglio, che coinciderebbe con la data di inizio della Rivolta popolare urbana più lunga della storia europea.

Sarebbe così decretata l'istituzione della Festa del Giorno Natale di Reggio, simile a quella del Natale di Roma incrociando la plausibile data di nascita della città con il giorno d'inizio della sua rivolta del 1970-71 contro una palese gravissima ingiustizia.

Un anno in cui venne violentata la storia, imponendo una decisione che pesa come un macigno e tiene la Calabria al palo rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno. Un anno i cui strascichi e veleni sono riemersi in eventi anche recenti.

Dall’istituzione del Natale di Reggio uscirebbero potenziati il senso di appartenenza alla comunità e la consapevolezza che con una così lunga e ricca storia si ha il dovere - più che il diritto - di esercitare un ruolo di primo piano in Calabria, in Italia, nel Mediterraneo e in Europa".

Prof. Pasquale Amato e Mons. Salvatore Nunnari
nell'Anno 2733 dalla fondazione di Reghion

Perché il 14 luglio del 730 a.C. ?

Gli storici antichi hanno raccontato la lunga e dolorosa Prima Guerra Messenica, datandola in un ventennio tra il 740 e il 720 a.C. Quella guerra impegnò da una parte gli spartani invasori intenzionati ad assoggettare i loro vicini e a renderli schiavi nelle loro stesse terre; e dall’altra i Messeni, irriducibili nella loro resistenza disperata ma destinati a soccombere contro un nemico più forte che aveva elevato l’arte della guerra a sua unica professione e ragione di esistere. Nel contempo hanno rievocato la ktisis (fondazione) di Reghion narrando che essa scaturì da una segnalazione dei calcidesi di Zancle insediatisi qualche anno prima sulla sponda siciliana dello Stretto (dopo aver fondato Pitecusa-Ischia, Cuma e Naxos) e che un gruppo di Messeni si aggregò durante il viaggio e partecipò all'impresa.

Conoscendo i tempi ed i sistemi di trasporto (piccole navi a remi dotate di una vela, che navigavano costeggiando soltanto nella buona stagione, cioé da aprile-maggio a settembre), è un’ipotesi realistica quella che le informazioni a propri amici e parenti nella piccola e povera polis di Kalkis nell’Isola di Eubea tramite una nave commerciale, l’organizzazione della nuova spedizione (con la costruzione di nuove navi), il viaggio passando per l’Oracolo di Delfi e l’aggregazione del nucleo di profughi messeni in cerca di nuovi mondi mi hanno fatto individuare nell’Anno 730 la data più probabile della fondazione di Reghion. L'ipotesi ha trovato poi conferma nei maggiori studiosi di storia antica e della Magna Grecia in particolare che hanno ricostruito razionalmente le varie fonti degli storici greci e romani.

Una conferma decisiva è venuta dalla concordanza della mia ipotesi con quella dello storico francese Georges Vallet, che ha scritto nel 1958 un testo ritenuto da tutti gli esperti di fondamentale importanza per la storia delle due città dello Stretto. In base all’esame dei testi degli storici antichi (tra cui il più prestigioso è stato Tucidide, massimo storico ateniese e maestro per eccellenza di tutti gli storici) Vallet aveva già nel 1958 indicato le date di nascita di Zancle (poi Messina) nel 734 a.C. e di Reggio (Reghion) nel 730.

Ed il giorno del Natale è stato dedotto dallo stesso ragionamento. La spedizione per fondare una nuova città-stato richiedeva una preparazione molto lunga e dettagliata (vestiario e vettovagliamento, oggetti personali, arredi indispensabili) e non poteva che svolgersi in piena stagione estiva dato che sulle navi s’imbarcavano non soltanto nocchieri e marinai ma interi nuclei familiari di emigranti di cui quasi tutti non avevano mai affrontato il mare, quindi non prima della seconda metà di giugno. In sostanza, per approssimazione intelligente e realistica, possiamo considerare come molto probabile un giorno della metà di luglio come quello dello sbarco dei greci migranti di Kalkis ed esuli di Messenia. Dovendo farlo cadere comunque in quei giorni emerge come naturale la scelta del 14, giorno che ha acquisito nella memoria storica dei reggini di oggi un forte valore simbolico: quello dell’inizio della Rivolta del ‘70.

La scelta del 14 luglio 730 a.C. si colloca pertanto a metà strada tra una realistica ricostruzione delle fonti antiche e la memoria storica recente.

Si valorizzerebbe infine un altro merito storico spesso dimenticato: quando calcidesi e messeni sbarcarono nell’insenatura naturale di Calamizzi non si trovarono davanti un vuoto, ma un precedente insediamento (Pallantion) abitato nei secoli precedenti dagli Ausoni e dagli Enotri e in epoca più recente da una parte dei Siculi che non si erano trasferiti in Sicilia ed avevano cambiato nome dopo essere stati ben governati, con una forma primordiale di Stato tribale dal mitico Re Italo (un re patriarca simile a quelli dei poemi omerici).

Nome talmente radicato e diffuso che venne adottato dagli stessi greci delle città-stato meridionali che si chiamarono italioti. Pian piano risalì la penisola diffondendosi dapprima nell’intero Sud, poi nel Centro con i Romani che adottarono il termine di Italici per designare i popoli della penisola e ne allargarono infine l'uso sino ai territori al di quà delle Alpi.

Quindi dal territorio della città e provincia di Reggio - già prima della fondazione di Reghion - era partito il nome Italia, successivamente diffusosi nell’intera penisola.

Pasquale Amato

 


14-07-2003
Amato:
Bronzi di Riace: la Regione prenda esempio dalla Sicilia e acquisti un’opera di Boccioni donandola al Museo di Reggio Calabria Città del Bergamotto.
E la finisca con le ingiurie, con gli esempi impropri e con le favole sulle Olimpiadi di Atene.

Perchè la Regione Calabria, invece di insistere come fa il presidente Giuseppe Chiaravalloti, sullo scippo dei Bronzi, non segue l'esempio della Sicilia (che ha acquistato all' asta un dipinto di Antonello Da Messina da donare alla città) e non compra un’opera di Umberto Boccioni da donare al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio? E' quanto propone Pasquale Amato, presidente del Centro Studi Bosio Aics che, commentando il risultato del referendum sulla proposta di clonazione dei due guerrieri 99,4% di no, parla di abissale differenza di atteggiamento tra i due enti.

Mentre il suo portavoce spiana la strada a Chiaravalloti con una dichiarazione che nei fatti ribadisce la volontà di continuare a non tenere conto del parere della città piu antica e grande della Calabria e di voler perseguire l' insano progetto della clonazione e dei 'Falsi Viaggianti' dei Bronzi di Pitagora di Reggio - afferma Amato - un esempio che va nella direzione piu intelligente e opposta ci viene dalla Regione Sicilia. Nell' isola, infatti, su decisione dell' assessore ai Beni culturali Fabio Granata, è stato acquistato ad un' asta battuta da Christie’s, a Londra, il dipinto La Madonna col bambino di Antonello da Messina.

Inoltre continuano a ingiuriare, a contraddirsi o a raccontare favole cui a Reggio non hanno creduto neanche i bambini.

L’ingiuria: parlare di votazione bulgara è come dire che oltre 30.000 reggini non sono stati liberi di esprimere la loro opinione, che sono stati costretti a votare un no così massiccio. Alle tante ingiurie dei mesi scorsi ora si aggiunge il tentativo vergognoso di sporcare la libera consultazione e il 99,04% dei No liberamente espressi dai reggini. Offendendoli ancora.

La contraddizione: l’esempio di Firenze è a favore del 99,04% dei No. E’ vero: il clone del David di Donatello si trova in piazza della Signoria e a 50 metri si trova l’originale. Ma è naturale che avendo l’originale a portata di mano la gente si rechi a visitarlo, magari senza dare neanche un’occhiata al clone. Si comprende chiaramente che non è la stessa cosa di fare i cloni dei Bronzi e portarli in grandi eventi e mostre a New York, a Tokio o a Los Angeles pretendendo che coloro che li hanno visitati (presentati da opuscoli in cui sarebbero i “famosi Bronzi di Riace” da visitare a pagamento con un asterisco e una nota a fondo pagina in corpo sei illeggibile che direbbe dove si trovano gli originali) a venire in una regione fuori dal grande circuito a rivederli in originale. I fiorentini, pur essendo dentro il “grande circuito turistico”, hanno intelligentemente piantato il clone a cinquanta metri dall’originale. Non lo hanno stupidamete inviato in altri continenti).

La favola: portando i cloni alle Olimpiadi di Atene tutto il mondo avrebbe parlato di essi e del fatto che si trovano a Reggio e milioni di turisti sarebbero venuti da tutto il mondo a Reggio e in Calabria. E’ una gigantesca bugia: alle Olimpiadi, da quando sono nate, si è sempre parlato di sport, che è il vero e unico protagonista e schiaccia qualsiasi altro argomento con medaglie, medaglieri e record. Come è giusto che sia. Al massimo riceve ulteriore notorietà la città che le ospita, che di per sé possiede già tanti capolavori da poter fare a meno dei falsi di Riace.

Quindi la Regione Calabria la finisca. Ritiri la sciagurata Delibera. E acquisti un Boccioni per Reggio.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
14 LUGLIO 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion


14-07-2003

Centro Studi Bosio Aics
Reggio Calabria Città del Bergamotto, 14 luglio 2003

Ai reggini della Città e della Provincia

Al Sindaco Dott. Giuseppe Scopelliti
Al Presidente del Consiglio Comunale avv. Aurelio Chizzoniti
Ai Capigruppo e a tutti i Consiglieri Comunali
Comune di Reggio Calabria
Al Presidente del Consiglio Regionale dott. Luigi Fedele
Al Presidente della Provincia ing. Pietro Fuda
Ai Deputati, Senatori, Consiglieri Regionali, Consiglieri Provinciali
Al Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio
Al Rettore dell’Università per Stranieri di Reggio
Al Direttore dell’Accademia di Belle Arti
Al Direttore del Conservatorio Cilea
Ai Sindaci dei Comuni della Provincia di Reggio
Alle Associazioni Culturali e di categorie, agli Organi di informazione,
agli Ordini Professionali, ai Sindacati, ai Club Services
al CONI, alle Federazioni sportive e agli Enti di Promozione Sportiva
e a tutte le altre forme di aggregazione

Lunedì 14 luglio 2003, in una Conferenza Stampa alle ore cinque e mezza della sera nella Sala dei Lampadari di Palazzo S. Giorgio, il Centro Studi Bosio Aics presenterà alla città, al Sindaco e al Consiglio Comunale e a tutti i suoi rappresentanti eletti del capoluogo e della Provincia la proposta di Istituzione del “14 luglio Giorno Natale di Reggio”, elaborata dal prof. Pasquale Amato e da Sua Ecc.za l’Arcivescovo Mons. Domenico Nunnari.

Nella ricorrenza del Duemilasettecentotrentatreesimo anniversario della fondazione della polis Reghion e del Trentatreesimo Anniversario della Rivolta di Reggio proponiamo al Consiglio di istituzionalizzare il 14 luglio come Giorno Natale di Reggio, una ricorrenza ufficiale che assumerebbe lo spessore complessivo dell'intera lunga storia della città più antica della Calabria.

Sarebbe una decisione di forte impatto simbolico e unificante, perché:

1. ribadirebbe la tradizione pre-greca del Villaggio-Stato patriarcale di Re Italo da cui è partito il nome di Italia;

2. ricorderebbe l'entrata ufficiale nella storia della città più antica della Calabria, la polis Reghion, nell'Anno 730 a.C., indicando luglio come il sicuro mese di arrivo dei fondatori;

3. indicherebbe come data plausibile il giorno 14 luglio, che coinciderebbe con la data di inizio della Rivolta popolare urbana più lunga della storia europea.

Sarebbe così decretata l'istituzione della Festa del Giorno Natale di Reggio, simile a quella del Natale di Roma incrociando la plausibile data di nascita della città con il giorno d'inizio della sua rivolta del 1970-71 contro una palese gravissima ingiustizia.

Un anno in cui venne violentata la storia, imponendo una decisione che pesa come un macigno e tiene la Calabria al palo rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno. Un anno i cui strascichi e veleni sono riemersi in eventi anche recenti.

Dall’istituzione del Natale di Reggio uscirebbero potenziati il senso di appartenenza alla comunità e la consapevolezza che con una così lunga e ricca storia si ha il dovere - più che il diritto - di esercitare un ruolo di primo piano in Calabria, in Italia, nel Mediterraneo e in Europa".

Prof. Pasquale Amato e Mons. Salvatore Nunnari
nell'Anno 2733 dalla fondazione di Reghion


10-07-2003
CENTRO STUDI BOSIO AICS
Pasquale Amato:
Un’abissale differenza:Mentre Chiaravalloti insiste sullo scippo offendendo ancora la prima città della Calabria e il suo 99,4% di NO
la Regione Sicilia compra all’asta un dipinto di Antonello di Messina per donarlo al Museo della città dello Stretto. Perché la Regione Calabria non acquista un’opera di Boccioni e la dona al Museo di Reggio?

Il Presidente del Centro Studi Bosio Aics prof. Pasquale Amato ha così commentato due notizie concomitanti e contrapposte nella loro filosofia:

“Mentre il suo portavoce spiana la strada a Chiaravalloti con una dichiarazione che nei fatti ribadisce la volontà di continuare a non tenere conto del parere della città più antica e grande della Calabria e di voler perseguire l’insano progetto della clonazione e dei Falsi Viaggianti dei Bronzi di Pitagora di Reggio, un esempio che va nella direzione più intelligente e opposta ci viene dalla Regione Sicilia.

Infatti la Regione Sicilia, su decisione del proprio Assessore ai Beni Culturali Granata, ha acquistato all’Asta battuta da Christie’s a Londra il dipinto di Antonello da Messina La Madonna col bambino. L’Assessore aveva dichiarato: <Se riusciremo ad aggiudicarci il dipinto all’asta di oggi il Museo di Messina arricchirà la sua collezione. Sulla sua destinazione non ci sono dubbi>. La somma dell’acquisto è lo stesso miliardo di vecchie lire impegnato dalla famigerata delibera del giugno 2002 per la clonazione dei Bronzi. Lo stesso Assessore ha annunciato un piano per recuperare altre opere di autori messinesi con l’obiettivo di creare attorno alla figura di Antonello da Messina una dotazione di opere che rafforzi la capacità di attrazione del Museo della città. L’operazione sarà completata con una mostra dedicata al più grande artista messinese a Messina e non con un clone alle Olimpiadi.

Insomma la Regione Sicilia sta attuando una lungimirante strategia complessiva dei Beni Culturali non legata ad alcun evento esterno (Olimpiadi, Bruxelles, Genova e altri) e ad alcun viaggio di cloni ma ad un’intelligente rafforzamento del patrimonio artistico ed alla sua promozione indirizzata alla valorizzazione mediante eventi realizzati nel proprio territorio. Inoltre vi è da sottolineare l’investimento di una somma notevole non per togliere ma per dare alla terza città della Sicilia un tesoro artistico in più.

Cosa è successo invece in Calabria? Esattamente il contrario, anzi di peggio. Innanzitutto il Ministero dei Beni Culturali ha acquistato un notevole numero di disegni del più grande pittore futurista, il reggino Umberto Boccioni, donandoli tutti alla Galleria di Palazzo Arnone del Comune di Cosenza.

In secondo luogo insistono nell’idea di scippare i Bronzi al Museo di Reggio raccontandoci una favola cui a Reggio non hanno creduto neanche i bambini: l’effetto promozionale dei Cloni Viaggianti e l’arrivo di milioni di turisti. E’ una strategia fondata sul complesso di inferiorità del provinciale che va a riverire i potenti portando in dono il meglio che ha per farsi accettare. Una strategia perdente e autolesionista, che allontanerebbe invece che incrementare i visitatori del Museo di Reggio e della Calabria.

La Regione ci tiene davvero a valorizzare il Museo di Reggio? Allora finanzi un grande Documentario e un portale Internet per promuovere nel mondo i capolavori del Museo reggino (che non sono soltanto i Bronzi di Riace) e lo potenzi acquistando un capolavoro di Umberto Boccioni e donandolo alla sua città. Segua l’esempio positivo della Regione Sicilia e la finisca di insultarci e di offenderci con un’arroganza che ha superato ogni limite”.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
10 LUGLIO 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion


08-07-2003

Pasquale Amato:
LA VITTORIA SCHIACCIANTE DEL NO ALLA CLONAZIONE (IL 99,4 % contro lo 0,6 del Sì) RAPPRESENTA UN SEGNALE CHIARO DELLA VOLONTA’ DELLA CITTA’ CAPOLUOGO STORICO E MORALE DELLA CALABRIA.
ORA SI DEVE ANNULLARE LA DELIBERA E SI DEVONO REALIZZARE LE INIZIATIVE E I PROGETTI PROMOZIONALI PER ALIMENTARE IL RIDESTATO INTERESSE ATTORNO AI BRONZI E AL MUSEO NAZIONALE DELLA MAGNA GRECIA DI REGGIO.


Il Presidente del Centro Studi Bosio Aics prof. Pasquale Amato ha così commentato la schiacciante vittoria del NO alla clonazione dei Bronzi e al progetto dei Falsi Viaggianti nella Consultazione Popolare (su 30.812 votanti e 30.750 voti validi, per il NO 30.564 voti pari al 99,4 % contro 186 voti pari allo 0,6 per il Sì):

“Evidenzio innanzitutto l'importanza della larga partecipazione alla Consultazione interpretandola come un chiaro ulteriore segno della crescita civile dei reggini, visto che si trattava cdi un argomento legato ad una tematica di bene culturale, di solito giudicata per pochi addetti ai lavori. E’ un fatto rilevante.

Inoltre occorre considerare che si trattava di un esperimento che per la prima volta si svolgeva in Italia; che il periodo di svolgimento ha coinciso con una settimana di clima torrido; che il numero dei seggi era esiguo (18) rispetto agli oltre 200 delle altre elezioni; che le sedi delle circoscrizioni erano inconsuete per la consultazione, erano sconosciute come ubicazione a tanti cittadini soprattutto giovani, erano legate a orari di ufficio che coincidevano con le ore di maggiore canicola.

Tutti questi aspetti sono stati in parte recuperati brillantemente in corso d'opera con l'istituzione dei tre seggi speciali in tre luoghi di grande incontro dei reggini (l'area della Festa della CGIL in Via Marina che ha avuto un afflusso travolgente di oltre 10.000 votanti, il Lido e il Cedir) e con la mobilità degli altri seggi nei giorni di sabato e domenica tra Palazzo S. Giorgio, alcune piazze delle circoscrizioni, il Corso e la Via Marina.

Considerati tutti questi elementi, possiamo senz'altro affermare che la partecipazione è stata di un'ampiezza inaspettata e che la disponibilità al voto era molto più grande dell'esiguità di seggi e delle condizioni non sempre favorevoli per rendere più agibile il voto.

I reggini hanno dimostrato di essere sempre e comunque all'altezza del primato che in 2733 anni di storia hanno detenuto, quel primato che nonostante scippi e tentativi di scippi fa di Reggio l'indiscutibile capoluogo storico e morale della Calabria.

E’ bene che Chiaravalloti e lo schieramento trasversale della “Regione Straniera” che si nasconde dietro di lui prendano finalmente atto che di Reggio e del suo ruolo primario la Calabria non può fare a meno se vuole crescere e prosperare.

ORA SI DEVE ANNULLARE LA DELIBERA E SI DEVONO REALIZZARE LE INIZIATIVE E I PROGETTI PROMOZIONALI PER ALIMENTARE IL RIDESTATO INTERESSE ATTORNO AI BRONZI E AL MUSEO NAZIONALE DELLA MAGNA GRECIA DI REGGIO.

Il Centro Studi Bosio Aics illustrerà nei prossimi giorni in una conferenza stampa le proposte e i progetti in direzione di questo nuovo obiettivo: proposta per l'effettuazione di un Simposio Internazionale Annuale sull'Archeologia Subacquea nella città che è l'unica al mondo a possedere quattro capolavori dell'arte classica del V sec. a. C.; Mostra su "Pitagora di Reggio autore dei Bronzi di Riace"; proposta di istituzione di una Festa della ricorrenza del Natale di Reggio nel giorno 14 luglio”.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
08 LUGLIO 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion


 


23-06-2003
l prof. Perna, Presidente dell’Ente Parco Nazionale Aspromonte, contro i “Falsi di Riace Viaggianti”

Il Centro Studi Bosio Aics informa che è pervenuta un'altra significativa adesione alla campagna contro la clonazione dei Bronzi di Riace e per il No nella Consultazione Popolare della Settimana dal 30 giugno al 6 luglio. Il prof. Tonino Perna, Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, ha aderito all’Appello contro i “Falsi di Riace Viaggianti” tramite una lettera indirizzata al Presidente del sodalizio culturale:

“Preg.ssimo Prof. Pasquale Amato,

Le scrivo per esprimerLe la mia stima ed il mio appoggio, in qualità di presidente dell'Ente Parco Aspromonte, alla campagna da Lei magistralmente condotta insieme al Prof. Vincenzo Panuccio contro la scellerata decisione della Giunta Regionale calabrese e del suo infausto governatore, di realizzare la clonazione dei Bronzi di Riace. Credo, senza enfasi, che si tratti di una battaglia di civiltà per la città di Reggio che, ancora una volta, è costretta a battersi per evitare l'ennesimo scippo di valori e segni della propria identità.

Come ambientalista ritengo, insieme a tanti altri, che ogni forma di clonazione vada bandita, a partire dalla famigerata clonazione di essere viventi che, per nostra fortuna, si è dimostrata fallimentare. Certamente, essendo l'arte una delle espressioni più alte della vita umana, qualunque ipotesi di clonazione banalizza il carattere di "unicum" dell'opera d'arte, la sua irripetibilità ed il contesto in cui è nata.

Sinteticamente si può dire che la "clonazione" è pericolosa per gli esseri viventi (il caso della pecora Dole, nata già vecchia come altri cloni, ci insegnerà pure qualcosa !), mentre per l'arte è semplicemente disgustosa quanto il processo di omologazione e mercificazione su scala globale.

Un saluto affettuoso con la certezza di una grande adesione al No nella Consultazione e l'augurio di mettere fine a questa insana vicenda.

Tonino Perna”

Reggio Calabria Città del Bergamotto
23 giugno 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion
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19-06-2003
“Lo scultore Pitagora di Reggio il più probabile autore dei Bronzi di Riace”

Grazie all’Incontro del Bosio si sono consolidati due aspetti della contesa tra la città del Bergamotto e il Governatore della Calabria: il legame di Reggio con i due capolavori e il diritto dei reggini di dire la loro parola sui Falsi Viaggianti. Diritto che si esprimerà con la Consultazione Popolare, la prima in Italia e nel mondo.

Non v’è dubbio che l’ultima iniziativa del Centro Studi Bosio Aics - l’Incontro su Pitagora di Reggio, relatori i professori Pasquale Amato Presidente del Bosio e Daniele Castrizio, con gli interventi del Presidente della Provincia Pietro Fuda e dell’on. Natino Aloi - abbia rafforzato la causa della Campagna Civile che Reggio sta conducendo contro il progetto dei Falsi Viaggianti dei Bronzi e a favore della loro promozione nel contesto del Museo Nazionale della Magna Grecia e dei Beni Culturali della Calabria.

Il Presidente della Giunta Regionale aveva più volte sostenuto con parole sprezzanti e ingiuriose, cariche di livore e di odio campanilistico, che Reggio non aveva alcun diritto di esprimersi in merito alla sua fallimentare iniziativa. E si era spinto oltre, arrivando a negare a Comune e Provincia il ruolo istituzionale di rappresentanti di interessi diffusi del loro territorio.

Ora non potrà neanche sostenere questo argomento. Reggio segna un altro goal a suo favore, rivendicando la paternità dei Bronzi tramite il suo più probabile autore: Pitagora di Reggio, allievo della più rinomata Bottega di scultura dei Greci d’Occidente fondata nella Città del Bergamotto da Clearco e perpetuata da Sòstrato, allievo dello stesso Pitagora.

Amato ha sottolineato che la tesi di Pitagora di Reggio autore dei Bronzi di Riace è suffragata dagli scritti degli autori greci e latini. E Castrizio ha precisato che la tesi è corroborata da studi recenti che hanno definitivamente superato il pregiudizio che tutto ciò che era il top nel mondo ellenico venisse da Atene. Pregiudizio che aveva difatti imposto quasi come obbligatoria la tesi di Fidia e di allievi della sua scuola come autori dei Bronzi. Si è fatta così strada la tesi che le due statue vennero realizzate ad Argo da Pitagora di Reggio e che rappresentino Eteocle e Polinice, i due figli di Edipo, prima del duello”.

“Già era stato abbattuto - ha aggiunto Castrizio - il tabù che la migliore ceramica dell’antichità fosse soltanto quella ateniese. I recenti studi hanno consacrato come di pari valore la produzione degli artisti magnogreci delle botteghe di ceramica calcidese, che avevano sede a Reggio”.

“Altro che non avere il diritto di dire la nostra parola sui Bronzi - ha incalzato Amato - . Lo abbiamo e come. Lo testimoniano i grandi storici antichi, greci e romani. Lo sostengono tanti studiosi contemporanei”.

Amato e Castrizio hanno ricordato tra l’altro il passo in cui Plinio il Vecchio ci racconta che Pitagora sorpassò Fidia, Policleto e Mirone, considerati i massimi scultori dell’arte classica. Riferendosi all’arte di Mirone Plinio afferma che “lo superò Pitagora di Reggio in Italia col Pancratiaste dedicato a Delfi...Fece anche Astilo che si vede a Olimpia…; a Siracusa fece poi uno Zoppo (identificato con Filottete) tale che anche a chi lo guarda sembra di sentire il dolore della sua piaga… Pitagora fu il primo a riprodurre i tendini e le vene e il primo a trattare i capelli con maggiore diligenza degli altri, suddividendoli con precisione“.

Leggendo Plinio, sembra di vedere i Due Guerrieri nella Sala di Reggio. E non soltanto essi, ma anche altre opere dello stesso stupendo Museo voluto da Paolo Orsi e Umberto Zanotti Bianco e progettato da Marcello Piacentini: la famosa testa del Filosofo di Porticello, capolavoro di rara suggestione e primo ritratto umano in bronzo dell’arte antica; la testa dello Stratego di Porticello, altro stupendo ritratto in bronzo; la testa marmorea di Apollo (440 a.C.) di Capo Aléo (Cirò Marina) che il suo scopritore, il grande archeologo Paolo Orsi, attribuì allo stesso Pitagora di Reggio.

Il Presidente della Provincia Fuda, i professori Amato e Castrizio e l’on. Aloi hanno tratto la logica conclusione dell’Incontro:

“il Governatore dei “Falsi Viaggianti” può mettersi l’anima in pace. Reggio ha il diritto, e come, di dire la sua parola. Non soltanto dal punto di vista giuridico già suffragato dal TAR e dal Consiglio di Stato. Reggio ha il diritto di esprimersi anche col supporto della sua grande storia di capitale della famosa “ceramica calcidese” e di capitale dell’arte della scultura dei Greci d’Occidente conla rinomata “Bottega di Clearco” e il suo eccezionale allievo Pitagora di Reggio, il più probabile autore dei Bronzi di Riace.

E Reggio questa sua parola la dirà con forza tramite una valanga di no che riverserà nelle urne delle Circoscrizioni nella prossima Consultazione Popolare. Un’invenzione tutta reggina, la prima del suo genere, che si terrà in Italia e nel mondo e che ha già stimolato la curiosità degli studiosi e degli organi di informazione".

Reggio Calabria Città del Bergamotto
19 giugno 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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09-06-2003
Giovedì 12 alle cinque e mezza della sera nella Libreria Culture di Reggio Calabria Incontro del Bosio sul tema “Lo scultore Pitagora di Reggio probabile Autore dei Bronzi di Riace” Relatori il prof. Pasquale Amato e il prof. Daniele Castrizio.

Il Centro Studi Bosio Aics organizza per giovedì 12 giugno alle cinque e mezza della sera presso la Libreria Culture un Incontro Culturale su un tema storico-artistico-archeologico di scottante attualità: “Lo scultore Pitagora di Reggio probabile autore dei Bronzi di Riace”.

Relazioneranno il Presidente del Bosio prof. Pasquale Amato e il prof. Daniele Castrizio.

Il prof. Amato illustrerà le solide ragioni storiche e culturali che stanno alla base dell’iniziativa. Essa rappresenta una risposta seria, civile e solida nelle argomentazioni culturali alle reiterate affermazioni del Governatore dei “Falsi di Riace viaggianti”, finalizzate a negare qualunque diritto di Reggio sui famosi guerrieri.

Il prof. Castrizio si soffermerà da parte sua sui contributi di insigni studiosi che tramite saggi e ricerche hanno sostenuto e sostengono la tesi che i celebri Bronzi siano stati opera di Pitagora di Reggio all’interno della più rinomata bottega di scultura dei Greci d’Occidente creata a Reggio da Clearco.

Presentando l’Incontro Pasquale Amato ha osservato: “Altro che non avere il diritto di custodirli e di dire la nostra sui Bronzi. Abbiamo più diritti di quanto si sia detto sinora. Abbiamo già dimostrato che avevamo il diritto di parlare per tante ragioni che il TAR e il Consiglio di Stato hanno riconosciuto valide.

Ora sono maturi i tempi per rivendicare un’altra solida ragione: il più probabile autore dei Guerrieri è stato Pitagora di Reggio, ritenuto dai più autorevoli critici d’arte dell’antichità come il più grande scultore greco dell’età d’oro (il V sec. A.C.),superiore a Fidia, Policleto e Mirone. Ed il luogo dove furono scolpiti, come tanti altri capolavori andati dispersi ma di cui ci sono rimaste lucide testimonianze, fu la Bottega di Clearco di Reggio, la più rinomata bottega in bronzo dei Greci d’Occidente considerata alla pari di quella di Fidia in Atene”.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
09 giugno 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion
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08-06-2003
Associazione Amici del Museo e Centro Studi Bosio Aics
fanno il punto sul momento della Campagna contro i
“Falsi di Riace Viaggianti”

Brevi riflessioni sulla vicenda dei Bronzi di Riace

I direttivi dell’Associazione Regionale Amici del Museo Nazionale della Magna Grecia e del Centro Studi Bosio Aics, in persona dei rispettivi presidenti proff.Vincenzo Panuccio e Pasquale Amato, nonché il prof.Domenico Corso e la dr. Maria Grazia Penna, si sono riuniti congiuntamente per esprimere alcune valutazioni sullo stato della Campagna di Cultura e di Civiltà contro i “Falsi di Riace Viaggianti”.

Nella qualità di firmatari del Ricorso al Tar di Reggio del 17 marzo scorso - “l’unico nei termini dalla conoscenza, per merito della stampa locale, della delibera della Giunta Regionale sulla riproduzione dei Bronzi di Riace, mai pubblicata sul Bollettino della Regione” - hanno inteso evidenziare alcuni importanti aspetti:1. sottolineano che l’attività relativa alle due fasi della sospensiva ha avuto i positivi riconoscimenti e le conferme autorevoli, in fase cautelare, di entrambi gli Organi della Giustizia Amministrativa che in sede locale (TAR) e centrale (Consiglio di Stato) hanno confermato la terzietà e l’indipendenza della giurisdizione amministrativa;

2. esprimono il più vivo compiacimento per la iniziativa giudiziaria promossa, che ha reso possibili e ammissibili,anche al di là dei termini, i successivi interventi delle istituzioni comunale e provinciale, delle forze politiche e sindacali, e di altre associazioni culturali;

3. ringraziano tutti coloro che hanno appoggiato la loro azione, riconoscendone la fondatezza nell’esclusivo interesse della cultura della comunità reggina, strettasi attorno al simbolo rappresentato dai Bronzi. In particolare ringraziano, per la impostazione efficace e disinteressata del rimedio, gli avvocati Silvio Dattola e prof. Michele Salazar, il quale ultimo ha anche validamente discusso in sede locale e innanzi il Consiglio di Stato a Roma;

4. auspicano che da questo episodio si riconfermi la consapevolezza che, attorno ai valori della cultura - che è vita in sviluppo di una comunità in un dato momento storico - l’unità di tutte le forze responsabili, nell’esplicazione legittima del diritto di resistenza, è destinata a prevalere contro ogni antidemocratica, arrogante e persistente violazione.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
08 giugno 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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06-06-2003
Pasquale Amato:
“Reggio ha vinto ancora: Il Consiglio di Stato ha rigettato l’Appello di Chiaravalloti, confermando la validità della sospensiva del TAR.


L’infelice e fallimentare iniziativa dei Falsi di Riace Viaggianti ha ricevuto un’altra importante battuta d’arresto.
La città che non si è voluta piegare a un atto di arrogante prevaricazione rivendicando il diritto a resistere ha avuto un ennesimo riconoscimento delle sue ragioni.

Dovrebbe consigliare il ritiro definitivo della Delibera del 2002. Ma conoscendo il Governatore siamo sicuri che continuerà nell’attacco ingiurioso contro Reggio, i reggini e il loro Museo.

E Reggio sta per infliggergli un’altra sonora lezione che dovrà servire di monito per tutti coloro che anche in futuro penseranno di maltrattarci e umiliarci.
La città del 14 luglio del ‘70 (è stato lui a fare l’errore di ricordarlo) gli farà arrivare a fine giugno una valanga di no contro il suo sistematico attacco ultracampanilistico.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
06 giugno 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion
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06-06-2003
Pasquale Amato:
“Reggio risponderà con una valanga di no
al sistematico attacco del Governatore contro
la città che lo ha eletto.
Anche dal servizio del Corsera emergono l’odio viscerale e l’insofferenza campanilistica contro la città, che non ha inteso assoggettarsi al suo progetto di scippo e tour dei Falsi, disastroso per il futuro dell’intera Calabria”

Il prof. Pasquale Amato, Presidente del Centro Studi Bosio Aics, ha così commentato le esternazioni del Governatore della Calabria:

“Stavolta è riuscito a parlare male di Reggio, città e provincia che lo hanno eletto, coinvolgendo pure lo spareggio della Reggina e confessando quanto la segue poco e quanto gli ha dato fastidio che sia rimasta in Serie A. Il massimo esponente del governo regionale della Calabria, regione in cui Reggio si trova almeno sinora, ha così commentato l’evento sportivo: “Ci è andata bene che la Reggina ha vinto con l’Atalanta e si sono calmati. Perché altrimenti quelli accusavano la Lega o chissà chi e facevano le barricate, come negli anni ’70”.

Mentre il sindaco di Catanzaro, nella sua qualità di Presidente dell’ANCI calabrese, ha inviato i complimenti al Presidente della Reggina e al Sindaco di Reggio, il Governatore non ha saputo fare altro che vomitare parole di spregio, di rabbia e di invidia. Ha fatto passare la città, che ha il terzo posto in Europa per il numero di persone che seguono la squadra di calcio in proporzione agli abitanti, e la tifoseria (che è tra le più corrette in assoluto) come un insieme di bande di scalmanati. E facendo pensare a chissà quali sfracelli se avessimo perso. Non sa, o finge di non sapere, che ci sono stati in precedenza altri spareggi persi che non hanno provocato alcuna barricata.

Sarebbe bene che imparasse che i reggini le barricate le hanno fatte quando hanno subito grandi ingiustizie che facevano a pugni con la storia della Calabria, come nel ’70. E invece egli è riuscito a rievocare proprio le ferite del ’70. E ha tentato di mettere in cattiva luce "l'alto valore morale e sociale del movimento di Reggio", come a suo tempo sentenziò la Corte di Cassazione. Ha tentato altresì di usare sempre i moti del '70 come arma di terrorismo psicologico e di ricatto verso i politici reggini con l’accusa evidente di campanilismo.

Che strani campanilisti questi reggini: tanto campanilisti da aver dato a lui, catanzarese sino al midollo, un 70% di consensi, determinanti per farlo arrivare al potere. Quel potere che sta usando da ultra campanilista contro di loro. Quindi sono campanilisti perché protestano contro il suo attacco sistematico nei confronti di Reggio, di cui il Caso dei "Falsi di Riace viaggianti" è solo la punta dell’iceberg.

In secondo luogo, di fronte alla contestazione per aver definito ottusi e parassiti i reggini, ha risposto “Non ricordo”. E poi ha aggiunto: “ma certo i Bronzi non sono stati trovati a Reggio, non sono stati scolpiti a Reggio e Reggio non ha speso una lira per la loro conservazione. E allora perché ne devono godere solo loro?”.

In pratica ha confermato la sua viscerale ostilità e il suo evidente sentimento di gelosia e invidia verso Reggio, ha ignorato quanto prevede la legge in caso di scoperte archeologiche e ha avuto un lapsus geografico pensando che Riace si trovasse in tutt'altra provincia. Ha infine dimostrato di non sapere che una delle ipotesi più accreditate sull’autore dei Bronzi è quella di Pitagora di Reggio, uno dei massimi scultori dell’antichità.

Sono certo che il popolo di Reggio risponderà a queste continue arroganti e ingiuriose offese con una valanga di no nell’ultima settimana di giugno”.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
06 giugno 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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31-05-2003
L’AICS ribadisce il No ai “Falsi Viaggianti” con quattro punti:

1) Appoggia le risposte del cartello costituito da Comune, Provincia, Bosio, Amici del Museo e Comitato del No,

2) condivide la richiesta ai Consiglieri Regionali di appoggiare la mozione Nucera-Tripodi

3) apprezza l’ipotesi CISL di chiedere il risarcimento per danni

4) attacca RAI 3 Calabria per il silenzio sulla vicenda, dopo aver fatto da grancassa al Governatore

L’AICS, con i suoi Comitati Regionale Calabria e Provinciale di Reggio Calabria presieduti rispettivamente da Alessandro Amato e da Arturo Nastasi, ha ribadito in una nota il suo “pieno appoggio alle iniziative contro i “Falsi di Riace Viaggianti” e contro l’arrogante protervia del “Governatore dei Falsi”.

L’AICS ha dal primo momento appoggiato, con un documento varato all’unanimità dall’ultimo Congresso Regionale, tutte le iniziative intraprese dal suo Circolo-guida sul piano culturale, il Centro Studi Bosio Aics, in prima linea dal 1996 nella resistenza contro i tentativi di strappare al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio i due capolavori”. Quindi precisa la sua posizione in quattro punti:

1) L’AICS affianca ora più che mai la resistenza del Bosio, degli Amici del Museo e di quanti altri stanno in trincea. E chiede agli elettori di riflettere su chi sta a guardare per non urtarsi con il potere del Governatore, anche se dicono tutti il peggio dietro le quinte;

2) L’AICS condivide la richiesta agli eletti della provincia e agli altri Consiglieri di appoggiare la mozione Nucera-Tripodi;

3) L’AICS apprezza la proposta della CISL di richiedere al Governatore il risarcimento per i danni che sta arrecando al patrimonio culturale e artistico della città, della Provincia e della Regione. E aggiunge che sarebbe il momento di valutare l’ipotesi di rivolgersi alle più alte cariche dello Stato o alle massime Corti Europee pur di non far passare il “golpe del Governatore”.

4) L’AICS denuncia RAI 3 Calabria perché fa come fece nel ‘70: ignora la vicenda dopo aver fatto da grancassa al Governatore dei Falsi per tutta la prima fase di questa ultima tappa della telenovela iniziata nel 1996. La RAI è servizio pubblico e deve essere garante dei diritti di tutti. Non può ospitare soltanto le offese a Reggio e alla sua provincia. Deve dare lo stesso spazio alle risposte del popolo reggino e alle risposte di tutti quei calabresi che non sono e non saranno disposti ad accettare le arroganti pretese di un Governatore che ritiene di essere il depositario della verità assoluta”.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
31 maggio 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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30-05-2003 Pasquale Amato:
La Regione è sempre più Straniera per Reggio e la sua Provincia.


Ciascun eletto deve dire se sta con Reggio o con Chiaravalloti, ormai nemico numero uno di Reggio.

Intanto l’on. Angela Napoli e il Sovrintendente Archeologico di Pompei, prof. Pietro Giovanni Guzzo, hanno aderito all’appello del Bosio contro i Falsi di Riace Viaggianti

IL Centro Studi Bosio Aics informa che hanno aderito all’Appello via Internet contro i Falsi di Riace Viaggianti due importanti personalità calabresi: sul versante politico l’on. Angela Napoli, Vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, e sul versante culturale uno dei massimi archeologi italiani: il prof. Pietro Giovanni Guzzo, Sovrintendente Archeologico di Pompei.

Quanto all’ultima iniziativa della Regione, il Presidente del Centro Studi Bosio Aics prof. Pasquale Amato e il Presidente dell’Associazione Amici del Museo prof. Vincenzo Panuccio hanno annunciato la presentazione davanti al Consiglio di Stato assieme al prof. Domenico Corso e alla dott.ssa Maria Grazia Penna.

In merito all’Appello del Presidente Chiaravalloti al Consiglio di Stato il prof. Amato ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“L’ultimo arrogante gesto del Presidente Regionale eletto dai reggini rappresenta l’ennesima conferma che la Regione è sempre più Straniera per Reggio e la sua Provincia.

Dopo l’affermazione, “gravissima” e contraria a tutti i principi di rispetto delle autonomie locali, che il Comune e la Provincia di Reggio non sono portatori di interessi diffusi, tutti coloro che hanno sangue nelle vene devono schierarsi.

Anche chi sinora si era aggrappato ad alibi vari, anche chi tra i rappresentanti reggini si era vantato di aver tenuto un atteggiamento di dialogo nel Consiglio Regionale, anche chi è rimasto alla finestra per non urtarsela col potere regionale o con le proprie ambizioni personali di carriera politica, deve uscire allo scoperto. E deve prendere posizione netta. Deve dire se è d’accordo con la Mozione presentata da Giovanni Nucera e Michelangelo Tripodi o se sta con Chiaravalloti, che si è definitivamente confermato come nemico numero uno di Reggio.

Nessuno ha il diritto di nascondersi dietro due Associazioni culturali, i tre sindacati, il Sindaco e il Presidente della Provincia. Tutti hanno il dovere di difendere la dignità dei loro elettori calpestata da un Presidente eletto che si comporta come un dittatore.

Un dittatore che non vuole saperne di ammettere di avere fatto un errore e persiste da mesi in una guerra senza tregua. Ma senza tregua sarà anche la nostra resistenza”.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
30 maggio 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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23-05-2003
HISTORICA
Rivista Trimestrale di Cultura - Fondata nel 1948 da Domenico De Giorgio
Direttore Scientifico Pasquale Amato - Dir. Responsabile Giuse Barrile
Amministrazione e Redazione c/o Biblioteca Comunale “Pietro De Nava”
Via D. Tripepi, 9 - 89123 Reggio Calabria - Tel. 0965-23005 - Fax 0965-331791
E-mail: biblioteca@comune.reggio-calabria.it


Puntualizzazione di Pasquale Amato, Direttore Scientifico della Rivista “Historica” fondata da Domenico De Giorgio
.

Il prof. Pasquale Amato, nuovo Direttore Scientifico della Rivista Historica fondata da Domenico De Giorgio, ci ha inviato questa nota:
“Nessuno in questa città per 55 anni si è mai interessato della Rivista Historica. Mentre il buon De Giorgio, con la sua grande dignità, il suo orgoglio di spirito libero e la sua innata umiltà, si arrabbattava per fare uscire con regolarità unica tutti i numeri della Rivista, mettendo spesso le mani nelle sue non ricche tasche e negli ultimi decenni nella sua pensione, nessuno si è mai interessato della sua Rivista. Ora invece, all'improvviso, tutti si occupano di “Historica”.
Però, non avendola mai seguita con l’attenzione che avrebbe meritato, hanno fatto un poco di confusione: hanno pensato che la rivista culturale fosse un organo di informazione sull’attività del Comune. E hanno attaccato il Sindaco per la nomina del Direttore Responsabile Giuse Barrile.
Mi dispiace dirlo. Ma hanno preso un granchio. Barrile non è stato scelto dal Sindaco, ma proposto al Sindaco dal Comitato Scientifico e dai Redattori della Rivista. Infatti De Giorgio assommava in sé gli incarichi di Direttore Scientifico e Direttore Responsabile, rendendo necessari alcuni atti. Infatti gli organi della Rivista hanno nominato nella stessa riunione il nuovo Direttore Scientifico nella mia persona e hanno confermato Domenico Romeo come Vice-Direttore.
La nostra autonoma scelta di Barrile come Responsabile è stata basata sulla considerazione che è un giornalista professionista che ha dato prova sempre di grande serietà, correttezza e ponderatezza nella sua attività professionale. Lo stesso Barrile, nel sentirsi onorato della nostra proposta, ha precisato che egli era disposto ad affiancarci senza nessun onere, come d'altronde tutti noi che per una vita abbiamo collaborato con De Giorgio senza nessun guadagno personale e stiamo continuando a farlo.
De Giorgio, quando decise di cedere la testata al Comune di Reggio, si poneva un intento elevato che sono sicuro sarà rispettato da tutti, a qualsiasi opinione appartengano. Intese innanzitutto ancorare perennemente alla Città di Reggio la Rivista cedendone la testata al Comune; in secondo luogo si preoccupò di garantirne la continuità chiedendo e ottenendo l’assoluto rispetto della sua autonoma vita scientifica e gestionale. Indicò difatti la sede della Rivista nella Biblioteca Comunale De Nava, luogo per eccellenza della cultura, del sapere e della memoria e non di potere politico.
Historica è una perla della Città, di cui l'intera Città si deve sentire orgogliosa, impegnandosi a rispettarne l'autonomia scientifica e gestionale.
Il Sindaco ha compreso e attuato questo ruolo della Rivista, prendendo atto della nostra proposta e presentando la delibera all'approvazione della Giunta. Ha rispettato la nostra autonomia e viene attaccato per un atto di prevaricazione che non ha neanche pensato. Ora tocca agli altri comportarsi con la stessa lineare correttezza. Senza coinvolgere la Rivista in polemiche di parte da cui Historica è lontana.
Per opportuna conoscenza preciso il nuovo organigramma della Rivista, che ha conquistato dal 1948 ad oggi un prestigio internazionale e che vanta tra i suoi abbonati alcune delle più rinomate Biblioteche del mondo: Direttore Scientifico Pasquale Amato; Comitato Scientifico: Rosario Battaglia, Ferdinando Cordova, Domenico Da Empoli, Michela D’Angelo, Ivana De Giorgio; Vice-Direttore Domenico Romeo; Redattori: Franco Arillotta, Maria Ascone, Rossella Maria De Giorgio, Francesca Laganà, Anna Meduri; Direttore Amministrativo Maria Luisa Spanò; Segretaria d’Amministrazione Anna Maria Saccà”.

Pasquale Amato

Reggio Calabria Città del Bergamotto
23 maggio 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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21-05-2003
Pasquale Amato nuovo Direttore Scientifico della Rivista “Historica” fondata da Domenico De Giorgio
Giuse Barrile Direttore Responsabile
e Domenico Romeo Vice-Direttore.
Il prossimo numero dedicato al Fondatore


Dopo il decesso del prof. Domenico De Giorgio, Fondatore, Direttore Scientifico e Direttore Responsabile della Rivista “Historica”, il Comitato Scientifico e i Redattori hanno assunto all’unanimità una serie di decisioni indispensabili per garantire la continuità del prestigioso trimestrale di cultura nato a Reggio Calabria nel febbraio del 1948.

Innanzitutto è stato deciso di dedicare il prossimo numero di giugno al Fondatore e di effettuarne una presentazione pubblica che costituirà una prima valida occasione per ricordare la figura del prof. De Giorgio e il ruolo che egli ha ricoperto nel mondo della cultura e degli studi storici a Reggio, in Calabria e nel Mezzogiorno.

In secondo luogo è stato nominato nuovo Direttore Scientifico il prof. Pasquale Amato, Docente di Storia Contemporanea e di Storia dei Movimenti e Partiti politici nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina. Il prof. Amato è stato allievo e Assistente del prof. De Giorgio, sostituendolo dopo il suo pensionamento nella stessa Cattedra di Storia dei movimenti e partiti politici. La sua nomina ha voluto essere un segnale chiaro della continuità scientifica della Rivista nel pieno rispetto della volontà del Suo Fondatore. Un ulteriore segno di continuità è stata altresì la conferma del Dott. Domenico Romeo a Vice-Direttore. Il dott. Romeo è stato difatti negli ultimi anni il più prezioso collaboratore del Fondatore.

E’ stata nel contempo avanzata alla Giunta Comunale la proposta della nomina del Giornalista professionista dott. Giuse Barrile a nuovo Direttore Responsabile della Rivista. Il Sindaco e la Giunta hanno preso atto della proposta ed hanno deliberato la nomina nel pieno rispetto dello spirito dell’atto di donazione tramite cui il prof. De Giorgio nel novembre dell’anno scorso ha ceduto al Comune la proprietà editoriale della testata con ampie garanzie per l’autonomia di gestione scientifica e organizzativa.

Infatti l’intento fondamentale del Fondatore era stato la garanzia della continuità della Rivista e la certezza che la sua sede editoriale rimanesse a Reggio Calabria, stabilendo difatti ufficialmente che la Redazione e l’Amministrazione fossero collocate nella Biblioteca Comunale “Pietro De Nava” .

Pertanto il nuovo organigramma della Rivista Historica, che ha acquisito dal 1948 ad oggi un prestigio internazionale e che vanta tra i suoi abbonati alcune delle più rinomate Biblioteche del mondo, risulta così definito: Direttore Scientifico Pasquale Amato; Direttore Responsabile Giuse Barrile; Vice-Direttore Domenico Romeo; Comitato Scientifico: Rosario Battaglia, Ferdinando Cordova, Domenico Da Empoli, Michela D’Angelo, Ivana De Giorgio; Redattori: Franco Arillotta, Maria Ascone, Francesca Laganà, Anna Meduri, Rossella Maria De Giorgio; Direttore Amministrativo Maria Luisa Spanò; Segretaria d’Amministrazione Anna Maria Saccà.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
21 maggio 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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21-05-2003

Intervista della Gazzetta del Sud:PASQUALE AMATO:
CITTÀ METROPOLITANA, SI PUÒ E SI DEVE.
La impongono la storia, la logica e l’attualità.
E nessun campanilismo della Regione Straniera la può fermare. Intanto il Bosio aderisce allo sciopero del 23.

“Sarebbe l’occasione per uscire una volta per tutte dal ricatto del ‘70: che tutto ciò che propone Reggio oppure quando Reggio protesta per scippi o tentativi di scippi (vedi espulsione dei Bronzi dal Museo della Magna Grecia e tentativi di emarginazione del Museo, le opere del reggino Boccioni donate dal Ministero a Cosenza, Aeroporto, autoporto e tante altre questioni) occorre affrontare la spada di Damocle dell’accusa di campanilismo. Mentre si moltiplicano gli atti di campanilismo della Regione Straniera.
Per tutti questi motivi il mondo della cultura deve assumersi le sue responsabilità, uscendo da una sterile neutralità per paura di perdere contributi e appoggi. Come hanno fatto gli Amici del Museo e il Centro Studi Bosio Aics nella Campagna contro i Falsi di Riace Viaggianti.
Per gli stessi motivi il Centro Studi Bosio Aics ha deciso di aderire allo sciopero provinciale del 23 maggio, conscio che ad esso deve partecipare l’intera comunità e non soltanto gli iscritti ai sindacati. Cosa faranno i commercianti e tutte le categorie professionali?”

D: Prof, Amato, è alquanto inconsueto che un’associazione culturale aderisca a uno sciopero sindacale. Il no trasversale alla proposta di modifica di Bova ha influenzato la decisione?

R: Diciamo che è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un vaso già colmo per tanti motivi. Il costante tentativo di ridimensionare il Museo Nazionale della Magna Grecia con l’espulsione da esso dei Bronzi di Riace e con l’annullamento finanche del termine “Magna Grecia” è la cartina di tornasole di una Regione che continua dal ’70 un comportamento suicida, unico in Italia, di continui colpi di mano e atti di ostilità nei confronti della sua città più antica e grande, con danni che sono ricaduti sull’intera collettività calabrese. La proposta di Bova si può e si deve rilanciare, con lo stesso schieramento trasversale che ha caratterizzato il si dei Consiglieri reggini di fronte al no pregiudiziale e trasversale degli altri. La impongono la storia, la logica e l’attualità. La impongono altri atti, come le opere di Boccioni regalate dal Ministero dei Beni Culturali a Cosenza e non alla città di Boccioni.

D: Si riferisce alla Mostra di Umberto Boccioni a Cosenza?

R: Mi riferisco a qualcosa di più grave: Un comunicato stampa del Ministero per i Beni Culturali ha svelato il mistero sull’operazione del dono a Cosenza i disegni di Boccioni: nel 1996 lo stesso Ministero acquistò da una collezionista americana 65 disegni e incisioni del grande futurista reggino. Non ci riferisce però per quali motivi decise di donare le opere a Cosenza. Atto strano perché il Ministero certamente sapeva che Umberto Boccioni era reggino. Atto inqualificabile perché Cosenza era nella stessa Regione della città di Boccioni. Atto ingiurioso e offensivo nei confronti di Reggio, che non possiede neanche un’opera del suo grande figlio. Fosse stato il Comune di Cosenza ad acquistare le opere non avremmo potuto obiettare alcunché. Ma l’acquisto fu fatto da un Ministero. Sarebbe stato quantomeno doveroso destinare non dico tutte ma almeno una parte di quelle opere alla città di Boccioni.

D: Strana coincidenza: nello stesso anno in cui lo Stato acquistava con soldi pubblici le 65 opere del reggino Boccioni e le regalava a Cosenza, Nisticò ebbe l’infelice idea dei Bronzi Viaggianti, con l’obiettivo di espellerli dal Museo di Reggio.

R: Sì, davvero una strana coincidenza. Ma nel 1996 vi fu un’altra coincidenza: la Soprintendenza Archeologica della Calabria espose per la prima volta al mondo il quarto capolavoro di scultura in bronzo - la Testa di Basilea - affiancadogli il Filosofo e altri 50 pezzi del Museo della Magna Grecia alla Mostra dei Greci di Occidente a Venezia. Così, venne persa l’occasione di organizzare un evento promozionale del Museo della Magna Grecia, unico al mondo con quattro capolavori in Bronzo del V sec.a.C.

D: Così ancora nel 2003 Reggio deve fermare l’ennesimo tentativo contro il proprio Museo ricorrendo al Tar e organizzando una consultazione popolare.

R: Sì. In pratica siamo costretti a difenderci dall’attacco costante di una regione che non ci ama, di un capoluogo ufficiale che soffre per i suoi limiti e per i nostri primati, dell’altra città che nel ’70 volle imporre lo scippo a Reggio perché ciò avrebbe garantito un suo ruolo più incisivo nella politica regionale, delle altre che si fanno trascinare dall’alleanza campanilistica contro la città più antica e più grande. E’ uno stillicidio animato da uno schieramento trasversale. Gli esempi sono tanti.

D: Possiamo citarne alcuni?

R: Sì, scusandomi per i tanti che dovrò tralasciare. Da anni si annunciano nuovi tratti da ristrutturare della Salerno-Reggio Calabria, ma i lavori non hanno mai interessato la provincia di Reggio; da decenni la Regione potenzia l’Aeroporto di Lamezia , creato dopo il ‘70 per ammazzare l’Aeroporto dello Stretto; tuttora la Regione Straniera ha legato il business del porto di Gioia Tauro all’aeroporto di Lamezia con l’autoporto strappato a Reggio; la Regione Straniera tiene fermo da anni il finanziamento per la sistemazione dell’area dell’ex-caserma Borrace attorno all’odiata Astronave del Consiglio Regionale che il Presidente Fedele sta valorizzando bene come “Casa dei calabresi”; dal 1970 partiti e sindacati tengono le riunioni regionali a Lamezia, anche dopo l’apertura del Palazzo del Consiglio Regionale, con la ridicola giustificazione del baricentro, altra invenzione soltanto per la Calabria; la Regione Straniera ha lentamente liquidato la famosa Fiera Internazionale di Reggio, mentre appoggiava la nascita di altre Fiere; la Regione Straniera ha fatto di tutto per indebolire e smantellare il Consorzio del Bergamotto dopo aver tentato di rubare a Reggio pure il nome del Marchio DOP facendo passare l’agrume reggino per calabrese, anche in quel caso costringendoci a difenderci, mentre non si è mai comportata così con altri prodotti.

D: Fino al caso del no alla proposta della Città Metropolitana.

R: Appunto. Di fronte al rifiuto trasversale di riconoscere l’importanza di Reggio i Consiglieri reggini avrebbero dovuto costringere gli oppositori a esporre pubblicamente le motivazioni del loro no. Non lo hanno fatto, ma potranno ancora farlo.

D: A quanto pare, Lei sostiene che la rappresentanza politica reggina è in fondo spesso corresponsabile degli atti di ostilità contro Reggio.

R: Quando gli atti di prevaricazione e di ostilità si ripetono ci deve essere la convinzione che la resistenza o non ci sarà o sarà debole. Purtroppo esistono ragioni antiche e recenti che rendono debole l’azione dei politici reggini: le ragioni antiche risiedono nella tendenza diffusa di far prevalere risentimenti, ripicche e puntigli, distraendosi dai fatti concreti e manifestando poca disponibilità a superare questi aspetti quando si tratta di affermare gli interessi superiori della comunità unendosi al di sopra delle fazioni o delle rivalità personali. Di conseguenza, pur di fare il dispetto al vicino, si favorisce lo sconosciuto che viene dall’esterno. Le ragioni recenti sono quelle del “complesso del Boia chi molla”, che tuttora paralizza o frena l’azione.

D: Può spiegare in maniera più articolata questo “complesso del Boia chi molla”?

R: Nei primi venti anni dopo il ‘70 il complesso fu paralizzante. In quel periodo ci fu il vero e proprio “sacco di Reggio”, favorito da un ricatto che bloccava qualsiasi azione e impediva qualsiasi reazione: appena un esponente reggino alzava un poco la voce anche solo per protestare rischiava subito di essere definito un campanilista, un provinciale, un anti-regionalista e, cosa più grave, “boia chi molla”. Egli quindi si autocensurava di fronte alla prospettiva di essere esposto al ludibrio non soltanto della Calabria ma dell’intera nazione. La testimonianza di Piero Battaglia, il sindaco che ebbe il coraggio di denunciare il complotto contro Reggio col suo famoso “rapporto alla città” del 5 luglio ‘70, è illuminante sul clima di quegli anni: nella sua esperienza di deputato si sentì trattato come un appestato perché era stato “il sindaco della rivolta”. Dopo 33 anni non siamo più a quei livelli. Ma tentennamenti, ambiguità, silenzi di tanti politici reggini si possono interpretare come un forte residuo di quella fase storica. Sino a quando non diverremo invulnerabili di fronte a quella comoda accusa sasremo destinati a perdere. Noi campanilisti? Piuttosto vittime di un campanilismo bieco, ladro e saccheggiatore, nell’illusoria speranza di cancellare il ruolo che la storia ha assegnato a Reggio di città più importante della Calabria, suo capoluogo morale. E con altre città che, quando si trovano davanti a questioni che riguardano Reggio e la sua provincia, erigono un muro che è più solido del muro di Berlino.

D: Da questi ragionamenti viene l’adesione allo sciopero del 23?

R: Certamente. Dall’esigenza che avvertiamo di dare il nostro contributo di associazione culturale alla riflessione sulla nostra storia antica e recente e alla liberazione dal complesso del “Boia chi molla”. Il mondo della cultura ha il dovere di assumersi le sue responsabilità civili e sociali, uscendo da una sterile neutralità per paura di perdere contributi e appoggi. Come hanno fatto gli Amici del Museo e il Centro Studi Bosio Aics nella Campagna contro i Falsi di Riace Viaggianti.
Aderiamo quindi allo sciopero provinciale del 23 maggio consci che ad esso deve partecipare l’intera comunità e non soltanto gli iscritti ai sindacati. Cosa faranno i commercianti e tutte le categorie professionali?

Reggio Calabria Città del Bergamotto
21 maggio 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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20-05-2003

Il Centro Studi Bosio Aics aderisce allo sciopero provinciale del 23 maggio e alla proposta di Bova per Reggio Città Metropolitana.

E’ stata già accettata dall’intera delegazione reggina alla Regione. Ora tocca alla Delegazione Parlamentare.

E occorre chiedere agli altri calabresi di dimostrare con i fatti che intendono porre fine agli atti costanti di campanilismo contro Reggio.


Il Centro Studi Bosio Aics, impegnato in prima linea nel difendere l’identità storica, culturale e artistica di Reggio e della sua provincia, ha annunciato allo sciopero provinciale del 23 maggio e nel contempo ha invitato tutti i settori della comunità reggina ad aderire e a partecipare alla mobilitazione.

Il Bosio ha motivato la sua adesione come un atto ulteriore di partecipazione attiva dell’associazionismo culturale laico e indipendente all’espressione della volontà generale di impegnarsi per uscire una volta per tutte dal ricatto del ‘70.

Occorre dire basta agli scippi o ai tentativi di scippi che Reggio subisce da oltre trenta anni in particolare da parte della Regione Straniera. Con la condanna a scegliere tra due posizioni: prendersi ingiurie e attacchi di campanilismo appena propone qualcosa o protesta per qualcosa; oppure accettare passivamente tutte le angherie o reagire con timorosa reverenza (e precisando sempre che “non è una posizione campanilista”) per la paura di essere messa sotto accusa per campanilismo.

Attraverso questo ricatto psicologico sono passate azioni ignominiose contro la città e la sua provincia: tentativi dal ‘96 di espulsione dei Bronzi dal Museo della Magna Grecia e tentativi di emarginazione del Museo, le opere del reggino Boccioni comprate dal Ministero dei Beni Culturali e donate a Cosenza, l’Aeroporto dello Stretto trascurato e non difeso, l’autoporto e altri uffici istituiti o trasferiti a Lamezia. E tante, tante altre questioni.

Ultimo caso in ordine di tempo è stato quello della proposta dell’on. Bova per Reggio Città Metropolitana, prontamente sposata dai Consiglieri Regionali reggini di maggioranza e minoranza e bocciata dagli altri Consiglieri Regionali.

Il Bosio ha deciso di dare il suo massimo sostegno a queta proposta e di mettere in moto tutte le iniziative necessarie per una mobilitazione delle coscienze a favore di un’idea sostenuta da solidi motivi, imposta dalla storia, dalla logica e dall’attualità. Un’idea che nessun campanilismo trasversale della Regione Straniera potrà fermare. Un’idea che richiede l’adesione di tutti i parlamentari reggini. Un’idea sulla quale i Parlamentari e i Consiglieri Regionali delle altre province calabresi dovranno essere invitati a prendere posizione e a dimostrare con i fatti che intendono porre fine agli atti costanti di campanilismo contro Reggio.

Pertanto su alcune tematiche il mondo della cultura deve uscire dalle stanze chiuse di una comoda ma sterile neutralità. La stessa cosa dovrebbero fare i vari Settori delle professioni, delle arti e del commercio. L’intera comunità ha il dovere di partecipare”.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
20 maggio 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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17-05-2003

Gli Amici del Museo Nazionale
sulla sospensione della riproduzione dei Bronzi

Si è riunito il Consiglio di Presidenza della Associazione Regionale Amici del Museo Nazionale di Reggio Calabria. Il Presidente avv. prof. Vincenzo Panuccio ha espresso, pur con umiltà, che deve caratterizzare il comportamento di qualsiasi cittadino che si rivolge alla Giustizia, giusta e imparziale, soddisfazione per questo primo risultato, confermativo della fondatezza della linea di dissenso, indicata dal Consiglio, fin dal 27 gennaio c.a., a ridosso della notizia stampa di qualche giorno prima, circa la ripresa del proposito di riprodurre i bronzi facendone dei “falsi” nomadi, con pregiudizio per gli interessi della città, della Calabria e degli stessi beni culturali, incluso il Museo Nazionale della Magna Grecia. Linea pubblicamente annunciata dal Presidente Chiaravalloti.

L’ordinanza del Tribunale Amministrativo di Reggio Calabria (Presidente dr. Luigi Passanisi, rel. Referendario dr. Caterina Crescenti, Cons. dr. Alberto Novarese) è, malgrado qualche notizia stampa di questi giorni, perfettamente motivata; essa, al di là persino delle prassi correnti, spesso legittimamente espresse in formula di stile, a “ritenuto che il Collegio ravvisa, allo stato, profili di fondatezza del ricorso; considerato che la trattazione del merito della controversia viene fissata per il 16 luglio 2003; ritenuto altresì, alla stregua di quanto innanzi rappresentato, di dover sospendere i provvedimenti impugnati, anche in considerazione della complessiva entità economica dell’intervento; visti gli artt. 19 e 21 u.c. della legge 6 dicembre 1971, n. 1034 e l’art. 36 RD 17 agosto 1907, n. 642, ritenuto che sussistono gli estremi per l’accoglimento della domanda di sospensione, Per questi motivi, accoglie la su indicata domanda incidentale di sospensione è fissa l’udienza del 16 luglio 2003 per la trattazione del merito del ricorso. La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti”.

Il Consiglio Direttivo, al di là delle diatribe di questi giorni circa “le primogeniture”, ringrazia il Difensore Avv. Prof. Michele Salazar per l’opera professionale svolta, il Prof. Amato per il Centro Studi Bosio Aics, il Prof. Corso e la dr.ssa Penna che hanno prodotto il ricorso al TAR unitamente all’Associazione Amici del Museo, notificato il 17.3.2003, instaurando il procedimento, nel quale sono successivamente intervenuti, per supportarlo altre istituzioni ed enti, ai quali va pure dato atto della prova di unità e di aggregazione che, al di sopra delle sterili polemiche, e la migliore garanzia del riconoscimento delle cause giuste. Prossimamente sarà indetta una Assemblea dei soci, allargata, per studiare le ulteriori attività intese alla valorizzazione dei beni culturali e primo fra tutti del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio, Nel quadro generale di alternative proposte ed in cantiere in occasione di un recente seminario, al quale ha partecipato l’Associazione.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
17 maggio 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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12-05-2003
Pasquale Amato: Andremo avanti contro i “Falsi di Riace Viaggianti” usando la ragione contro un’idea infelice e letale. Il Presidente del Centro Studi Bosio Aics Pasquale Amato torna sulla vicenda dei “Falsi di Riace Viaggianti” con una nota che approfondisce le ragioni del No alla spoliazione dopo l'annuncio del Ricorso da parte della Regione:

“La conferma che avevamo vinto solo una battaglia ma non la guerra è giunta quasi subito. Il portavoce del Presidente della Giunta della Calabria ha preannunciato il Ricorso al Consiglio di Stato.

Non ci eravamo lasciati troppo prendere dall’euforia e abbiamo fatto bene. In pratica il Governatore non ha l’intenzione di riconoscere un evidente errore di valutazione e di prospettiva e intende andare avanti comunque nella linea dura e punitiva contro la città e la provincia di Reggio.

Un grande errore strategico, perché ciò che succede a Reggio (città più antica e grande della Calabria) ricade con i suoi effetti sull’intera Regione. Lo dovrebbe sapere molto bene perché Reggio ha deciso anche le sue sorti elettorali elevandolo ad un incarico che sta esercitando con livore proprio contro questa città e provincia.

Da parte nostra prendiamo atto della sua ostinazione e continueremo a batterci per bloccare in maniera definitiva un’azione che fa il male della Calabria. Si tratta di contrastare l’assurda idea di realizzare e portare in giro i Falsi di Riace, operazione disastrosa per i destini dell’intera Regione. Si tratta di battersi per un futuro che punti sulla valorizzazione e promozione dei Beni Artistici e Culturali con tutti i mezzi mediatici oggi possibili, investendo somme anche ingenti. Si tratta di evitare che tanti soldi siano gettati dalla finestra, continuando ad ospitare eventi effimeri.

L’investimento sulla cultura è sempre produttivo, soprattutto nel lungo periodo. E il successo costante del turismo culturale nelle Città d’Arte dove il Papato, i Comuni, le Repubbliche e le Signorie investirono su cultura e arte è un esempio fulgido a livello mondiale. Gli Eventi della Settimana della Cultura di Reggio e Provincia sono stati anch’essi un bellissimo esempio, con in testa la Mostra e le visite della “Reggio Liberty”, la mostra dell’Archivio di Stato e quella della Biblioteca Comunale.

L’effimero invece passa, lasciando dietro di sé il nulla come il vento del deserto. Per questi motivi è appropriata l’idea di Michelangelo Tripodi di chiedere alla Commissione Bilancio del Consiglio Regionale di stornare le cifre per Miss Universo verso i progetti di Promozione e Valorizzazione dei Beni Culturali, primo fra tutti il più prezioso: il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria.

Per questi motivi l’ampia coalizione di cittadini, Associazioni culturali, sindacati ed Enti Locali (Comune e Provincia) che ha vinto unitariamente la prima battaglia continuerà insieme la campagna contro i Falsi Viaggianti. Cominciando dalla mobilitazione dell’intera città attorno alla Consultazione Popolare indetta dal Consiglio Comunale.

La storia ci insegna che da soli non si vince. Si vince se la causa è giusta, come in questo caso.
Si vince se si rappresenta bene un sentimento generale diffuso, come in questo caso.
Si vince se la coalizione è ampia e si allarga sempre di più aggregando nuove adesioni senza gelosie, invidie e rivendicazioni di primogeniture. Così abbiamo fatto sinora, con qualche sbavatura momentanea.Così sicuramente faremo.
Si vince se si guarda avanti, avendo chiaro in mente l’obiettivo comune:
la vittoria finale contro l’idea infelice e letale dei “Falsi di Riace Viaggianti”.


Reggio Calabria Città del Bergamotto
12 maggio 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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08-05-2003
Pasquale Amato esprime la soddisfazione del Centro Studi Bosio per la sospensione da parte del Tar dell’infelice delibera sui “Falsi di Riace viaggianti”. Ma avverte: “abbiamo vinto una battaglia, non la guerra. La guerra sarà vinta quando si otterrà l’annullamento della delibera e la definitiva chiusura della vergognosa telenovela che è durata sin troppo e ci ha fatto consumare tante energie. Ora occorre proiettarci sui progetti alternativi di rilancio del Museo Nazionale della Magna Grecia”

Il Presidente del Centro Studi Bosio Aics prof. Pasquale Amato ha espresso soddisfazione per la decisione del Tar Regionale della Calabria di accogliere la richiesta di sospendere l’infelice delibera sui “Falsi di Riace viaggianti”.

Ma ha avvertito:“Abbiamo vinto una battaglia, non la guerra. La guerra sarà vinta quando si otterrà l’annullamento della delibera e la definitiva chiusura della vergognosa telenovela che è durata sin troppo e ci ha fatto consumare tante energie.

Ora - ha aggiunto - occorre proiettarci sui progetti alternativi di rilancio del Museo Nazionale della Magna Grecia. Progetti di valorizzazione e promozione dei due capolavori nel contesto del grande Museo che ne alimenta il valore artistico e costituisce la massima testimonianza della memoria storica e artistica della Calabria e la vera vittima dell’ennesima tentata spoliazione assieme alla città di Reggio.

Ora occorre non abbassare la guardia e cogliere l’occasione per sviluppare un percorso di complessiva rivalutazione di tutti quegli aspetti che costituiscono il ruolo primario che la città più antica e grande della Calabria è destinata ad esercitare. E’ un dovere da parte nostra, oltre che un diritto.

Infatti la storia, anche quella più recente, ha dimostrato - ha precisato Amato - che ogni volta che la città di Reggio ha svolto un ruolo primario ne ha guadagnato la sua provincia e l’intera regione. Mentre ogni volta che Reggio è stata schiacciata o spoliata la ricaduta negativa ha coinvolto l’intera regione.

Il caso del Museo Nazionale della Magna Grecia è stato emblematico: si è fatto di tutto per emarginarlo e ridimensionarne l’importanza. Si è condotto in tutte le direzioni un attacco viscerale contro di esso per tentare di espellere due dei suoi capolavori e affossarlo del tutto.

I dati statistici del Ministero dei Beni Culturali parlano da soli sulla miopia di questo attacco continuo: l’80% dei Visitatori e l’80% degli incassi dei Musei della Calabria sono concentrati nel Museo reggino. Tutto questo è avvenuto sempre, nonostante i tentativi continui di ridimensionamento e di disgregazione. Ma questi tentativi hanno sicuramente rallentato il flusso di turismo culturale, non investendo sulla promozione di ciò che già era così valido. E’ stata quindi compiuta un’azione di killeraggio che nella sua voglia di fare regredire il meglio soltanto per una cieca gelosia campanilistica ha frenato lo sviluppo d’insieme della regione.

Checché se ne dica, le vicende delle realtà più grandi e più storicamente riconosciute come elementi centrali di una comunità influenzano le sorti dell’intera comunità. Se Roma e Milano vanno in crisi o decadono si trascinano dietro la decadenza dell’Italia. Se Napoli decade o rinasce si trascina oggettivamente la decadenza o la rinascita della Campania.

E’ pertanto suicida - ha concluso Amato - il reiterarsi dal 1970 ad oggi di tentativi di ridimensionamento e di spoliazione di Reggio e di tutto ciò che di meglio essa rappresenta. E’ giunto il tempo in cui Reggio deve operare un’azione convergente per svolgere il suo ruolo positivo e costruttivo di centralità nella Regione. Le tocca per diritto, ma soprattutto per dovere. E la Calabria tutta deve mettersi in testa che l’atteggiamento più intelligente è quello di riconoscere e rispettare il ruolo centrale di Reggio”.

Reggio Calabria Città del Bergamotto
08 maggio 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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05-05-2003
L’Arcivescovo Salvatore Nunnari si schiera “senza se e senza ma” contro i “Falsi di Riace Viaggianti” e a favore del rilancio del Museo nazionale della Magna Grecia, “vera vittima dell’operazione assieme alla città di Reggio”

Il Centro Studi Bosio Aics ha reso nota l’adesione dell’Arcivescovo di Nusco e Sant’Angelo dei Lombardi Mons. Salvatore Nunnari alle iniziative per il No ai Falsi di Riace e il Sì al rilancio di essi e del prestigioso Museo della Magna Grecia.

Il prelato reggino - sempre pronto a prendere posizioni chiare contro gli scippi vecchi e nuovi perpetrati ai danni di Reggio - ha affiancato alla sua adesione la seguente forte dichiarazione:

“Aderisco a tutte le iniziative volte a tutelare l’unicità dei due capolavori custoditi nello stupendo Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, a impedirne la riproduzione in copie identiche agli originali (quindi falsi ufficiali) e a contrastare l’assurda idea di portare i falsi in giro per il mondo. Sono altresì d’accordo sui progetti di valorizzazione e promozione dei due capolavori nel contesto del grande Museo che ne alimenta il valore artistico e sul rilancio dello stesso Museo come massima testimonianza della memoria storica e artistica della Calabria e vera vittima dell’ennesima spoliazione assieme alla città di Reggio.

Aderisco non solo come cittadino di Reggio ma come amante della vera cultura. E mi schiero contro i Soloni improvvisati che purtroppo - secondo un antico costume dovuto alla grande generosità della mia città, ingiustamente accusata di spirito campanilistico ogni volta che è costretta a difendersi dagli attacchi altrui - hanno ricevuto consensi determinanti e non meritati per la loro elezione”.


Reggio Calabria Città del Bergamotto
05 maggio 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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22-04-2003 Quarto Incontro
Lunedì 28 APRILE 2003
alle cinque e mezza della sera
Università per Stranieri di Reggio Calabria
“I Bronzi di Riace e il Museo di Reggio: Progetti alternativi ai “falsi viaggianti”

Relatori
Pasquale Amato e Vincenzo Panuccio

L’ultimo Incontro del Seminario di Studi “Agire locale, pensare globale” - organizzato dalla Cattedra di Storia dei movimenti e partiti politici di Scienze Politiche dell’Università di Messina e dal Centro Studi Bosio Aics di Reggio in collaborazione con l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio - sarà scottante: “I Bronzi di Riace e il Museo di Reggio: Progetti Alternativi ai “Falsi Viaggianti”.

L’appuntamento è per lunedì 28 aprile alle cinque e mezza della sera nell’Università per Stranieri di Reggio.


I due Relatori Pasquale Amato e Vincenzo Panuccio sono tuttora al centro della campagna contro la realizzazione dei falsi dei Bronzi assieme ai sodalizi culturali di cui sono Presidenti: il Centro Studi Bosio Aics e l’Associazione Amici del Museo.

L’obiettivo degli organizzatori è chiaro: dare una risposta in termini concreti e costruttivi a chi ha offeso e vituperato i reggini accusandoli fra l’altro di non aver fatto abbastanza per valorizzare di Bronzi, mentre la Regione si occupava di una sola cosa: espel-lerli dal loro Museo ed emarginare nel contempo il Museo di Reggio, uno dei più prestigiosi del mondo.

CATTEDRA DI STORIA DEI MOVIMENTI E PARTITI POLITICI
UNIVERSITA' DI MESSINA- FACOLTA' SCIENZE POLITICHE
CENTRO STUDI BOSIO AICS - REGGIO CALABRIA
UNIVERSITA' PER STRANIERI REGGIO CALABRIA
SEMINARIO DI STUDI
AGIRE LOCALE - PENSARE GLOBALE

Reggio Calabria Città del Bergamotto
22 aprile 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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19-04-2003
Fioccano le adesioni all’Appello via Internet del Bosio contro i Falsi di Riace.
Il 28 aprile saranno presentati i Progetti Alternativi, tra cui la ricostruzione della statua del filosofo di Porticello


Il Presidente del Centro Studi Bosio Aics prof. Pasquale Amato rende noto che in una sola settimana sono già quasi mille le adesioni pervenute dal popolo Internet all’Appello lanciato dal Bosio “Esercitare il proprio diritto è un segno di civiltà:No ai Falsi dei Bronzi di Riace.Si a una grande campagna di promozione dei Bronzi,del loro Museo e degli altri tesori della Calabria”.

Da Reggio, da altre parti dell’Italia e dall’estero si stanno moltiplicando le adesioni all’Appello, con una percentuale del 271% di aumento degli accessi al sito www.pasqualeamato.it. Tutti rifiutano la prospettiva dei Falsi feticci viaggiatori d’affari e di commercio (non si sa bene per conto di chi) ed esprimono l’adesione alla logica alternativa di venire a visitare i Bronzi nel loro Museo assieme agli stupendi capolavori di cui esso è il custode: il Filosofo di Porticello, la testa di Basilea, i Pìnakes e i Dioscuri locresi, la coppa di Tresilico e tanti altri preziosi reperti di varie epoche preistoriche e storiche dell’intera Calabria.

E cominciano a pervenire anche idee di proposte molto più intelligenti della clonazione dei Due Guerrieri. Ultima ma molto suggestiva è quella dell’Editore Giuseppe Pontari, il quale ha ipotizzato di utilizzare le famose nuove tecnologie tanto vantate dall’on. Nisticò per ricostruire la statua del Filosofo di Porticello. Una idea praticabile perché nello stesso Museo sono esposte parti della statua, che a giudizio degli esperti è un capolavoro già solo per la stupenda Testa che assieme a quella altrettanto pregiata di Basilea è stata esposta nel Salone dei Bronzi di Riace.

L’idea di Pontari sarà inserita nei Progetti Alternativi che saranno presentati lunedì 28 aprile nell’ultimo Incontro del Seminario “Agire locale, pensare globale” all’Università per Stranieri di Reggio alle sei della sera. L’incontro si avvarrà delle relazioni del Prof. Vincenzo Panuccio - Presidente dell’Associazione Amici del Museo - e del Presidente del Bosio prof. Pasquale Amato.

E costituirà una ulteriore risposta a chi ha accusato i reggini di incapacità e ottusità e altre amenità. Una risposta di ampio respiro in cui sarà evidenziata la creatività della città che ha dato al mondo nel solo XX secolo due geni artistici come Umberto Boccioni e Gianni Versace.

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19 aprile 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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18-04-2003 Pasquale Amato: Tra luci e ombre, ciò che brilla di più è la parola al popolo.

La decisione del Consiglio Comunale per la Consultazione popolare contro la Clonazione dei Bronzi di Riace è un grande passo avanti per bloccare l’ennesimo scippo contro Reggio. Anche perché la convergenza sul No ai Falsi di Riace è stata più ampia rispetto al voto finale.

Il Presidente del Centro Studi Bosio Aics prof. Pasquale Amato ha giudicato positivamente il risultato del Consiglio Comunale sul caso dei Bronzi:

“Chi ha a cuore sinceramente l’interesse primario della città deve individuare in questa vicenda anche le luci, benché non si possano omettere le ombre.

Le ombre
sono state colte bene e riferite già in cronaca dai giornalisti: il dibattito degenerato in un’escalation di accuse personali talmente pesanti da far prevedere anche strascichi giudiziari; la contraddizione palese del centro-sinistra tra una posizione nettamente contraria alla realizzazione dei Falsi espressa in tutti gli interventi ed il voto contrario alla proposta Chizzoniti. Con la lodevole eccezione di Rocco Albanese che si è astenuto, l’ira e la collera hanno prevalso, impedendo la necessaria razionale separazione tra la proposta di consultazione popolare e le eccezioni procedurali e i casi personali. Era obiettivamente difficile, come difficile è l’arte della politica. Tuttavia sarebbe stato necessario operare la distinzione nel superiore interesse della comunità.

E passiamo alle luci, fioche ma significative perché quello che resta sempre in politica sono le decisioni assunte. E le luci suscitano speranze su uno sbocco positivo della vicenda.

Innanzitutto, s’è verificato il raro miracolo che non sia andata deserta la prima convocazione, di cui erano quasi tutti certi. Ciò dimostra che la maggioranza dei Consiglieri ha sentito il dovere di non mancare all’appuntamento.

In secondo luogo l’adesione al No è stata molto più ampia rispetto al voto. Tutti i Consiglieri del Centro-sinistra nei loro interventi hanno ribadito il No secco a qualsiasi ipotesi di realizzazione dei Falsi. Quindi è chiaro che quel voto espresso nel convulso e caotico finale non è stato corrispondente agli orientamenti nettamente contrari alla clonazione ribaditi nel dibattito.

Ora bisogna andare avanti nella maniera più celere, perché lo scippo è in corso e ogni giorno che passa si rischia sempre di più. Chiunque farà perdere tempo prezioso dovrà rispondere al giudizio di una città che non è disposta a farsi mettere i piedi addosso da nessuno e a farsi offendere e depredare impunemente da nessuno”.

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18 aprile 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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16-04-2003
Pasquale Amato ha portato il "caso Bronzi" a Radioacolori di Beha su Radio Rai Uno. E tutta l'Italia ha potuto ascoltare le esilaranti amenità di Chiaravalloti che ha assegnato la “Gioconda di Leonardo” a Michelangelo.

Il Presidente del Bosio prof. Pasquale Amato ha rilasciato una dichiarazione sulla puntata di “Radioacolori” di Oliviero Beha su RadioRaiUno del 14 aprile dedicata ai “Bronzi copie in viaggio”:

“E’ stata una lotta impari tra Davide e Golìa. Tuttavia è finita molto bene per Davide.

Certo, il nostro Golìa ha goduto di un trattamento speciale nei tempi. Ma non si può dire che abbia usato in maniera brillante i suoi due interventi per complessivi cinque minuti e passa. Né si può dire che lo abbia molto aiutato con i suoi tre minuti l’on. Nisticò, che s’è soffermato sulla positività della clonazione e sulla bontà della tecnologia del laser, non tralasciando di sottolineare che le copie sono due capolavori quanto gli originali. Quindi falsi ufficialmente dichiarati, addirittura in grado di essere confusi con gli originali. Dopo una simile presentazione ha avuto ragione Beha nell’osservare che nessuno verrebbe più a vedere gli originali. E Beha ha fatto di più: ha chiesto a Nisticò se aveva visitato il clone della “Gioconda” a Roma o a Milano. E alla replica che ancora non lo aveva fatto il conduttore ha precisato: “Non lo potrà fare comunque perché la Gioconda non si muove dal Louvre”.

Davide, che era il denunciante, ha avuto a disposizione molto meno: i primi due minuti e venti e gli ultimi trenta secondi prima della sigla di chiusura. Per il resto della trasmissione ha avuto il telefono isolato. Ma ha utilizzato al meglio quel poco tempo, sostenendo l’opinione contraria della città di Reggio, con crescita di consensi via Internet dall’Italia e dall’estero per la richiesta di revoca di una delibera assurda su un progetto autolesionistico. E nel convulso finale ha aggiunto che la rinuncia del ‘98 fu dovuta alla protesta di Reggio e che la delibera del 2002 è stata nascosta per sette mesi e tuttora non pubblicata per paura di un bis della protesta.

Dalla parte di Davide il sindacalista Francesco Alì ha precisato quanto siano prive di fondamento le tesi dei due Presidenti, sebbene sia stato impegnato a spiegare nei suoi tre minuti il perché i sindacati siano scesi in campo e non abbia potuto illustrare il Referendum proposto dai sindacati.

Tuttavia la parte del leone ha tentato di giocarla il Golìa Presidente della Regione. Ha imperversato in versione da buon nonno, comprensivo nei confronti di chi non comprende la sua superiorità intellettuale e culturale. Ha finanche dichiarato che tutti erano d’accordo con la sua iniziativa. E all’obiezione di Beha sulla mozione contraria della sua stessa maggioranza in Consiglio Regionale il Presidente eletto dai reggini non si è neanche sognato di riconoscerne la validità. Ha invece replicato così:

“All’interno della città di Reggio credo che si sia determinata una linea omogenea. Ma io penso però che si tratti di un eccesso di sensibilità di questa gente generosa e fiera. Anche i miei Consiglieri sono troppo sensibili allo spirito cittadino, ma lodevolmente d’altronde, non è un sentimento negativo. (Beha: ma ci lamentiamo anche di questo? no) No assolutamente, questo è molto lodevole, certo. Ma ci mancherebbe! Però vanno meditate le cose!”.

In pratica ha dovuto riconoscere per la prima volta la resistenza di Reggio ma ha continuato ad attaccarla: questi reggini - compresi i Consiglieri della sua maggioranza - non sono più ottusi e parassiti. Ma sono di fatto dei campanilisti che si lasciano trascinare dalla passionalità. E soprattutto non meditano. L’ingiuria stavolta è più sottile: il Grande Padre buono e di intelletto superiore li comprende, anzi li compatisce. E li invita a maturare, ad imparare a meditare!

Quindi il novello Golìa si è lanciato in un gratuito attacco al Museo di Reggio, dicendo che in questi anni sono scemate le visite e che la maggioranza dei visitatori (dice lui il 90%) sono scolaresche. Una grande scoperta, che ha un duplice grave difetto: 1) è totalmente ovvia e riguarda tutti i Musei del mondo; 2) mostra disprezzo (come se fosse un delitto) per l’intento positivo del mondo scolastico di far conoscere e apprezzare i beni culturali alle giovani generazioni. Naturalmente senza aggiungere che la Regione Calabria ha fatto di tutto per emarginare e far dimenticare il Museo di Reggio.

Il vero capolavoro del Nostro è stato comunque il gran botto finale: ha confuso le riproduzioni di opere d’arte vendute in negozi e bancarelle con i Falsi dei Bronzi. Ed ha fatto sfoggio della sua eccezionale cultura artistica assegnando la “Gioconda di Leonardo” a Michelangelo.

Una osservazione a margine: la forza di Golìa è il potere che gli viene dalla carica cui è stato eletto. Ma la forza di Davide è quella di avere meditato molto bene. E di essere totalmente dalla parte della ragione.


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16 aprile 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion
 
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14-04-2003
Lunedì 14 alle cinque mezza della sera nell'Università per Stranieri di Reggio Calabria Terzo Incontro del Seminario di Studi “Agire locale, pensare globale” su “Il Ponte insostenibile sullo Stretto”.

Relatori: Osvaldo Pieroni e Alberto Ziparo
Introduzione-quesito di Pasquale Amato:
“Che fine faranno Reggio e Messina e le altre località dello Stretto?
Il Ponte sarebbe per loro la rinascita o la fine?”

Il tema del Terzo Incontro del Seminario di Studi “Agire locale, pensare globale” sarà di vivissima attualità e particolarmente stimolante: “Il Ponte Insostenibile sullo Stretto”.

E il sotto-tema non sarà da meno: “Che fine faranno Reggio e Messina e le altre località dello Stretto? Il Ponte sarà per loro la rinascita o la fine?”


L’appuntamento è per lunedì 14 aprile alle cinque e mezza della sera nell’Aula Magna dell’Università per Stranieri di Reggio.

I relatori sono da tempo impegnati sul versante di una serrata critica sociale, culturale ed ambientalista al Progetto: i professori Osvaldo Pieroni - Docente di Sociologia dell’Ambiente nell’Università della Calabria - e Alberto Ziparo - Docente di Analisi e Valutazione Ambientale e Pianificazione Urbanistica nella Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze.

Nella sua inconsueta introduzione-quesito il prof. Pasquale Amato - Presidente del Bosio e docente di Storia Contempo-ranea e dei Movimenti e Partiti dell’Università di Messina - chiederà ai due relatori risposte alla domanda che serpeggia tra la gente nonostante la propaganda assordante a favore del Ponte: “Che fine faranno Reggio e Messina e le altre località dello Stretto? Il Ponte sarà per loro la rinascita o la fine?”


Il Seminario è organizzato dalla Cattedra di Storia dei movimenti e partiti politici di Scienze Politiche di Messina e dal Centro Studi Bosio Aics di Reggio con la collaborazione dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio.

Pasquale Amato
Presidente del Centro Studi Bosio
Docente di Storia Contemporanea e di Storia dei movimenti e partiti politici
nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina
e di Storia Contemporanea nell’Università per Stranieri di Reggio Calabria

Reggio Calabria Città del Bergamotto
14 aprile 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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12-04-2003
Amato: Scopelliti e Chizzoniti sono stati di parola e tempestivi! Ora toccherà all'intero Consiglio Comunale essere in sintonia con i sentimenti di Reggio e convocare all'unanimità il Referendum per bocciare in massa l'ultimo scippo col "No ai Falsi di Riace e il Sì a una grande campagna di promozione dei Bronzi, del loro Museo e degli altri tesori della Calabria".

ll Presidente del Bosio prof. Pasquale Amato ha commentato in maniera molto positiva l'annuncio del Presidente del Consiglio Comunale Aurelio Chizzoniti di convocazione del Consiglio Comunale per il 17 aprile per indire il Referendum del No ai Falsi di Riace.
"Ho espresso direttamente i miei complimenti al Sindaco Scopelliti e al Presidente Chizzoniti per essere stati di parola e tempestivi. Estendo i complimenti ai capigruppo di tutti i partiti che hanno concorso a questa storica convocazione. Storica perché sarà una di quelle occasioni in cui l'intero Consiglio Comunale (con una partecipazione e con un voto unanime dei Consiglieri) sarà in sintonia con la propria comunità e si renderà interprete dei sentimenti diffusi in essa.
Sono certo - ha precisato Amato - che tutti i partiti e tutti i Consiglieri hanno memoria storica e si renderanno perfettamente conto dell'importanza di una decisione che vada al di là degli interessi di parte e faccia prevalere il superiore interesse della comunità. In passato aver fatto prevalere le appartenenze di parte o risentimenti o le rivalità personali sugli interessi generali ha provocato danni di cui anche questa ultima telenovela dei Falsi di Riace è una conseguenza indiretta. Allora la città era unita ma i partiti furono divisi. Di quelle esperienze abbiamo una così chiara memoria che sicuramente nessuno vorrà ripetere quei tragici errori. Alcuni casi più vicini (salvataggio di Reggina e Viola, marchio DOP del Bergamotto) stanno lì a testimoniare che quando siamo stati uniti abbiamo superato momenti difficili e abbiamo vinto anche contro tutti.
Ci attende - ha concluso Amato - come città l'occasione di esprimere ancora una volta una risposta corale di dignità collettiva che dovrà concludersi con una vittoria collettiva".

Pasquale Amato
Presidente del Centro Studi Bosio
Docente di Storia Contemporanea e di Storia dei movimenti e partiti politici
nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina
e di Storia Contemporanea nell’Università per Stranieri di Reggio Calabria

Reggio Calabria Città del Bergamotto

12 aprile 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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09-04-2003
Dal popolo di Internet "No ai falsi di Riace. Sì a una grande campagna di promozione" aprendo il Sito www.pasqualeamato.it
Per Amato è preoccupante la notizia che i falsi dei Bronzi stiano per essere fusi

Il Centro Studi Bosio Aics invita il popolo di Internet al "No ai falsi di Riace". Aprendo il Sito www.pasqualeamato.it si potrà esprimere la propria adesione tramite lo slogan

"Esercitare il proprio diritto è un segno di civiltà: No ai Falsi dei Bronzi di Riace. Sì a una grande campagna di promozione dei Bronzi, del loro Museo e degli altri tesori della Calabria".

Nel contempo il Presidente del Bosio prof. Pasquale Amato esprime "viva preoccupazione per la gravissima notizia che i falsi dei Bronzi di Riace stanno per andare in produzione nelle fonderie Aosta.

Eppure la Mozione Sarra approvata dalla maggioranza del Polo in Consiglio Regionale aveva intimato l'alt alla riproduzione per una più approfondita riflessione.

Eppure due ricorsi al TAR avrebbero dovuto consigliare lo stop almeno temporaneo dell'operazione.

Eppure la richiesta di un Referendum popolare consultivo contro quell'operazione era stata giudicata ineluttabile dal Sindaco di Reggio Scopelliti, che l'aveva fatta sua investendo il Consiglio Comunale per indire la consultazione.

Di fronte a tanti chiari segnali di opposizione qualsiasi governante rispettoso della società e dei partiti ed elettori che lo avevano elevato al potere in una democrazia avrebbe bloccato l'iter di attuazione di questo pernicioso progetto.

Invece il Presidente della Regione va avanti nel perpetrare il suo progetto di spoliazione della città di Reggio e di danneggiamento dell'intera Regione. Va avanti senza ascoltare nessuno, neanche la sua stessa maggioranza nel Consiglio Regionale della Calabria.

La sua azione è grave e preoccupante. E' una sfida alla più grande e antica città della Calabria. E' una sfida alle regole del buon senso e del rispetto dei cittadini in ogni sana democrazia.

E' una ragione in più per esprimere in tutte le maniere, anche attraverso Internet, il No ai Falsi di Riace e il Sì a una grande campagna di promozione dei Bronzi, del loro Museo e degli altri tesori della Calabria".


CENTRO STUDI BOSIO AICS - VIALE LIBERTA' 30/c -
89123 REGGIO CALABRIA Città del Bergamotto
Tel. 0965/81.30.12 -Fax 81.30.30


09 aprile 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion
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05-04-2003

"Esercitare il proprio diritto è un segno di civiltà":
NO AI FALSI DEI BRONZI DI RIACE!
Si a una grande campagna di promozione dei Bronzi, del loro Museo e degli altri tesori della Calabria!
Per Amato positivo l’impegno assunto dal Sindaco di indire il Referendum tramite il Consiglio Comunale.

Il Presidente del Centro Studi Bosio Aics prof. Pasquale Amato ha espresso soddisfazione per il contenuto della risposta del Sindaco Scopelliti alla proposta del Referendum contro la realizzazione dei "Falsi" dei Bronzi di Riace proposta dai sindacati confederali, cui si erano affiancate una serie di adesioni tra cui per prime quelle del Centro Studi Bosio Aics, dell’Associazione Regionale degli Amici del Museo, del Comitato Regionale AICS, del Comitato di difesa dell’autenticità dei Bronzi e di tante altre.

Pur essendo costretto dai vincoli statutari a non formalizzare la raccolta delle firme a favore della raccolta delle firme, il sindaco "ha preso una posizione chiara a favore del Referendum che si prospetta come una delle espressioni più corali della cittadinanza reggina, come una vera e propria valanga di no che i reggini riverseranno nelle urne contro il nuovo scippo perpetrato alle loro spalle. Anzi, accompagnato anche da ingiurie e insulti che hanno colpito il senso dell’onore della città e ne hanno ridestato i sentimenti migliori di appartenenza e di orgoglio".

Il prof. Amato si dichiara "certo che, nel rispetto del sentimento diffuso di contrarietà della popolazione alla realizzazione dei falsi, il Presidente del Consiglio Comunale avv. Aurelio Chizzoniti si attiverà in tempi molto rapidi assieme a tutti i capi-gruppo consiliari per convocare un Consiglio Comunale che indìca il Referendum tramite un forte documento in cui sia finalmente dichiarata chiusa – e per sempre – questa telenovela che dura dal 1996.

Una telenovela che ha sempre destato meraviglia in tanti osservatori esterni che si sono chiesti perché si insista tanto per realizzare questa bizzarra idea della realizzazione dei Falsi dei Bronzi di Riace.

La domanda – per Amato - ha più risposte, tutte però a senso unico:

  • I Falsi saranno portati da qualche parte ma, dopo non aver portato nessun turista in più in Calabria ma molti di meno, si fermeranno in un luogo: il Palazzo della Cittadella della Regione a Catanzaro, nonostante l’Assemblea che rappresenta l’intero popolo calabrese – e non il potere – si trovi a Reggio;

  • tutti si dimenticheranno del luogo dove si trovano gli originali, perché continuerà l’azione di totale emarginazione del Museo Nazionale della Magna Grecia come è stato fatto in tutti questi anni dalla Regione. Ciononostante il Museo della Magna Grecia di Reggio sia considerato dal Ministero dei Beni Culturali uno dei 29 Luoghi della Cultura in Italia e dagli esperti uno dei più prestigiosi Museo dell’Europa e del Mondo. Un tesoro del genere in qualsiasi altra regione sarebbe stato al centro dell’intera promozione dell’immagine della Regione e di tutte le più costose iniziative di valorizzazione. In Calabria, no;

  • sarà quindi finalmente appagato il sogno di tutti quei provinciali e campanilisti veri (non i reggini che sono sin troppo aperti e disponibili, eppure periodicamente vengono costretti dalle azioni altrui a doversi organizzare per opporsi e resistere) che soffrono da anni per due motivi: il fatto che il Museo più importante e prezioso della Calabria (con testimonianze di elevato valore artistico dell’intera regione e non soltanto i Bronzi di Riace, come il Filosofo di Porticello e la testa di Basilea o quella dell’Apollo in marmo, le opere di Antonello da Messina e di Mattia Preti e via dicendo) sia stato realizzato a Reggio Calabria, la città più antica, più grande e più ricca di storia e di bellezze paesaggistiche della Regione; e che i Bronzi di Riace si trovino in quel Museo.
Sono convinto – conclude Amato – che la maggioranza schiacciante dei calabresi sarà dalla parte della popolazione di Reggio, perché il diritto che essa sta esercitando in questa occasione è non soltanto un segno di civiltà. Ma sarà anche una risposta (con una valanga di no ai Falsi) a un bieco disegno campanilistico, vero motivo dell’intera operazione. Operazione che si rivelerebbe – nel caso che si riuscisse a realizzare - una frana per la promozione dell’immagine della Calabria e un disastro per i suoi flussi turistici".

CENTRO STUDI BOSIO AICS - VIALE LIBERTA' 30/c -
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Tel. 0965/81.30.12 -Fax 81.30.30


05 aprile 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion
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02-04-2003
"Esercitare il proprio diritto è segno di civiltà":
NO AI FALSI DEI BRONZI DI RIACE!
Stasera 2 aprile, nella trasmissione di RTV "A cena con la Reggina".

Il prof. Pasquale Amato, presidente del Centro Studi Bosio - associazione che ha presentato il ricorso per la revoca dei Falsi dei Bronzi di Riace assieme all'Associazione Amici del Museo presieduta dal prof. Vincenzo Panuccio e al prof. Domenico Corso e alla dott.ssa Maria Grazia Penna - interverrà per parlare di questo ennesimo atto di prevaricazione e di scippo contro Reggio. E di questa insana e assurda idea.


Giovedì 3 aprile nel TG3 Calabria delle ore 14
si parlerà della questione dei falsi dei Bronzi di Riace.


Sarà intervistato il prof. Vincenzo Panuccio Presidente degli Amici del Museo di Reggio Calabria, associazione che ha presentato il ricorso al TAR per la revoca della Delibera Regionale assieme al Centro Studi Bosio Aics presieduto dal prof. Pasquale Amato, al prof. Domenico Corso e alla dott.ssa Maria Grazia Penna

CENTRO STUDI BOSIO AICS - VIALE LIBERTA' 30/c -
89123 REGGIO CALABRIA Città del Bergamotto
Tel. 0965/81.30.12 -Fax 81.30.30


02 aprile 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion
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31-03-2003 Gli Amici del Museo e il Centro Studi Bosio Aics hanno presentato unitamente al prof. Corso e alla dott.ssa Penna ricorso al TAR per la revoca della Delibera Regionale sulla riproduzione dei Bronzi di Riace

L’Associazione Regionale Amici del Museo Nazionale di Reggio Calabria, nel corso di un Direttivo presieduto dal prof. Vincenzo Panuccio e allargato alla partecipazione dei professori Pasquale Amato e Domenico Corso e della dott.ssa Maria Grazia Penna, ha confermato la propria partecipazione attiva alla raccolta di firme per il Referendum Comunale contro la realizzazione dei "falsi" di Riace.

Nel clima di mobilitazione popolare della pubblica opinione creatosi attorno alla prima proposta di referendum consultivo comunale su un tema che tanto appassiona i reggini e che li vede anche desiderosi di dare una netta risposta di intelligenza e di civiltà a chi li ha gratificati di ingiuriosi ed offensivi epiteti, si è resa nota l’azione legale intentata per la revoca, previa sospensione e modifica, della Delibera della Giunta Regionale del 10 giugno 2002, occultata per mesi.

In data 17 marzo, infatti, è stato notificato ai controinteressati (Ministeri per i Beni e le Attività Culturali e della Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica, Soprintendenza Archeologica della Calabria, Regione Calabria in persona del Presidente della Giunta, Istituto Centrale del Restauro, e i due Enti ai quali i ricorrenti si sono sostituiti per surroga ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267: Comune e Provincia di Reggio Calabria) il ricorso al TAR di Reggio.

Il Ricorso è stato presentato dall’Associazione Amici del Museo rappresentata dal suo Presidente Prof. Vincenzo Panuccio, dal Centro Studi Bosio Aics in persona del suo Presidente Prof. Pasquale Amato, dal Prof. Domenico Corso Consigliere della Sezione reggina di Italia Nostra e del WWF e dalla dott.ssa Maria Grazia Penna Presidente dell’Associazione Culturale Pharsalia.

I ricorrenti, che sono difesi dal Prof. Avv. Michele Salazar, hanno ritenuto infine di non pubblicizzare in questa fase, per doveroso rispetto verso l’Organo Giudicante, le motivazioni dell’impugnativa. Hanno invece sottolineato il grande significato che essa riveste ai fini della difesa dei diritti della comunità, ricordando e applicando l’insegnamento del compianto e indimenticabile giurista e umanista Salvatore Pugliatti: "esercitare il proprio diritto è segno di civiltà".

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26 marzo 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion
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29-03-2003
Secondo Incontro del Seminario di Studi “Agire locale, pensare globale” su “Parco Nazionale d’Aspromonte. Un laboratorio di sviluppo eco-sostenibile” lunedì 31 marzo alle 17,30 all’Università per Stranieri di Reggio Cal. con una Relazione del prof. Tonino Perna introdotto dal prof. Pasquale Amato

La relazione del prof. Tonino Perna sul tema “Il Parco nazionale d’Aspromonte. Un laboratorio di sviluppo sostenibile” sarà l’argomento trattato nel secondo Incontro del Seminario di Studi sul tema suggestivo “Agire locale, pensare globale” lunedì 31 marzo alle cinque e mezza della sera nell’Aula Magna dell’Università per Stranieri di Reggio .

Il Seminario - che ha cadenza quindicinale - è organizzato dalla Cattedra di Storia dei movimenti e partiti politici di Scienze Politiche dell’Università di Messina e dal Centro Studi Bosio Aics di Reggio e si avvale della collaborazione dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio, nella cui Aula Magna si svolgono gli Incontri.

L’Incontro sarà introdotto dal prof. Pasquale Amato, il quale presenterà l’ospite attraverso l’analisi della sua ultima pubblicazione che ha per titolo “Aspromonte” ed è incentrata sull’esperienza diretta che il prof. Perna ha compiuto negli ultimi anni come Presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte.

“Un’esperienza - rileva il prof. Amato - che s’è rivelata ricca di novità e di dinamica visione del Parco, di cui è stata finalmente avviata la valorizzazione della propria identità, della cultura e delle tradizioni della montagna, ma innestata nel contesto della società globale.

Così in questi anni l’Aspromonte è divenuto il centro di una serie di iniziative che hanno nel contempo fatto rinascere tante attività economiche abbandonate e mestieri quasi dimenticati e hanno innestato dentro una società immobile una serie di elementi innovativi. L’azione del Parco è divenuta così una fonte di sviluppo, un vero e proprio laboratorio di sviluppo eco-sostenibile, capace di introdurre una serie di input innovativi ma nel rispetto della storia e della vocazione di una montagna antica e affascinante e con l’obiettivo di recuperarne e rivalutarne i forti valori culturali e di civiltà che rischiavano di andare definitivamente dispersi”.

29 marzo 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion
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26-03-2003

L’AICS CALABRIA: Fermiamo la realizzazione dei "falsi di Riace" e investiamo il denaro destinato alle copie per la valorizzazione e promozione dei due capolavori, nel loro Museo della Magna Grecia di Reggio e degli altri tesori culturali della Calabria con grandi eventi culturali internazionali

L’ASSOCIAZIONE aderisce alle iniziative per fermare la realizzazione dei due falsi da portare in giro per il mondo: e partecipa sia alla Petizione AL Consiglio Regionale sia alla raccolta delle firme per il Referendum proposto dai sindacati.

Il Congresso Regionale Aics della Calabria – svoltosi a Reggio Calabria – ha approvato all’unanimità un o.d.g. contro la "morte annunciata degli sfortunati Bronzi di Riace e l’adesione e partecipazione attiva a tutte le iniziative indirizzate a bloccare l’infelice idea e quelle proiettate alla linea alternativa di un grande impegno della Regione Calabria per la massima valorizzazione dei nostri tesori culturali.

L’AICS CALABRIA ritiene che la riproduzione dei Guerrieri di Riace sarebbe un grave errore valutativo per le pericolose implicazioni che porta in sè e rappresenta la morte di queste opere di inestimabile valore storico, artistico e culturale.

Sarebbe stato invece e sarebbe più logico impiegare l’enorme cifra stanziata per le copie per un grande progetto di promozione dei tesori culturali della Calabria. A cominciare dall’eccezionale Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio con i suoi innumerevoli eccezionali reperti per continuare con gli altri Musei, monumenti, castelli, palazzi storici e parchi archeologici.

Per attirare l’attenzione sui Bronzi occorrerebbe inoltre organizzare eventi culturali annuali internazionali per fare venire a Reggio e in Calabria non masse di milioni di turisti (una chimera) ma un turismo culturale qualificato.

La Calabria è la Regione italiana che investe meno per la salvaguardia, valorizzazione e promozione dei Beni Culturali. E’ ora che si cambi a partire dal prossimo Bilancio Regionale, che dovrebbe prevedere un rilevante investimento per la promozione culturale e per i Beni Culturali.

Ciò consentirebbe soprattutto un'operazione di grande sensibilità culturale, proponendo i Bronzi di Riace come veicolo di rilancio e valorizzazione del Museo della Magna Grecia, volano di un nuovo Turismo culturale utile per l'intera Calabria. I Guerrieri di Riace non possono e non devono essere ridotti nella condizione di "belle statue senz'anima", svilendone l'autenticità e l'inestimabile valore.

Quindi l’AICS CALABRIA dice:
Sì al progresso e alla difesa della memoria, della cultura, per preservare generosamente l'identità dei calabresi.

"NO" alla cosiddetta clonazione, in verità realizzazione dei "Falsi" di Riace.

Occorre bloccare questa infelice operazione, finirla con la telenovela dei "Cloni Viaggiatori" che ha esacerbato gli animi e scosso le coscienze dei reggini e dei calabresi che non vogliono e non possono divenire complici di un'operazione di svilimento dei Bronzi a semplici feticci commerciali.

Per questi motivi l’AICS CALABRIA si impegnerà nella campagna di raccolta di firme sia per la petizione di revoca della delibera presentata da 14 Consiglieri Regionali che per il Referendum proposto dai sindacati confederali.

COMITATO REGIONALE AICS CALABRIA
Viale Libertà 30/c – 89123
Reggio Calabria Città del Bergamotto

26 marzo 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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21-03-2003

Sintesi dell’Intervento Programmato di Pasquale Amato, Presidente del Centro Studi Bosio, nella I Conferenza Regionale per l’attività di Promozione Culturale "Cultura: quale promozione per la Calabria"
"La cultura esercita un fascino senza tempo
E sulla cultura (quella del passato e quella odierna) la Calabria deve fare la sua grande scommessa"

"L’importanza dei beni culturali nella crescita civile ed economica è da tutti riconosciuta.

Lo conferma il crescente interesse dell’opinione pubblica ai beni culturali e alle loro vicende. Lo conferma l’attenzione suscitata presso ampi strati della popolazione dall’ennesimo tentativo di riprendere un’idea già bocciata negli anni passati: la realizzazione di falsi dei "Bronzi di Riace" (sì, "falsi" perché così si chiamano nel mercato dell’arte le copie assolutamente identiche agli originali) per portarli in giro per il mondo a propagandare la Calabria con l’illusione di fare arrivare nella Regione "milioni di turisti da tutto il mondo".

Per fare un’ottima politica di promozione culturale occorre quindi innanzitutto liberarsi di questa controversa questione e in secondo luogo ripartire sempre dalla valorizzazione dei due capolavori laddove si trovano, dal loro Museo che conserva testimonianze e tesori dell’intera regione dai tempi preistorici al ‘900 e dagli altri Musei, aree archeologiche, monumenti, castelli e palazzi storici di cui, nonostante le numerose distruzioni provocate dall’uomo e dalla natura non sempre benigna, la nostra regione è tanto ricca.

Sinora lo sforzo sostenuto dalla Regione Calabria in questa direzione non ha corrisposto certo alle dimensioni che il problema della promozione culturale e della valorizzazione dei beni culturali riveste, sia in termini di dimensioni che di qualità.
Risolto il problema dei "falsi" con l’accantonamento definitivo, ritengo che si debba cogliere l’occasione favorevole dell’interesse suscitato dalla vicenda anche presso tutti i gruppi e partiti politici della Regione (sia di maggioranza che di opposizione) per impegnarli tutti su un grande disegno di promozione della cultura e di valorizzazione dei beni culturali della Calabria, che abbia nei famosi Bronzi e nel loro Museo (uno dei più importanti di Europa e del mondo) il punto di partenza e si irradi verso tutte le direzioni su un territorio che può dare mille stimoli alla migliore forma di turismo che oggi esista al mondo: il turismo culturale.

Il turismo italiano negli ultimi decenni si è salvato dall’assalto di tanti concorrenti della stessa area mediterranea (che offrivano anch’essi coste, mare, sole, gastronomia a prezzi competitivi) grazie al turismo culturale, grazie a città d’arte che non hanno mai prodotto uno spot, non hanno mai diffuso migliaia di manifesti, non hanno mai organizzato concerti presentandoli come grandi occasioni per attirare "milioni di turisti (questa dei milioni di turisti che arrivano per ogni singola iniziativa è divenuta a quanto pare una fissazione diffusa, mentre si sa che il flusso turistico ha bisogno del concorso di stimoli più stabili nel tempo): Roma, Firenze e Venezia prime fra tutte. E la stessa Taormina nella vicina Sicilia. La gente va a Taormina nell’intero arco dell’anno, e Taormina Arte concorre ad arricchire e rafforzare il prestigio internazionale della città, non è il motivo che fa arrivare i turisti in città.

Ciò conferma che tutte le forme di promozione vengono battute dal turismo culturale, che assicura un flusso continuo per l’intero anno e non soltanto in alcuni mesi.

Finiamola quindi con lo spreco di cifre enormi per la propaganda e per notti di miracoli e concerti in piazza che non servono a far venire un turista in più anche se ripresi dalla televisione. Sono soltanto occasioni per lauti guadagni di alcuni impresari, esterni alla Regione, e per qualche loro agente locale.

E lo stesso ragionamento vale per i falsi dei Bronzi. I falsi mandati in giro saranno due feticci commerciali, due belle statue che, una volta ammirate laddove andranno e fuori dal contesto museale in cui si trovano in compagnia di altri due capolavori (Il filosofo di Porticello e la testa di Basilea) e di tanti altri tesori d’arte dell’intera Calabria, non convinceranno nessuno a venire a vedere gli originali.

Puntiamo invece sin dal Bilancio in discussione verso una svolta in termini di dotazione per la voce concernente la Cultura, la promozione della produzione culturale autoctona e la valorizzazione dei Beni Culturali almeno decuplicando la vergognosa cifra posta sinora a disposizione dell’Assessorato preposto.

Su questa base potremo avviare una politica culturale che possa dare una mano alla crescita civile, economica, sociale della nostra Regione.

Sempre, nel corso della storia, gli investimenti che hanno dimostrato di resistere al tempo e di garantire un rendimento costante sono stati quelli per l‘arte e la cultura: da Pericle che garantì l’universalità del messaggio della polis Atene con il Partenone ai principi italiani e ai Papi del Rinascimento, dai dogi di Venezia ai mercanti di Amsterdam e via dicendo.

E’ la cultura che esercita un fascino e un’attrazione senza tempo. E’ la cultura che garantisce la crescita della menti e delle coscienze. E’ la cultura che fa elevare il senso di appartenenza di tutti i componenti di una comunità e li fa sentire fieri di farne parte.

Pertanto la mia proposta è semplice, chiara, concreta: si abbandoni l’idea di produrre i falsi dei due sfortunati guerrieri. Si parta però dal riconoscimento unanime del loro valore per impegnare la somma prevista per produrre i falsi per una grande campagna promozionale di essi e del Museo della Magna Grecia di Reggio, che ha nel suo seno tesori provenienti da tutto il territorio regionale (lo ripeto per l’ennesima volta per non prendermi la solita trita e ritrita accusa di campanilismo e di provincialismo) e potrebbero essere inseriti nella promozione dei maggiori siti e monumenti d’arte da parte del Ministero dei Beni Culturali in collaborazione con la RAI. E si parta dal riconoscimento unanime del loro valore per chiedere a tutte le forze politiche della Regione di varare una svolta rivoluzionaria nel Bilancio della Calabria: investire in cultura più di qualsiasi altra Regione italiana.

Si potranno impegnare sin da ora le due Consulte dell’Assessorato a proporre un programma alternativo a quello striminzito e vergognosamente ridotto che sinora è stato possibile realizzare.

In questo scenario nuovo mi impegno a fare proposte e a dare un maggiore contributo di idee.

In caso contrario il contributo mio o di altri cervelli (e ce ne sono a iosa in questa regione, soprattutto quelli che sono rimasti o sono venuti per soffrire, per faticare dieci volte di più rispetto ad altre aree più fortunate e per prendersi insulti e ingiurie ogni volta che dissentono da qualche decisione, ma con percorsi personali chiari, netti, risaputi e riconosciuti da tutti) sarà limitato forzatamente dalla limitatezza delle risorse.

Soltanto così potremo trasformare la questione dei falsi Bronzi non in una lacerazione insanabile ma in una politica complessiva dei beni culturali tesa a una migliore tutela, valorizzazione e fruizione dello stupendo patrimonio culturale della Calabria e della sua capacità di produrre arte e cultura non inferiori a nessun’altra area.

Pasquale Amato
Presidente del Centro Studi Bosio
Docente di Storia Contemporanea e di Storia dei movimenti e partiti politici
nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina
e di Storia Contemporanea nell’Università per Stranieri di Reggio Calabria

Reggio Calabria Città del Bergamotto

21 marzo 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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13-03-2003

Proposta Alternativa di Pasquale Amato a Regione, Provincia e Comune di Reggio: "Si chieda al Ministro Urbani di includere il Museo della Magna Grecia di Reggio nel Progetto "UNA VOCE, UN MUSEO", ciclo di Documentari di Rai Educational per promuovere i siti più significativi dell’arte italiana. Sarebbe molto più produttiva della realizzazione dei Falsi viaggianti dei Bronzi"

Il Presidente del Centro Studi Bosio prof. Pasquale Amato avanza una proposta alternativa alla realizzazione dei "falsi dei Bronzi di Riace" da mandare in giro per il mondo e positiva per la valorizzazione del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio, casa dei Bronzi di Riace e di altri due capolavori della bronzistica del V sec. a.C. (Filosofo di Porticello e Testa di Basilea) e di altri preziosi reperti di valore universale. Chiede difatti alla Regione Calabria, alla Provincia e al Comune di Reggio di avanzare la proposta di inserire il grande Museo voluto da Orsi e Zanotti Bianco e progettato da Marcello Piacentini nel progetto "Una voce, un museo", presentato dal Ministro per i Beni e attività culturali Giuliano Urbani con Andrea Bocelli, il Direttore di Rai Educational Giovanni Minoli e Caterina Caselli.

Tale iniziativa nasce da un’idea di Rai Educational, che intende così lanciare una campagna di promozione sull’arte italiana, ed è stata resa possibile dalla convenzione denominata "Progetto idea" tra Rai e Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nel corso della conferenza stampa è stato proiettato il filmato sulla Galleria Nazionale e il Teatro Farnese di Parma, dal titolo "Notte d’incanto", videoclip tratto da uno dei sei documentari realizzati sui luoghi della cultura italiani.

Gli altri documentari del ciclo di sei (tutti di Musei del Centro-Nord e di nessuno del Sud) sono: 1) Il Palazzo Ducale di Mantova (Degli dei la memoria e degli heroi); 2) Il Museo del Bargello di Firenze (Canto del Bargello); 3) La Pinacoteca Nazionale di Bologna (La Felsina pittrice); 4) La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (Moderna); 5) Il Palazzo e la Galleria Spada di Roma (Il Palazzo e la Galleria Spada). La straordinaria caratteristica del documentario presentato è la colonna sonora di Andrea Bocelli con il brano "Malia".

Si prevede, in breve tempo, la realizzazione di almeno altri due video-clip/spot, da estrarre dai documentari già girati e realizzati da Rai-Educational. Questi video-clip/spot saranno utilizzati per una campagna di comunicazione istituzionale, pensata e ideata per invitare e avvicinare gli italiani a visitare i luoghi d’arte, musei e gallerie. Tale campagna sarà lanciata sulle reti Rai e nei cinema, attivando le già esistenti convenzioni. Gli stessi video saranno utilizzati per eventuali campagne di promozione dei luoghi d’arte italiani all’estero. I documentari saranno mandati in onda da Rai Educational durante la V Settimana della Cultura in programma dal 5 all’11 maggio 2003.

Nella stessa Conferenza Stampa è stato annunciato che è allo studio un nuovo accordo con Rai Educational e l’Istituto Luce per la realizzazione di nuovi documentari e video-clip su altri grandi luoghi d’arte italiani (Pompei, Venezia, Uffizi…), che saranno realizzati da importanti registi e Maestri della fotografia.

"Lo spot istituzionale tratto dal documentario di Rai Educational – afferma il Ministro Urbani - verrà utilizzato per una campagna promossa dal Ministero per sensibilizzare gli italiani alla visita e alla conoscenza dei luoghi d’arte. Unire alla bellezza dei luoghi d’arte una regia cinematografica e la voce italiana più famosa nel mondo – prosegue Urbani - è un modo innovativo e intelligente di divulgare l’arte in un’epoca dominata dai media e dai new-media. Per la prima volta si fa ‘sistema’ tra Beni Culturali e Spettacolo, utilizzando la forze congiunte di Ministero, Rai Educational e in futuro dell’ Istituto Luce".

"Perché - si chiede e chiede Amato - non si avanza la proposta di inserire il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio, con i suoi capolavori di valore mondiale, nel ciclo di nuovi documentari e videoclip già pre-annunciati dal Ministro Urbani? Sarebbe una maniera intelligente e dignitosa per promuovere i Bronzi di Riace lasciandoli in pace laddove si trovano e non facendoli pentire di essere naufragati vicino a una costa della Calabria. E chi ci terrebbe a vederli in altri posti (ad Atene, a Bruxelles, a Genova, e così via) potrebbe ammirarli nel Documentario e nel video-clip all’interno del contesto artistico-culturale della grande cultura dei Greci di Occidente in cui sono stati a suo tempo creati: il Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, universalmente giudicato tra i più importanti di Europa e del mondo. Riconoscimento rifiutato sinora da tutte le Giunte Regionali della Calabria (dico tutte non risparmiandone nessuna), accomunate da anni in una sola impresa, con riflessi negativi sull’intera Regione: espellere i due sfortunati capolavori dal loro prestigioso Museo e ridurli a feticci commerciali".

Pasquale Amato

Reggio Calabria Città del Bergamotto

13 marzo 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

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22-02-2003

Prima "ottusi" e ora "parassiti": Questi sono per Chiaravalloti i reggini. Ma non erano "Ottusi" e "Parassiti" quando lo hanno votato in massa consentendone l’elezione a Presidente della Calabria.

Ora ha travalicato tutti i limiti della decenza: il Chiaravalloti si è deligittimato dichiarando dapprima che tutti coloro che sono contrari alla clonazione sono "ottusi" (quindi la maggioranza schiacciante dei reggini a cominciare dal Sindaco Scopelliti e dal Presidente della Provincia Fuda); ed ora al TG-3 Calabria delle 14 del 21 febbraio che Reggio è una città di parassiti e che i reggini non hanno alcuna legittimità a dichiarare come la pensano sulla clonazione dei Bronzi perché i due Guerrieri sono ospiti abusivi del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio. Cercando poi nel TG delle 19,30 di aggiustare il tiro con la rivendicazione del ruolo di messaggeri della "calabresità" dei Bronzi non più "abusivi" e con la promessa amena che mandandone in giro le copie arriveranno in Calabria turisti da tutto il mondo.

Pur avendo sempre espresso con chiarezza il mio parere nettamente contrario all’infelice idea dei "Bronzi Viaggiatori" sin dal primo tentativo di Nisticò (che ha comunque tutt’altro stile ed educazione), pur avendo più volte denunciato i secondi fini che vi erano e vi sono a mio parere dietro l’operazione, pur avendo ribadito anche sull’ultimo capitolo della vicenda il mio no, pur avendo confermato per l’ennesima volta la ferma convinzione che la cifra che si vuole spendere per le malfamate copie si potrebbe utilizzare per fare del Museo di Reggio la capitale mondiale degli studi e delle ricerche di archeologia subacquea organizzando con l’impegno finanziario primario della Regione Calabria un Simposio Internazionale Annuale, stavolta non intendo entrare nel merito della questione. E mi riservo di intervenire su questa proposta alternativa e su quella "geniale" del cavaliere Amedeo Matacena in un secondo momento.

Ci tengo piuttosto ad affermare che ci troviamo davanti ad un caso gravissimo di mancanza assoluta di rispetto della dignità e dell’intelligenza di una intera popolazione. Non era mai successo sinora che un personaggio politico - neanche un dittatore (che di solito esalta le doti del suo popolo) - cui una popolazione aveva dato tanti consensi si esprimesse in termini così ingiuriosi e offensivi nei confronti di tutti, sia della grande maggioranza dei suoi elettori che della minoranza. Infatti Reggio e provincia gli hanno dato quasi il 70% dei voti risultando determinanti per la sua elezione. E tra i suoi "grandi elettori" sono stati in prima linea il Sindaco Scopelliti, il Presidente Fuda, il Presidente del Consiglio Regionale Fedele, Giovanni Nucera, Mimmo Crea, Sarra, Vilasi e tutti i candidati del Polo.

Non era mai successo che un Presidente di Regione insultasse in maniera così dura la popolazione della città più antica, più grande e più nobile di animo della sua Regione. Talmente nobile di animo da averlo sempre gentilmente trattato nonostante abbia non una volta ma decine di volte manifestato con i fatti ostilità e disprezzo nei suoi confronti.

Quando per la prima volta Reggio ha rifiutato con una maggioranza quasi plebiscitaria una sua decisione (la stessa che Nisticò aveva accantonato prendendo atto di una vasta opposizione e che Meduri, conscio della diffusa ostilità, aveva continuato ad accantonare ma non l’aveva colpevolmente annullata) ha gettato quel residuo di maschera che aveva coperto sinora il suo sprezzante livore contro la Città del Bergamotto. Città che tirerà fuori tutto il suo orgoglio e il coraggio civico che ha mostrato nelle migliori occasioni della sua storia per dire basta a colui che ha ricambiato la sua grande generosità con apprezzamenti sprezzanti, offensivi e ingiuriosi. E sicuramente sentiranno il dovere di dire "basta" per primi i suoi "grandi elettori" reggini, a cominciare dal Sindaco Scopelliti e dal Presidente della Provincia Fuda, e a chiedergli con estrema decisione di revocare definitivamente la delibera su questa infelice idea.

Pasquale Amato

Reggio Calabria Città del Bergamotto

22 febbraio 2003 Anno 2733 dalla Fondazione di Reghion

 



21-05-2002

Giovedì 23 e Venerdì 24 Il prof. Pasquale Amato incontra la città nel Gazebo del Teatro Comunale “Cilea” Tema centrale: “La garanzia di una voce colta, chiara e forte per Reggio capoluogo storico e morale verso nuovi primati e contro nuovi scippi”

Il Presidente del Centro Studi Bosio prof. Pasquale Amato (candidato al Consiglio Comunale con Rifondazione Comunista) incontra elettrici ed elettori sul Corso Garibaldi nel Gazebo allestito davanti al Teatro Comunale “Cilea”, angolo via Osanna.

Il Gazebo sarà aperto la mattina e il pomeriggio di giovedì 23 maggio sino alla sette della sera e la mattina, il pomeriggio e la sera di venerdì 24 maggio sino alle 11 della sera.

L’intento che si propone il prof. Amato “è innanzitutto di ascoltare e recepire le istanze dei concittadini e in secondo luogo di esporre alla gente i propri progetti per il futuro della Città del Bergamotto”.

L’obiettivo primario è quello di proporsi come “una voce colta, chiara e forte nell’interesse di Reggio capoluogo storico e morale della Calabria, per conquistare nuovi primati e contrastare nuovi tentativi di scippi”.

Pasquale Amato

Reggio Calabria Città del Bergamotto

21 maggio 2002 Anno 2732 dalla Fondazione di Reghion

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16-05-2002

Proposta di un Corso di Laurea e di un Master di “Scienze Politiche del Mediterraneo” nell’Università di Reggio

La richiesta dell’istituzione di un Corso di Laurea di Scienze Politiche del Mediterraneo o comunque di un master presso l’Ateneo di Reggio. E’ questa l’idea forte emersa nel Circolo “Il Pescatore” di Catona nel corso di una delle iniziative del Centro Studi Bosio “sul passato e sul futuro di Reggio Città del Bergamotto”: un incontro con studenti e laureati di Scienze Politiche organizzato in collaborazione con l’ANDOSP (Associazione Nazionale dei Dottori in Scienze Politiche). Sono intervenuti il prof. Pasquale Amato, Presidente del Bosio e Responsabile del Coordinamento dell’Area Meridionale dell’ANDOSP e la Responsabile per la Provincia di Reggio dell’ANDOSP prof.ssa Rosamaria Malafarina.

E’ stata evidenziata la stretta connessione tra l’eccezionale vivacità culturale che caratterizza Reggio rispetto a tante altre città meridionali e la numerosa attiva presenza di studenti della città e provincia nella Facoltà di Scienze Politiche di Messina. A questo interesse molto forte non sempre corrisponde un livello qualitativo elevato delle rappresentanze politiche, perché continuano ad essere prevalenti nelle competizioni elettorali criteri di scelta fondati sul dilettantismo e sul familismo.

Laureati e studenti di Scienze Politiche hanno manifestato la loro legittima aspirazione ad una maggiore valorizzazione dei loro studi che si caratterizzano per la pluralità di discipline (storia politica e dei partiti, sociologia, diritto, economia, filosofia e scienza politica). In sostanza si tratta di studi che (quando vengono condotti seriamente) sono i più adatti a prepararsi a svolgere compiti di coordinamento politico e amministrativo.

Ne è scaturita l’ipotesi della creazione di un Corso di Scienze Politiche del Mediterraneo, da istituire nell’Università di Reggio con il coinvolgimento dell’Università per Stranieri di Reggio e dell’Ateneo messinese con la stessa Facoltà di Scienze Politiche. Si tratterebbe di una forma di sinergia resa possibile dai nuovi Regolamenti Universitari e organica all’idea del recupero della nostra centralità mediterranea e alla prospettiva di una maggiore integrazione dell’Area dello Stretto col suo eccezionale potenziale di strutture culturali.

Una delegazione guidata dal prof. Pasquale Amato ha avuto incontri col Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio prof. Alessandro Bianchi e col Rettore dell’Università per Stranieri di Reggio prof. Salvatore Berlingò. Entrambi hanno preso atto dell’esigenza riservandosi di occuparsene in collaborazione con l’Ateneo dell’altra parte dello Stretto.

Reggio Calabria Città del Bergamotto

16 maggio 2002 Anno 2732 dalla Fondazione di Reghion

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